TESSERE LEGAMI

RITAGLI   Algeria, le vie dell’incontro   ALGERIA

Anna Pozzi
("Mondo e Missione", Novembre 2006)

Che senso ha? È quasi inevitabile porsi questa domanda, incontrando la piccola Chiesa d’Algeria, poche migliaia di persone, in un Paese totalmente musulmano. Peggio, si rischia di chiedersi a cosa serva questa minuscola presenza, facendo prevalere il criterio dell’utilità a quello, appunto, del senso. Che poi non è così difficile da intuire. Il senso sta proprio nell’«esserci». Nello stare lì, nello «stare con», mettendosi al servizio della popolazione tutta e promuovendo l’incontro, l’amicizia e la condivisione con i fratelli musulmani.
«Non facciamo numero, facciamo segno», ripetono i cristiani d’Algeria. Segno dell’amore universale di Dio per tutti gli uomini. Ecco perché sono lì. Nonostante tutto. Nonostante la partenza di gran parte degli europei dopo l’indipendenza, che ha assottigliato drasticamente il numero dei cristiani. Nonostante la tragedia del terrorismo islamico, negli anni Novanta, che ha cancellato quasi duecentomila vite umane, tra cui quelle di 19 religiosi e religiose. E, infine, nonostante la pesante situazione socio-politica attuale, l’ostilità di frange di islamisti, i provvedimenti lesivi della libertà religiosa, le ripercussioni negative di crisi internazionali…
Eppure sono lì, vite apparentemente inutili, che ogni giorno cercano di superare le frontiere dell’ignoranza e dell’incomprensione per creare legami con i musulmani algerini. È qui, nel cuore stesso della sua debolezza, che l’insignificanza (numerica) di questa presenza assume un senso: quello di essere una Chiesa della relazione, capace di affermare la speranza non solo per i cristiani, ma per tutti gli uomini. Quale missione più «sensata» di questa nel mondo contemporaneo?
In questo solco, si inserisce anche una recentissima presenza del
PIME - non una «nuova missione», ma una «missione nuova», con uno stile diverso - in un luogo dal grande significato simbolico, Touggourt, dove piccola sorella Magdeleine iniziò la sua straordinaria avventura umana e spirituale.