RITAGLI   Pasqua, evento di grazia e di unità   MISSIONE AMICIZIA

P. PAOLO NICELLI.

P. PAOLO NICELLI
("Missionari del Pime", Aprile 2007)

Mai come in questi tempi la Chiesa ha ribadito la sacralità della famiglia, spesso attaccata da un pensiero laicista, legato più a forme alternative di unione che al modello famigliare. Questa mentalità vuole anche separare ciò che è il rispetto della vita umana, nel suo naturale sorgere e nel suo naturale concludersi, dal progetto amoroso di Dio, che vuole il bene della persona e non la sua distruzione. Il ritornello è quello di sempre: «Dio non c’entra col mondo, con l’umanità e con la famiglia!», e quindi: «Dio non c’entra con la mia vita, poiché questa mi appartiene e me la gestisco io!».
Parole forti, sulla bocca di diverse persone, espressione di un pensiero debole lontano da Dio, che nasconde un terribile egoismo e un orgoglio cattivo che porta la persona a considerarsi il centro dell’universo, totalmente separata da Dio.
Il Mistero della Pasqua afferma invece il contrario di questa mentalità: Dio c’entra col mondo! Dio c’entra con la mia vita! C’entra fino al punto che ha voluto porre nel mondo e nella mia vita un segno del suo amore: ha voluto toccare il mio cuore per trasformarlo in un cuore di carne, rendendolo più umano, più vero. Lo ha fatto perdonandomi, cioè donando suo Figlio, Gesù Cristo, per salvare la mia vita, per dare una speranza che vada al di là del mio egoismo. Gesù ha sanato il cuore dell’uomo perdonando i suoi persecutori dalla croce, creando un’unità misteriosa e profonda tra la persona e il suo Creatore. Tale unità è stata sancita con la venuta del Redentore nel mondo ed è ancora più sancita con la sua passione, morte e resurrezione, in cui tutti noi moriamo al nostro egoismo e risorgiamo nell’amore di Cristo. Il punto non è dunque sforzarsi per creare l’unità con Dio, quanto invece il riconoscerla come già donata nella persona di Cristo.