Gli "abissi" assurdi del "convenzionalismo"

RITAGLI     A Oxford cancellano il Natale.     DOCUMENTI
E i musulmani si stupiscono

Davide Rondoni
("Avvenire", 4/11/’08)

Ci si potrebbe ridere sopra. E invece no.
Perché chi prova ad uccidere le parole è spesso un assassino peggiore di chi, magari in situazioni estreme, uccide un uomo. E ora vogliono uccidere
"Christmas".
Vogliono "cancellare" questa parola. A
Oxford, cittadina nota per le sue Università "sapientissime", il "consiglio comunale" ha deciso che quest’anno il Natale, per essere più "inclusivo", cancellerà la parola "Christmas" per chiamarsi "Festival della Luce" o qualcosa del genere. Uno dei "leader" di coloro da includere, la "comunità musulmana", ha "bollato" la cosa come "ridicola". Ma i capi della "città dei saggi" hanno deciso di procedere ugualmente. E togliere quindi quella parola. Perché in quella parola c’è qualcosa che dà fastidio. C’è "Christ" che dà fastidio. Si "fanno fuori" le parole per "far fuori" la realtà. Si cancella "Christmas" per provare a cancellare "Christ".
Ci si potrebbe ridere sopra. E infatti il "capo musulmano" ci ride sopra. Ride della "dabbenaggine", della "malevolenza" dei capi della "città dei saggi".
Ma la faccenda è seria. Non è un caso che queste cose avvengano nelle "città dei saggi". Sono sempre loro a non sopportare "Christ". Sono loro, i "saggi" di ogni epoca, a non sopportare quel nome che, è scritto, è sopra ogni altro nome, compreso quello stampato sui loro libri, sopra le firme "svolazzanti" con cui guadagnano fama su giornali ed enciclopedie.
Quel nome. Che dà fastidio perché ricorda che la "signoria" del mondo non è nelle nostre mani, per quanto raffinate e ben curate. Ricorda che il "Lord", il vero "Lord", è Lui. Non viene in mente al popolo di togliere, di uccidere "Christ". A meno che il popolo non sia "sobillato" dai "saggi". Come avvenne la prima volta, nel Piazzale del "Sinedrio" o fuori dal Palazzo di Pilato. Ma non viene in mente nelle "favelas" di San Paolo o nei "ranchitos" orrendi di Caracas di cancellare la parola "Christ".
Magari in quelle vie strette, dove si irradia ogni genere di delitto, lo si tradisce e lo si bestemmia. Ma nessuno del popolo vorrebbe cancellare la parola "Christ". La vogliono cancellare i "saggi". Quelli che scrivono libri. Che hanno il loro nome in caratteri d’oro o di ottone fuori dalle porte degli studi. Che se vai su "Google" hanno mille pagine che riportano il loro nome.
Sono questi che non sopportano più il nome di "Christ", e trovano ogni scusa, compreso l’inclusione di quelli che invece non lo vogliono cancellato. E che se la ridono di questa saggezza "anti-cristiana" dell’Europa. E ci prendono in giro per questo. Ma quel nome non verrà cancellato dalla banalità di una "delibera".
Dalla "burocrazia" saccente e violenta mascherata da "tolleranza". Quel nome "risorge" a Oxford. Nelle preghiere o nelle invocazioni. Nella vita.
Perché sempre cercano di cancellare il Suo "Nome" dolce e meraviglioso, il Suo "Nome" che è scritto con tutti i pianti e tutti i sorrisi del mondo. Lo vorrebbero cancellare dai documenti, dai libri, dai manifesti, dai calendari, ma sempre il Suo "Nome" risorge nella vita del Suo "popolo".
Come sono ridicoli questi "notai del niente". Come splende ancora più luminoso il Suo "Nome".