Senza "conformismi"

RITAGLI     Fede "adulta": il "contropiede" di Benedetto     DOCUMENTI

Papa Benedetto XVI, un aiuto per crescere nella vita di fede...

Francesco Ognibene
("Avvenire", 1/7/’09)

Siamo tutti d’accordo: ci vuole un bel coraggio per essere "anticonformisti", ma attenzione alle apparenze. Quest’affermazione oggi vive infatti un singolare rovesciamento concettuale, del quale è bene prendere coscienza. Il "conformismo" che si va stendendo come una glassa dolciastra sulla cultura diffusa non è certamente costituito da verità "inossidabili" – semmai dipinte come zavorra di un passato "ideologico" – ma sembra piuttosto una miscela di opinioni "impalpabili" e fluttuanti fatte passare ormai come unica moneta spendibile nel confronto "pubblico".
Il "pulviscolo" delle idee tutte equivalenti, nessuna delle quali può permettersi una qualsiasi pretesa di verità, oscura la vista come una nebbia e consiglia sottilmente di attestarsi attorno a un pensiero "minimo", magari banale e ovvio ma difficilmente soggetto a smentite "plateali", su cui si può star certi che non si avranno noie. Tutti d’accordo su una ragionevolezza apparente, e guai a chi stona. Eccola, allora, la vera impresa per intelletti coraggiosi: risalire la torrenziale cascata dei "luoghi comuni", che erode ogni punto fermo ed esalta l’uniformità del pensiero "medio". Sfidare la caduta libera dell’intelligenza, per mettere in sicurezza l’umano.
Al noioso "conformismo" dei nostri tempi, più paralizzante delle "sabbie mobili", deve aver pensato
Benedetto XVI quando Domenica sera, nell’"Omelia" con la quale ha chiuso l’"Anno Paolino", ha tratteggiato con parole memorabili la figura del "cristiano" animato da una «fede adulta»: definizione "logora" e stanca, che il Papa ha bonificato una volta per tutte del suo retrogusto "contestativo" restituendola alla lettura vigorosamente "evangelica" impressa da San Paolo in persona quando – scrivendo agli "Efesini" – mise in guardia dal restare come «fanciulli in balia delle onde, trasportati di qua e di là da qualsiasi vento di dottrina». Niente di più attuale. Lo «"slogan" diffuso» – sono parole del Papa – dipinge oggi come «matura» la fede del "cattolico" che «non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi "Pastori" ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere», e che ha il «"coraggio" di esprimersi contro il "Magistero" della Chiesa». Bel coraggio davvero, questa «fede "fai da te"»: uno "zapping" religioso e morale che odora di "consumismo" adolescenziale più che di "maturità" cosciente di sé. Con sottile ironia, Benedetto annota che a contestare la Chiesa «in realtà non ci vuole del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico "applauso"». Battuta impagabile, che da sola fa giustizia delle "sfibranti" ovvietà di chi alla vigilia dell’"Enciclica Sociale" dà per rottamata la "questione antropologica": come se un pronunciamento "pensionasse" tutti gli altri. Il Papa rimette al suo posto ciò che fa "grande" un credente enumerando che «fa parte della fede "adulta", ad esempio, impegnarsi per l’"inviolabilità" della vita umana fin dal primo momento» e «riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del "Creatore"». Lo spieghiamo anche ai nostri figli: "adulto" è – o diventa tale – chi sa dire qualche "no" che gli costa, chi «non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente», chi «s’oppone ai "venti" della moda». Questi tratti inconfondibili di una personalità formata – e nessun "pedagogista" oserebbe smentirlo – sono gli stessi che nelle "parole papali" svelano una fede "matura", consapevole che «questi "venti" – come ci ricorda ancora Benedetto – non sono il soffio dello Spirito Santo» ma altre "brezze" che spingono su una "rotta" diversa da quella di Cristo. Che occorra ardimento nel percorrerla tra gli "applausi" generali è davvero comico sostenerlo, eppure – fateci caso – è quello che ogni giorno ci viene ripetuto.
Per fortuna, di "anticonformisti" veri almeno uno siamo sicuri di averlo incontrato. Ed è là, al "timone" che fu di Pietro.