VIAGGIO IN AFRICA

Dal 17 al 22 Marzo, la prima visita di Benedetto XVI nel "Continente Africano".
L’occasione per un nuovo slancio alla "missione" delle "Chiese locali" .
L’attesa delle "comunità cristiane", dei fedeli di altre religioni e delle popolazioni.

RITAGLI     Il "teologo" Martin Nkafu:     DOCUMENTI
«Grande aspettativa, anche di pace»

«Si attende Ratzinger come il "pastore", che ci incoraggi e ci sostenga nella fede».

Papa Benedetto XVI, pronto al volo verso l'Africa...

MARTIN NKAFU, teologo e filosofo camerunese!

Anna Pozzi
("Avvenire", 8/3/’09)

«C’è grandissima aspettativa e molta curiosità. È la prima volta che Benedetto XVI si reca in Africa e la gente lo attende davvero come un "Pastore"».
Martin Nkafu, teologo e filosofo camerunese, docente di "Cultura, Religione e Pensiero Africani" presso le Pontificie Università "Lateranense" e "Gregoriana" di Roma, ha già lavorato per il "Sinodo Africano" nel 1994, in qualità di "supervisore" delle traduzioni e dei traduttori. È appena rientrato dal suo Paese, dove ha potuto toccare con mano l’entusiasmo dei suoi "concittadini" alla vigilia della visita del Papa.

Che cosa si aspettano i camerunesi da Benedetto XVI?

Quello del Santo Padre è innanzitutto un "viaggio pastorale". I popoli africani, rappresentati da camerunesi e angolani, attendono di essere incoraggiati, sostenuti e confermati nella fede. E si aspettano che il Pontefice li sostenga nella loro vita con la sua parola, le sue preghiere e la sua "benedizione". E poi sanno che verrà a promulgare l’"Instrumentum Laboris" in vista del prossimo "Sinodo" e si sentono molto coinvolti.

«La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace» è il titolo della seconda "Assemblea Speciale per l’Africa" del "Sinodo dei Vescovi". Come giudica la scelta di questo "tema"?

Assolutamente positiva e opportuna. Il "Sinodo" del 1994 è stato più "pastorale" e "teologico". Si trattava, in un certo senso, di "verificare" la maturità africana nella fede cristiana. Ovvero di riflettere insieme su dove siamo arrivati, sul "volto" di Cristo in Africa. Oggi, c’è bisogno di affrontare questioni più "concrete": pace, riconciliazione, giustizia, dignità dell’uomo... Ci sono ancora molte guerre in Africa, spesso anche per interessi economici esterni. Non ci può essere pace quando c’è sfruttamento. E poiché l’"evangelizzare" in Africa coincide anche con la "promozione umana", non è possibile portare il "Vangelo" e proclamarlo senza la pace e senza tener conto dello "sviluppo" e di tutti quei fattori che contribuiscono al benessere dei popoli.

Spesso però si parla della necessità in Africa di una "evangelizzazione" che vada più in profondità…

Si afferma spesso che l’"evangelizzazione" è il compito primario della Chiesa e quindi del Missionario. Nella situazione africana, l’"evangelizzazione" oggi non può essere portata avanti solo dal Missionario proveniente da fuori o dai "religiosi", ma è compito di tutti i cristiani. Non c’è bisogno di un "nuovo annuncio", ma ormai di una nuova testimonianza della "Parola", "Parola vissuta". Occorre presentarsi come testimoni del "Regno". Per questo, ogni cristiano diventa così "missionario" nel suo ambiente di lavoro e nel proprio territorio e per tutte le genti.

IL PROGRAMMA

SEI GIORNI IN DUE PAESI

Il Papa arriverà Martedì 17 Marzo all’Aeroporto di Yaoundè, la capitale camerunese. Il giorno seguente sarà ricevuto dal Presidente della Repubblica, Paul Biya, quindi incontrerà i Vescovi. Nel pomeriggio la recita dei “Vespri” con i Vescovi, i “religiosi”, i “diaconi”, i “movimenti ecclesiali” e con i rappresentati di altre “confessioni cristiane”. Giovedì per Benedetto XVI l’incontro con i rappresentanti della “comunità musulmana” e con i membri del “Consiglio Speciale per l’Africa” del “Sinodo dei Vescovi”. Venerdì la partenza per Luanda, capitale dell’Angola, dove nel pomeriggio incontrerà il Presidente della Repubblica, Josè Eduardo Dos Santos, e poi i Vescovi di Angola e Sâo Tomé. Nel pomeriggio di Sabato, l’appuntamento con i giovani nello “Stadio Dos Coqueiros”. La mattina di Domenica 22, nella Spianata di Cimangola a Luanda, celebrerà la Messa con i Vescovi dell’"Imbisa" (“organismo interregionale” che riunisce i “presuli sudafricani”), mentre nel pomeriggio incontrerà i “movimenti cattolici” per la “promozione della donna”. Lunedì 23 Marzo la “cerimonia di congedo”.