"MISSIONARI MARTIRI"

RITAGLI     La silenziosa "voce" dei "pacifici"     MISSIONE AMICIZIA

Trent’anni dopo la "morte" di Romero,
l’"America Latina" è ancora "terra" di "Martiri".
Sembrano destinati alla "sconfitta",
ma la loro è la vera "alternativa" a "violenza" e "sopraffazione".

MONS. OSCAR ARNULFO ROMERO (1917-1980), Vescovo Martire in El Salvador!

Andrea Riccardi*
("Mondo e Missione", Marzo 2010)

Nel 2010 si ricordano "trent'anni" dalla "morte" di Mons. Oscar Romero, "Arcivescovo" di San Salvador, ucciso mentre celebrava l'"Eucarestia". Romero visse una situazione di "scontro polarizzato" e di "radicalizzazione" della "violenza". Il Cardinale Lucas Moreira Neves mi raccontò che lo ricevette nella sua ultima visita a Roma: gli confidò che sarebbe stato ucciso e non sapeva se l'avrebbe fatto la "destra" o la "sinistra". Sapeva che la sua vita era minacciata, ma non rinunciò a tornare nel suo "Paese", a stare vicino alla gente. Sentiva attorno a sé un'atmosfera satura di "morte". Rivolse un "appello": «Siamo incapaci di "riconciliazione", odiamo a "morte". Non è questo l'ambiente che Dio vuole. La "Chiesa" deve dire agli uni e agli altri, nonostante le "opzioni" che li differenziano: amatevi, "riconciliatevi" con Dio».
I "cristiani" sono tornati a morire nel "XX Secolo", come nei primi "Secoli" della "cristianità". L'
"America Latina" ha conosciuto tanti "Martiri". Le loro storie parlano ancora oggi e non bisogna perderne la "memoria". Molti "Stati" hanno conosciuto "regimi autoritari" e "guerriglie rivoluzionarie", con le popolazioni strette tra "conflitto" e "miseria": una situazione invivibile per molti "cristiani", che hanno però continuato ad essere "testimoni" del "Vangelo". Romero muore in un tempo di "polarizzazione", figlia della "guerra fredda". Fattori "internazionali" e "interni" si incrociavano. Con l'89 e la fine delle "ideologie", è terminata la "lotta rivoluzionaria", eppure – sorprendentemente – non sono finite le "violenze"; si sono solo «polverizzate». La vita della "Chiesa" contesta di fatto questo clima con la presenza dei suoi, che vivono in modo "generoso".
La vicenda della
Colombia ne è un esempio. Nel 2000, Isaias Duarte Cancino, "Arcivescovo" di Cali, viene ucciso per aver parlato contro le "violenze" dei "terroristi" e dei "para-militari". Tra il 2001 e il 2007, si susseguono una trentina di uccisioni di "cristiani", per "rapina" o perché impegnati nell'"educazione" o per liberare i "rapiti". L'opera "educativa" viene considerata pericolosa dai "mafiosi", perché libera i giovani dalla scuola della "violenza" e della paura. La "Chiesa" è un ostacolo all'estendersi della «cultura» "mafiosa". In Guatemala, in Messico, dal 2001 al 2007, cadono "Sacerdoti", "Religiose"... Nello stesso periodo, in Brasile, si segnalano otto "Preti" uccisi. Una forte eco suscita l'"assassinio" di una "Suora" statunitense, Dorothy Stang, uccisa nel Febbraio 2005, mentre lavorava con coraggio per i "senza terra". Due "armati" la fermano chiedendole: «Ha un'"arma"?». Suor Dorothy, serena, mostra la "Bibbia": «Ecco la mia unica "arma"!». La "Suora", 73 anni, è stata ritrovata uccisa e riversa sulla sua "Bibbia".
In
El Salvador, la "guerra civile" è finita nel 1992, ma parti del "Paese" sono immerse nella "violenza" delle "maras", "bande giovanili" e "organizzazioni mafiose", che offrono una "rete" di "solidarietà criminale" e danno «dignità» ai giovani con le "armi". Fra il 2000 e il 2006, hanno ucciso due "Sacerdoti" e un "laico", nella "Cattedrale" di "Santiago de Maria". L'amore viene percepito come minaccia al loro "potere" basato sulla paura e sulla "violenza". Così si spiega l'uccisione del giovane William Quijano della "Comunità di Sant'Egidio". Proponeva agli "adolescenti" del "quartiere periferico" di Apopa un'alternativa alla "violenza". Ha scritto Padre Jesus Delgado, già "Segretario" di Mons. Romero: «William era impegnato con "Sant'Egidio" nel salvare i bambini e i giovani dalla "violenza" e creare la possibilità di vita lontano dalla logica dello "scontro" e della "criminalità giovanile". Aiutava i bambini a vivere insieme, ad aiutarsi l'un l'altro e imparare a vivere in "pace"». È il "Martirio" dei "pacifici". La loro "alterità" suona "protesta" umile e silenziosa. Sembra destinata alla "sconfitta", ma è la vera alternativa alla "violenza" e alla "sopraffazione".

* "Fondatore della "Comunità di Sant’Egidio"