INTERVISTA

"Primo Novembre": la "speranza" non esclude nessuno…

RITAGLI     La "Santità", "vocazione" che riguarda tutti     DOCUMENTI

Dom Mosconi: «Oggi è la "Festa" anche dei "Santi senza aureola".
Credo che il "Paradiso" sia pieno di "peccatori"».

IL PARADISO (BEATO ANGELICO).

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 1/11/’08)

La Solennità di "Ognissanti" «contiene un annuncio stupendo» rivolto a tutti gli uomini. La Festa odierna, infatti, «anticipa il giorno in cui ci incontreremo nella gloria del Signore e ci fa contemplare un avvenimento futuro che riguarda da vicino ognuno di noi». Dom Franco Mosconi, Monaco Camaldolese dell’"Eremo San Giorgio" di Bardolino (Verona), riassume così il significato spirituale e pastorale del "1° Novembre". Perciò, dice, «questo è un giorno che non si può assolutamente sottovalutare».

Dom Mosconi, perché lei dice che questa Festa riguarda tutti gli uomini?

Perché l’annuncio stupendo è proprio questo: tutti siamo chiamati a far parte di quella «moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua», di cui parla l’"Apocalisse". E la Festa che celebriamo oggi ne è la prova, dato che vengono ricordati tutti i Santi, "con e senza aureola". Dobbiamo ricordare, infatti, che i Santi riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa come modelli sicuri di vita evangelica non sono che la punta dell’"iceberg" rispetto al numero complessivo. C’è una storia della Santità nascosta e feriale, fatta di eroismi quotidiani, che è molto più grande. Ed è questa storia la vera ricchezza, che illumina la nostra vita e conforta la nostra fede.

Che cos’è la Santità, specie in un mondo come quello odierno, che sembra esaltare modelli di vita radicalmente alternativi?

La Santità non è ciò che facciamo, ma è l’amore con cui siamo amati da Dio, il solo Santo. Noi esistiamo solo per questo amore dal quale siamo avvolti. Ecco perché nella "Prima Lettera di Pietro" troviamo l’espressione «diventate santi». Lo ripeto: Santo è solamente Dio, ma in forza della sua "Parola" tutti siamo chiamati a diventare Santi. La Santità, dunque, è quel comportamento perfettamente umano che è anche divino. Pensiamo ad esempio a Madre Teresa di Calcutta, al tempo stesso pienamente donna, ma capace di vivere fino in fondo le "Beatitudini Evangeliche".

E dunque lei come definirebbe i Santi?

Proprio nelle "Beatitudini" troviamo un paradigma dell’esser Santi. E ciò significa costruire la propria maturità umana come Dio la sogna guardando il suo Figlio. In altri termini, accogliendo il "Vangelo" giorno dopo giorno, e aiutati dallo Spirito Santo, rendiamo concreta nella vita personale e sociale la vita stessa di Cristo. Santo però non significa perfetto. Ognuno di noi ha i suoi limiti. Santo significa piuttosto vivere il limite, e persino il peccato, come luogo di perdono più che di espiazione. Perché, come diceva Giovanni Paolo II, se il Battesimo è un vero ingresso nella Santità, sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre.

Ma questa Festa può dire qualcosa anche a chi non crede o è lontano dalla Chiesa?

Oggi è la Festa della "Comunione" dei Santi e dei peccatori, che si tengono per mano nel pellegrinaggio verso la vita eterna. È una Festa che permette di guardare al futuro senza sconforto, perché un giorno saremo simili a Lui. E dunque è un messaggio di speranza davvero "a 360 gradi". Cristo non convoca eroi, ma uomini e donne nella concretezza della loro situazione. E io sono convinto che il Paradiso non sia pieno di Santi, ma di peccatori perdonati.

Come giudicare, dunque, il tentativo di sostituire "Halloween" a "Tutti i Santi", da parte di certe correnti culturali?

"Halloween" in fondo è una "carnevalata", il frutto dei "disvalori" propagandati da certa cattiva televisione. Dunque si potrebbe dire: «Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno», e soprattutto non sanno quello che si perdono.