Per Magdi una gioia discreta
![]()
che sa tremare
Davide
Rondoni
("Avvenire",
25/3/’08)
Caro Magdi,
la notizia del tuo Battesimo
ci ha reso contenti. Di una gioia senza "smarginature", una gioia
"esatta", se così si può dire, senza "fronzoli". Una gioia
per la tua persona, per la tua vita di Magdi, per la tua vita di padre, di
giornalista, e di compagno nella vita di Valentina. Per la tua vita prima ancora
che per ciò che essa, inevitabilmente, rappresenta. Una gioia raccolta,
"annidata", radicale, come per la vita singolare, "unica",
irripetibile di tanti che come te l’altra notte, in ogni Chiesa del mondo,
hanno accolto il Battesimo.
Perché dinanzi a un Battesimo si resta un po’ come senza parole. Come una
cosa grande e "misteriosa". Come a uno spettacolo della natura, anzi
come a qualcosa di più grande ancora che le Cascate del Niagara, o dei Vulcani
del Nicaragua.
E allora, se chi lo ha ricevuto è "piccolo", è un bambino, si può
parlare d’altro. Si può "sviare" il discorso. E magari le mamme
parlano tra loro dei "vestitini", della crescita. E i padri, che in
genere sono più "impacciati", stanno in un angolo a fumare, a
scambiarsi mezze parole sul lavoro, sul "campionato". Ma se è un uomo
di cinquantacinque anni, un "professionista" affermato, uno che
insomma facendo la scelta di farsi battezzare sceglie di dire: la mia vita è
cambiata; ecco, davanti a un uomo che cambia si resta un po’ senza parole.
Se fosse che cambia vita a causa dei debiti, o di una donna, o magari perché
cambia città, lavoro, si saprebbe cosa dire. Si "sprecherebbero"
commenti sul lavoro, sulle donne, e sui cambi della "sorte". Si
farebbero dei discorsi, delle "chiacchiere", dei
"pettegolezzi". Ma se cambia vita perché si battezza, perché diviene
cristiano e cattolico, ecco, non si sa bene cosa dire. Intendo noi che già
eravamo battezzati. E coscienti per fortuna di cosa è un Battesimo. Noi che
sappiamo che non è una "formalità", si resta un po’ senza parole.
Mentre forse molti, i quali pensano che il Battesimo sia un atto
"formale", o coloro che non sanno più cosa è, ecco magari avranno da
"ridire". Qualche commento "acido" lo abbiamo già sentito.
Ma tra noi, tra quelli che eravamo dentro al Battesimo, peccatori e battezzati,
noi che sappiamo cosa è il Battesimo e cosa è il peccato, un silenzio è
sceso. Per te, per la tua vita di Magdi, per la tua e per la vita dei tanti che
l’altra notte hanno fatto questa scelta. Un silenzio dove si fa largo un
sorriso. Dove si fa largo quella specie di "gioia" che risponde.
Quella che è nel cuore la risposta all’incontro con un segno di speranza. Una
gioia "radicale", esatta, senza "fronzoli". Una gioia dura,
senza inutili "sdolcinature". Senza "enfasi". Come il motivo
del tuo cambiamento è stato, lo hai scritto tu, in una serie di incontri senza
"enfasi". Una strada. Non un "colpo di scena". Non uno
squillo di trombe. Ma una meditazione personale dentro al "fiorire" di
amicizie.
Ci sono stati, certo, fatti "eccezionali" – in una vita come la tua,
e in un’epoca come questa, sono inevitabili – ma c’è stata soprattutto la
"lettura" anche di tali fatti "eccezionali" dentro una
normalità di amicizie. Il fatto di "speranza" del tuo Battesimo vale
innanzitutto per te, per Valentina e per tuo figlio, il piccolo grande Davide.
Di questo siamo "ammutoliti" e contenti. Come una gioia
"discreta", che sa "tremare". E vale anche per coloro che da
islamici si stanno convertendo al cristianesimo. Qui e in tutto il mondo. Vale
per i cristiani che spesso somigliano ai "tiepidi" che Dio vomiterà
dalla bocca, come dice la Bibbia. E vale per tutti gli uomini che vogliono
prendere sul serio il proprio destino, e vedono un uomo farlo senza paura.