Il tema su Montale (al di là dell’errore)

RITAGLI     Abbiamo un’anima. Anche l’esame ce lo dice     DOCUMENTI

Davide Rondoni
("Avvenire", 19/6/’08)

Hanno dato Montale, e se pur hanno sbagliato al "Ministero" a scrivere alcuni elementi della "traccia", hanno avuto coraggio. Meglio sarebbe stato evitare quell’errore di "sciatteria" – dare per scontato che fosse una poesia dedicata a una donna, mentre non lo è. Difficile chiedere ai ragazzi serietà in un esame, se chi lo propone fa errori così. Ma il fatto essenziale è un altro, e i "ben pensanti" che gridano allo scandalo lo sottolineano poco. In questa epoca che chiamano "del gremito", è importantissimo invitare i ragazzi a considerare quanto conta nel guardare quel che è la memoria, l’amore e il precisarsi delle immagini, nel "diaframma" tra visibile e invisibile. Non so in quanti hanno fatto quel commento al testo. L’altra volta solo cinque su cento se la sentirono di commentare Dante, e fu il segno di una generale, "mastodontica" crisi del nostro sistema di trasmissione del bello e della cultura. Anche allora molti si soffermarono su cose secondarie invece che su quel segnale di crisi. È dunque importante che nelle "tracce" proposte ai ragazzi, accanto al debito pagato ai temi dell’attualità – l’inclusione dello straniero, le nuove tecnologie – ci sia stato da parte del "Ministero" l’invito a considerare quell’aspetto della personalità che chiamiamo "invisibile". Anche nel riflettere sull’utilizzo degli "sms" o delle "e-mail" invece di carta e calamaio per esprimere se stessi e i propri sentimenti, c’è, mi pare, la preoccupazione di invitare i ragazzi a non considerare solo la superficie dei fenomeni, ma anche i movimenti invisibili, interiori, che rendono lo "straniero" una presenza sempre attiva nella letteratura (e non solo sui "media" di questi giorni) e i sentimenti e l’anima qualcosa che cerca espressione con ogni mezzo. Dunque, plaudo alla scelta, e se permettete, mi interessa poco la "querelle" filologica intorno al testo di Montale. Che sia dedicato a una donna o a un amico poco importa: quel testo ha valore poiché mette a tema come la memoria e l’affetto lavorano le immagini, e ci rendono non solo "lastre" impressionabili in modo "meccanico" dalle tante immagini che ci circondano. Ora, infatti sembra che le tante immagini che ci circondano vogliono individui che reagiscono "meccanicamente". Subito colpiti, persuasi, sedotti. Invece la poesia di Montale ci fa vedere come un sorriso ricordato, una presenza vitale continuano a vivere nella memoria e nell’immaginazione, nell’anima di chi le coglie e le riceve. Perché l’uomo non è un "affare meccanico", non è fatto per reagire "meccanicamente", cioè spontaneamente nel senso più povero del termine, alle immagini e alle presenze che incontra. La vita ci è data nella sua forma visibile, perché riveli ciò che c’è di invisibile in lei, che è l’essenziale. Anche il mezzo di comunicazione più rapido e tecnologicamente avanzato può conservare traccia di questa ricchezza interiore, di questa anima umana, che vaga forse "inospitata" tra tanti luoghi. L’anima di questi ragazzi appare spesso così. Lasciata sola.
Come se fossero, i nostri figli, solo "animaletti" da addomesticare con immagini "seduttive" e forti. Mentre sono nature formidabili, uomini e donne in cui l’interiorità sta affinandosi e arricchendosi. Nutrendosi di poesia ed esprimendosi anche con "sms".
L’esame è un’occasione, un po’ forzata certo ma anche memorabile, per loro perché se ne accorgano. Che anche qualche adulto se ne accorga, che lo si prenda sul serio, è l’esame che noi adulti dobbiamo fare tutti i giorni.