Campania, per le strade ancora i rifiuti di Natale

RITAGLI    L’amore ci "costringe" anche oggi.    DOCUMENTI
Parleremo di Vangelo e "immondizie
"

Don Maurizio Patriciello*
("Avvenire", 3/2/’08)

«Il cardinale faccia il proprio mestiere, mentre noi facciamo il nostro». Si è anche sentito esclamare questo in risposta al cardinale Sepe che era intervenuto sull’"emergenza rifiuti". Che strano... È proprio quello che la Chiesa, con milioni di cittadini, va chiedendo da mesi: che ognuno faccia il proprio mestiere e si prenda le proprie responsabilità. Che strano... Come si fa a dire a questi signori che la Chiesa altro non chiede se non essere fedele al mandato del suo Signore, che è quello di annunciare il Vangelo della vita e ridare speranza a coloro ai quali continuamente viene rubata? Come si può far finta di non sapere che tutto ciò che riguarda l’uomo ci interessa? Non c’è un solo aspetto che lo "mortifichi" che possa trovarci spettatori distratti. Non c’è una sola cosa che potrebbe promuoverlo a diventare più uomo che non sia degna di ricevere il nostro contributo. Che brutta Chiesa sarebbe quella che, nell’"inebriarsi" dell’odore degli incensi, dimenticasse il "puzzo" che "ammorba" le sue strade e intristisce la vita. Oggi, ancora una volta, ci ritroveremo sull’altare con in una mano la Bibbia e in un’altra il giornale. Il nostro desiderio di trovare notizie belle nelle pagine dei quotidiani è grande. Non dubitate: le "amplificheremmo" a dismisura. Oggi, poi, è la "Giornata per la vita", e noi vorremmo solamente cantarne la bellezza senza dover parlare di guerre e di aborti, di rifiuti e di disperazione. Vorremmo invitare i poeti e gli amanti della vita, e farli parlare a chi oggi "arranca" per tirare avanti, perché il loro cielo sembra trasformarsi in una "cappa di piombo". Invece ci toccherà parlare dell’"immondizia", ancora una volta. Vi assicuro che nel farlo non troveremo nulla di appagante. Ma ci "costringe" l’amore. L’amore per chi non può uscire di casa. Per i vecchi e i bambini, per gli ammalati e gli innamorati. Lungo le strade ci sono ancora i rifiuti di Natale, e il "puzzo" comincia a diventare insopportabile. Le immagini che vedete in televisione sono quelle di casa nostra, sono i fatti che ci riempiono il cuore di tristezza. I cittadini che protestano vengono "strattonati" e maltrattati.
A quella gente mai nessuno ha chiesto scusa per le promesse fatte e non mantenute.
Quella gente ha paura, e giustamente. Sa – perché ha pagato sulla sua pelle – cosa significhi ammucchiare "eco-balle" che di "eco" non hanno proprio nulla. La gente non capisce e non si fida più di nessuno. La crisi di governo non ha fatto che aumentare il senso di sfiducia nei confronti di uno Stato che sente lontano. Le tristi, "patetiche" scene di aule parlamentari ridotte a "bettole" hanno aggiunto amarezza ad amarezza. Sputi e insulti che rispettabili politici si sono regalati hanno fatto più male ai nostri giovani dell’eco di un agguato "camorristico". «Nelle mani di chi stiamo...» si ripetevano sconsolati, nell’incontro della sera. E a noi preti tocca riprendere le file e spronarli ancora a credere nelle istituzioni, nonostante tutto. Occorre non consentire loro di dimenticare che la sfiducia nelle istituzioni equivale a dare più fiducia a quei "mostriciattoli" di mafia e "camorra". Accanto ai giovani – dispiace dirlo – sul campo è però solamente la Chiesa a dare speranza. Allora, almeno non esasperate il dolore! Come parroco di un quartiere povero, cui hanno riempito le campagne di tonnellate d’"immondizie", lasciatemi gridare ancora una volta la sofferenza, la delusione della nostra gente che si sente abbandonata, senza colpe e "interlocutori". Non abbandonate la nostra bella, cara
Campania a se stessa. Ve ne saremo grati, più di quanto possiate oggi immaginare.

* Parroco di San Paolo Apostolo Parco Verde - Caivano (Napoli), Diocesi di Aversa