TESTIMONI DI OGGI

La storia di un religioso monfortano dimostra che se usata in maniera corretta, l’informazione è un mezzo straordinario per garantire la libertà
e favorire lo sviluppo delle Nazioni più povere.

RITAGLI    Apostolo della notizia nel cuore del Malawi    MISSIONE AMICIZIA

Nel piccolo e travagliato Paese africano,
da molti anni Padre Piergiorgio Gamba punta su giornali e strumenti multimediali
per trasmettere la Parola e portare solidarietà concreta alla gente bisognosa.

Anna Pozzi
("Avvenire", 27/10/’05)

Dal cuore della bergamasca al cuore del Malawi. Da Ubiale a Balaka, stessa dimensione di villaggio stesso desiderio di orizzonti ampi e confini sempre nuovi da valicare. La parabola missionaria di padre Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, classe 1952, si aggrappa a un radicamento forte - la famiglia, la parrocchia, la comunità dei confratelli - per sperimentare stili nuovi e originali di fare missione. Al centro la Parola da annunciare con modalità e strumenti sempre rinnovati. Ovvero, come cominciare da una vecchia macchina da scrivere e, passando per un rudimentale ciclostile, arrivare a creare il più importante centro multimediale del Malawi, il Montfort Media Centre di Balaka. Da cui sono partite molte delle battaglie per la democrazia e lo sviluppo di questo Paese, che spesso hanno visto protagonista la Chiesa.
Lui, padre Piergiorgio, è sempre stato lì, in prima fila, a rompere quel «silenzio da catacomba, quell'obbedienza cieca» imposta dal trentennale regime di Hastings Kamuzu Banda. «La dittatura era così opprimente - ricorda - che anche solo stampare un ciclostilato da far giungere alle scuole era un'avventura entusiasmante. Non c'era assolutamente l'intenzione di creare una tipografia, e anche il mondo dei media era meno di un sogno. È stata l'urgenza, la necessità di poter dare risposte alle mille domande della gente e di aiutare la Chiesa stessa ad aprirsi, che ci hanno spinti a "rischiare". Che poi, all'inizio, è voluto dire stampare con il ciclostile un discorso di Giovanni Paolo II. Ci sembrava una tale conquista che ci rendeva particolarmente orgogliosi».
Padre Piergiorgio si aggira tra le macchine della sua nuova tipografia, ricordando i tempi in cui non c'era nulla di tutto questo e soprattutto le date di quella che definisce «la nostra grande avventura mediatica». «La data più importante - afferma il missionario - è senza dubbio l'8 marzo 1992, quando i vescovi del Malawi hanno scritto la famosa lettera pastorale Living our faith, vivere la nostra fede. È stato l'inizio del grande cammino di ritorno alla democrazia. Era il tempo in cui i vescovi si sentivano vicinissimi alla vita quotidiana della gente e le sedicimila copie stampate in tre lingue e distribuite di nascosto alle parrocchie, e poi alle scuole e alle comunità religiose, hanno davvero mobilitato le coscienze e portato a una partecipazione popolare assolutamente esemplare».
Ci sono voluti ancora due anni per arrivare al referendum che aboliva il partito unico e alle elezioni vinte dal partito d'opposizione, l'United democratic front, il Fronte democratico unito, di Bakili Muluzi, amico di lunga data di padre Piergiorgio, con il quale aveva condiviso iniziative sociali e sogni. L'ultimo, di padre Piergiorgio, è «un giornale in lingua locale. Una storia che non finisce più, perché è il nostro sogno più grande, ma le risorse sono quelle che sono…».
Intanto, però, con l'aiuto di padre Carmine Curci, attuale direttore di Nigrizia che all'epoca viveva in Malawi, ha creato il magazine The Lamp, bimensile giunto ormai al numero 56, e poi Together Youth Magazine, una rivista per i giovani. «Un'iniziativa nata dalla richiesta della gente che si interrogava - e ci interroga - sulle dinamiche sociali, politiche e religiose di questo Paese, dove sono state fatte tante promesse, solo in parte realizzate».
Lui invece, sul suo progetto mediatico è andato fino in fondo, con molta determinazione, l'aiuto della Provvidenza e la solidarietà di molti amici italiani. Oggi il Montfort Media Centre può contare su quaranta operai in tipografia, dieci librerie per la distribuzione, un catalogo di trecento titoli in chichewa e un inizio di pubblicazioni in altre lingue. Nel 2001, ha inaugurato i nuovi uffici e recentemente ha ampliato i locali della tipografia, che resta il cuore della struttura. «I progetti di sviluppo sono tanti - spiega padre Piergiorgio, mostrando le ultime pubblicazioni - , ma tanta è anche la necessità di aiuti, perché in un Paese poverissimo come il Malawi, che oggi sta vivendo una gravissima carestia, è difficile stampare e vendere libri e riviste».
Che senso ha, dunque, continuare a lavorare nel settore dei media in un Paese dove la gente è poverissima, muore di fame e sempre più di aids?
«È normale per la missione cercare di arrivare a tutti, creare dialogo e partecipazione sociale - dice convinto padre Piergiorgio - . La Chiesa non può fare a meno di questa agorà che aiuta a cambiare un Paese, cambiando la Chiesa stessa, da istituzione lontana a comunità di villaggi, capace di condividere i momenti di vita della gente. Lavorare con i media significa partecipare alla crescita della comunità cristiana, diffondendo la buona notizia, e allo stesso tempo fornendo alla Chiesa un mezzo di presenza, che la renda vicina alla gente e favorisca la crescita morale e civile dei cristiani e lo sviluppo di tutta la società».