LO STORMO DEI PENSIERI ![]()
Gianfranco Ravasi
Mattutino 22 febbraio 2003 - www.avvenire.it
Un niente basta a mettere in moto tutta la pesante macchina dei nostri pensieri tristi; un niente basta a dare il volo a tutto lo stormo dei nostri pensieri gai. Ma non c'è arte valida a impedire quel primo niente o a suscitare questo secondo. E così ci conviene accogliere dolori e gioie come due diversi doni: valerci dell'uno come dell'altro per l'opera nostra, sorpassando l'uno e l'altro.
Sto leggendo la recente edizione di una raccolta di
riflessioni di Benedetto Croce, Dal libro dei pensieri, pubblicata da
Adelphi. Sono tante le schegge di meditazione che meriterebbero di essere
proposte. Ne ho scelto una breve, chiara e semplice. Essa registra un'esperienza
che un po' tutti viviamo: certe mattine ci si alza con una punta di amaro nel
cervello e lentamente il nostro orizzonte interiore si colora di nero; altre
volte, invece, tutto ci pare primaverile e radioso. Bella è l'immagine dello
"stormo dei pensieri" che può volare basso o perdersi nei cieli.
Il consiglio del filosofo napoletano è nitido: entrambe le situazioni devono
essere considerate come doni e fatte fruttificare. La tristezza può, infatti,
educarci alla ponderatezza, all'approfondimento, alla cautela. La gioia può
generare creatività, entusiasmo, azione. Guai se la vita fosse sempre e solo
sotto un'unica insegna! Il dosaggio dei tempi e dei momenti, delle sensazioni e
degli stati d'animo è, alla fine, come un orologio che regola l'esistenza
impedendole di piombare nel pessimismo senza spiragli o di decollare dalla
realtà nell'illusione e nella leggerezza. L'impasto tra gli opposti sentimenti
è appunto quel mistero affascinante che è la vita.