MISSIONE SPERANZA

 RITAGLI   AMMIRARE: scoprire il sole in mezzo alle nubi!   DIARIO

( Henri J. M. Nouwen, "Vivere nello Spirito", Ed. Queriniana )

PARLARE DEL SOLE

La gioia è contagiosa, proprio come il dolore. Ho un amico che irradia gioia, non perché la sua vita sia facile, ma perché egli è solito riconoscere la presenza di Dio in mezzo a ogni umana sofferenza, la propria come quella degli altri. Dovunque vada, chiunque incontri, è capace di vedere e udire qualcosa di positivo, qualcosa per cui essere grato. Non nega la grande sofferenza che lo circonda, né è cieco o sordo alle voci e ai sospiri di angoscia degli altri esseri umani, ma il suo spirito gravita verso la luce nelle tenebre, e verso la preghiera in mezzo alle grida di disperazione. Il suo sguardo è dolce e la sua voce è pacata. Non vi è nulla di sentimentale in lui. Egli è realistico, ma la sua profonda fede gli consente di sapere che la speranza è più vera della disperazione, la fede più vera della sfiducia, e l'amore più vero della paura. È il suo realismo spirituale che lo rende un uomo così gioioso.

Ogni volta che l'incontro, sono tentato di attrarre la sua attenzione sulle guerre tra le nazioni, i bambini che muoiono di fame, la corruzione politica e la falsità della gente, cercando così di impressionarlo con l'estremo avvilimento della razza umana; ma ogni volta che cerco di fare qualcosa del genere, lui mi guarda con i suoi occhi buoni e compassionevoli e mi dice: "Ho visto due bambini che condividevano il loro pane con un altro, e ho udito una donna dire grazie e sorridere quando qualcuno ha steso su di lei una coperta. Questa gente, povera e semplice, mi dà nuovo coraggio per vivere la mia vita".

La gioia del mio amico è contagiosa. Più sto con lui, più colgo i bagliori del sole che risplende dietro le nuvole. Sì, so che c'è un sole, anche se i cieli sono ricoperti di nubi. Mentre il mio amico parlava sempre del sole, io continuavo a parlare delle nuvole, finché un giorno ho compreso che era il sole che mi permetteva di vedere le nuvole.

Coloro che continuano a parlare del sole mentre camminano sotto un cielo nuvoloso sono messaggeri di speranza, i veri santi del nostro tempo.

IL FRUTTO DELLA SPERANZA

Vi è una relazione intima tra gioia e speranza. Mentre l'ottimismo ci fa vivere come se presto un giorno le cose dovessero andare meglio per noi, la speranza ci libera dalla necessità di prevedere il futuro e ci consente di vivere nel presente, con la profonda fiducia che Dio non ci lascerà mai soli, ma adempirà i desideri più profondi del nostro cuore.

In questa prospettiva, la gioia è il frutto della speranza. Quando ho la profonda fiducia che Dio è veramente con me e mi tiene al sicuro in un abbraccio divino, guidando ognuno dei miei passi, posso liberarmi dall'ansioso bisogno di sapere come sarà domani, o quel che accadrà il prossimo mese, o l'anno prossimo. Posso essere pienamente dove sono e prestare attenzione ai tanti segni dell'amore di Dio in me e intorno a me.

Spesso parliamo del "buon tempo andato", ma quando vi riflettiamo criticamente e lasciamo perdere i nostri ricordi pieni di romanticismo, scopriremo presto che proprio a quell'epoca eravamo in grandi ansie circa il nostro futuro.

Quando confidiamo profondamente che l'oggi è il giorno del Signore e che il domani è saldamente nascosto nell'amore di Dio, i nostri volti possono distendersi e possiamo sorridere a Colui che ci sorride.

Ricordo che una volta camminavo lungo la spiaggia con un amico. Parlavamo intensamente del nostro rapporto, sforzandoci di spiegare l'un all'altro e di comprendere i nostri sentimenti reciproci. Eravamo così preoccupati delle nostre difficoltà che non notammo il magnifico tramonto da cui si sprigionava un ricco spettro di colori, sopra le onde incappucciate di schiuma che si rompevano sulla vasta, silenziosa spiaggia.

All'improvviso il mio amico esclamò: "Guarda... Guarda il sole... Guarda!". Mi mise un braccio intorno alle spalle e insieme contemplammo la rutilante sfera di fuoco scomparire gradualmente sotto l'orizzonte del vasto oceano.

In quel momento entrambi conoscemmo la speranza e la gioia.