EMERGENZA CONTINUA

«Mi unisco a quanti giustamente stigmatizzano tali azioni criminose –
ha detto il Papa a conclusione dell’udienza generale –
e invito tutti a pregare per le vittime di queste tragedie».

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Benedetto XVI: «Azioni irresponsabili mettono a rischio le persone e l’ambiente».

Da Roma, Danilo Paolini
("Avvenire", 29/8/’07)

Chi appicca il fuoco spargendo morte e distruzione si macchia di «azioni criminose», frutto di un «comportamento irresponsabile». Bruciano l'Italia, la Grecia e tanta parte d'Europa, donne e uomini perdono la vita, gli affetti, la casa, il lavoro. A tutti loro Papa Benedetto XVI ha rivolto il pensiero e la preghiera in conclusione dell'udienza generale di ieri, ammonendo i responsabili dei roghi (quasi tutti dolosi) circa la gravità morale e materiale dei loro atti.
Dopo la catechesi e i saluti ai fedeli presenti in piazza San Pietro, dunque, il Pontefice si è soffermato sull'emergenza che ha segnato tragicamente questa estate: boschi e foreste in fiamme, ma anche villaggi e città sconvolte da piogge e uragani. «Alcune regioni geografiche sono devastate da gravi calamità - ha ricordato - mi riferisco alle inondazioni in alcuni Paesi orientali, come pure ai disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre Nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali - ha proseguito Benedetto XVI - non si può non essere preoccupati per l'irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l'incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell'intera umanità». Il Papa si è quindi unito «a quanti giustamente stigmatizzano tali azioni criminose» e ha invitato tutti «a pregare per le vittime di queste tragedie».
Già in altre occasioni Benedetto XVI aveva sottolineato l'importanza del rispetto dell'uomo verso il Creato. Il primo gennaio di quest'anno (
"Giornata mondiale della pace"), per esempio, aveva citato quanto scritto in proposito dal suo predecessore Giovanni Paolo II nell'Enciclica "Centesimus Annus": «Ogni atteggiamento irrispettoso verso l'ambiente reca danni alla convivenza umana». E aveva a sua volta messo in guardia da «un uso improprio o egoistico» dell'ambiente.
L'incendio, in sé, è uno "sfregio" alla natura. E con le parole di ieri il Papa ha ribadito, al massimo livello, l'attenzione della Chiesa su questo fronte. Nei giorni scorsi, infatti, mentre la "furia" incendiaria si accaniva sull'Italia con particolare violenza, diversi vescovi delle zone più colpite avevano fatto sentire le loro voci. «La mano di Caino si alza per distruggere quanto di bello ha fatto il Creatore», aveva detto monsignor Salvatore Nunnari, a capo della diocesi di Cosenza-Bisignano, ricordando il ventunenne Eugenio Nigro, morto il 6 agosto a causa di un incendio. Mentre il vescovo di Locri-Gerace Giancarlo Bregantini aveva proposto la scomunica per gli incendiari, ai quali il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, e il vescovo di Patti (Messina) Ignazio Zambito avevano rivolto accorati appelli «a fermarsi e a pentirsi».