IL PAPA IN ANGOLA

RITAGLI     P. Angelo Besenzoni:     DOCUMENTI
«Giorni d’intensa "comunione"»

P. ANGELO BESENZONI, Missionario della Sma in Angola!

Anna Pozzi
("Avvenire", 31/3/’09)

«Con la sua parola di pace e di speranza, certamente il Papa è venuto a incoraggiare questa nazione che, dopo l’"oppressione coloniale", per trent’anni è rimasta vittima di "lotte fratricide" e solo ora riesce ad uscire dal "tunnel" della guerra per gettare le basi del suo sviluppo». Padre Angelo Besenzoni, Missionario della "Società Missioni Africane" ("Sma"), ha vissuto in presa diretta la visita del Papa dal quartiere di Kicolo, a Luanda, dove ha ospitato circa 400 "pellegrini" provenienti da tutto il Paese. «La nostra Parrocchia – sottolinea – nei "sobborghi" della capitale è stata particolarmente benedetta perché ha ospitato sul suo territorio l’evento centrale dalla "visita papale": la Messa di Domenica 22 Marzo, con più di un milione di persone. Per un giorno non abbiamo pensato al traffico pesante e alle "polveri" vomitate dalle ciminiere, e abbiamo respirato l’aria di festa di migliaia di "pellegrini" che da tutta l’Angola si sono riversati qui per pregare con il Papa».
È ancora viva l’emozione per questa visita che «ha toccato solo Luanda, ma ha coinvolto tutto il Paese». Anche perché, aggiunge Padre Besenzoni, il Pontefice ha affrontato le questioni e i problemi fondamentali che l’Angola sta vivendo oggi. Tra i parrocchiani e i "pellegrini" che ha accolto, racconta, c’è «una gioia incontenibile. Ci ha lasciato un messaggio di fiducia», dicono alcuni; «ci ha rafforzati nella fede», sostengono altri. Molti dicono che il Papa li ha spinti a vivere con più forza la loro "vocazione".
«Anche tanti "non cattolici" che ci criticavano – aggiunge Padre Angelo – , perché dicevano che "idolatriamo" il Papa, sono rimasti molto colpiti. In fondo è stato l’unico a parlare di valori e di ingiustizie. Il Papa ha denunciato le nuove forme di "povertà" e ha invitato le autorità a non dimenticare gli angolani che vivono al di sotto della "soglia di povertà". E poi ha ricordato la sofferenza delle donne angolane». Ma è stato anche un momento "forte" di Chiesa: «Un momento di grande comunione tra di noi, al di là delle barriere "etniche" e "partitiche", e anche di comunione con tutta la "Chiesa Universale"».
Lo stesso Pontefice, sottolinea Padre Angelo, parlando a Sacerdoti, "religiose" e "catechisti", ha ricordato il senso dell’"evangelizzazione" in questa terra che ha accolto la "Buona Novella" più di cinque secoli fa, ma che ha vissuto tante vicende storiche difficili e "travagliate". Ciononostante, la Chiesa resta oggi – così come lo è stata durante tutta la "guerra civile" –  un punto di riferimento importante per la popolazione sia dal punto di vista "morale" che "sociale".
Padre Angelo è convinto che se l’Angola ha ricevuto molto da Benedetto XVI, lo stesso Papa ha tratto molti spunti positivi da questo suo primo "viaggio africano". «Salutando il Paese prima della partenza – dice il Missionario – , il Papa ha fatto un primo "bilancio" del suo viaggio, dicendosi grato per aver incontrato una Chiesa "viva," nonostante le difficoltà, e piena di entusiasmo, e di aver conosciuto un popolo coraggioso e deciso a "rinascere"». Sono parole che gli angolani non dimenticheranno facilmente.