I Vescovi riuniti a Esztergom

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non solo per l’Europa

Assemblea dei Vescovi, "sinfonia" delle Chiese europee...

Dai Vescovi riuniti, un Appello di preghiera per i cristiani perseguitati in India!

Mimmo Muolo
("Avvenire", 3/10/’08)

Sono solo trentasei, tra Cardinali e Vescovi. Ma rappresentano davvero l’Europa, dall’Atlantico agli Urali. Di fatto, i Presidenti delle "Conferenze episcopali" del "Vecchio Continente", riuniti a Esztergom in Ungheria per la loro annuale "Assemblea", sono una bella riproduzione in scala di quella «ricchezza della "sinfonia" europea», di cui parlava il Papa non più tardi di 15 giorni fa, durante la sua visita a Parigi. È così già da diversi anni, almeno da quando Giovanni Paolo II rilanciò il ruolo di questo organismo, stabilendo che a farvi parte fossero – appunto – i Presidenti delle singole "Conferenze Episcopali". Ma in questa "plenaria" s’è come respirato un clima nuovo rispetto al passato. Lo si è visto, ad esempio, su materie importanti come la difesa della famiglia e della vita (significativo il "no" fermo ed unanime ad ogni forma di "eutanasia" e alla ricerca che utilizzi gli "embrioni" sopprimendoli), o nella preoccupazione espressa a proposito della grave "crisi finanziaria" di questi giorni, fino all’"appello" di vicinanza e solidarietà con i cristiani perseguitati dell’India e del Medio Oriente.
Ma questa unità di intenti, proprio come auspicava
Benedetto XVI in Francia, non significa uniformità.
Rispetta anzi le differenze nazionali e le tradizioni culturali. E perciò diventa di esempio anche per l’Europa "politica", alla ricerca oggi più che mai di un difficile equilibrio tra identità dei diversi popoli e apertura verso gli altri attraverso la solidarietà.
La "cartina di tornasole" sembra essere – oltre alle questioni "bioetiche" – la percezione, diffusa un po’ in tutti i membri dell’"Assemblea", a cominciare dal Presidente, il Cardinale ungherese
Peter Erdö, che la Chiesa, dopo il confronto con il "comunismo" di cui questa terra porta ancora i segni, oggi debba essere punto di riferimento anche per quanti sostengono che il "liberalismo" sfrenato porti a conseguenze nefaste. E non c’è chi non veda quanto la "dottrina sociale" sia stata lungimirante anche in simili frangenti.
Dall’"Assemblea" di Esztergom, uno dei luoghi simbolo delle radici cristiane dell’Europa, le Chiese del "Continente" escono rafforzate nella convinzione di avere un preciso ruolo da giocare sulla scena del "Vecchio Continente". La visita del Papa in Francia ha fatto toccare quanto viva sia ancora la sete di Dio anche nelle società più "laiche". Questa sete chiede una risposta che coniughi la "trascendenza" con le esigenze di giustizia sociale, e impegna le comunità cristiane a ricercare le strade attraverso cui il "Vangelo" diventi cultura diffusa e condivisa. In questo senso la "sinfonia" delle Chiese europee – alle quali tra l’altro continuano a guardare con fiducia anche gli "Episcopati" di Africa e America Latina, come è stato ribadito ieri – può diventare davvero "paradigmatica" anche per l’Europa dei "popoli" e delle "Istituzioni".