GUINEA BISSAU - CAMERUN

RITAGLI     HO VISTO...     MDI - GUINEA BISSAU

Dalla mia missione in Camerun,
l'occasione inaspettata di visitare la missione della Guinea Bissau.

Sr. Maria Antonia, con due giovani guinensi in formazione...

Sr. Maria Antonia Rossi
("Missionarie dell’Immacolata", Febbraio 2008)

Tre settimane in Guinea. Visito le nostre Comunità di Mansoa e Bissorà, vedo il lavoro delle mie Sorelle, un lavoro veramente missionario, la loro semplicità, il contatto e le relazioni con la gente, le scuole in "autogestione", il lavoro con i gemelli e i bambini malnutriti, i tentativi nel campo della medicina tradizionale, la formazione dei catechisti, i catecumeni, il lavoro con le "equipe" missionarie e tante altre realtà... compresa la "nuova" sfida dell'evangelizzazione nella città di Bissau, con i suoi 300.000 abitanti. Mi colpisce lo sforzo di "unificazione pastorale" tra i missionari stessi, la familiarità e la comunicazione tra le varie Congregazioni, come un'unica famiglia, e la semplicità del Vescovo, Don José Camnate. Mi verrebbe spontaneo fare dei paragoni con il "mio" Camerun, ma mi accorgo subito che non tiene. Siamo in Africa sì, ma la Guinea è "un'altra Africa" rispetto a quella che conosco in Camerun.

Il Camerun dal punto di vista economico è in continuo progresso: le scuole sono affollatissime, nonostante i problemi di pagamento delle rette da parte delle famiglie. Tuttavia la differenza tra i pochi ricchi e i troppi poveri è impressionante. La Chiesa è in continua crescita, nella nostra parrocchia l'anno scorso ci sono stati più di 1000 Battesimi. Il Vangelo è arrivato in Camerun 100 fa, siamo una giovane Chiesa... Ma la Guinea è più giovane ancora, con i suoi primi 50 anni di evangelizzazione! Così lascio da parte i paragoni e guardo semplicemente con gli occhi e con il cuore.

In Guinea ho visto molta povertà anche materiale, la mancanza di scuole, di ospedali, la precarietà in tutto, e i segni del "narcotraffico" che ha coinvolto i "grandi" della politica guineana ed ha fatto diventare la Guinea un centro di diffusione della droga in Africa.

Ho visto alla sera discoteche affollatissime di giovani, desiderosi di cercare qualche cosa di diverso, una evasione per "combattere" questa vita così dura; giovani, donne e ragazze che vanno a lavorare nelle risaie dopo una bella pioggia; la fine di un "fanado", il rito di iniziazione, il "ghinarou", l'uomo che si maschera e si copre tutto di paglia per fare paura alla gente, e non resisto a pensare: proprio come da noi al Nord Camerun...

Ho visto i segni della guerra del 1998 ancora ben evidenti, soprattutto i resti delle tre bombe lanciate sulla Scuola professionale dei "Giuseppini del Murialdo" in Bissau sui rifugiati, l'ultimo giorno della guerra: 75 morti, la maggioranza donne e bambini. Con i resti di queste bombe gli allievi della Scuola hanno costruito una Croce... per non dimenticare.

Ho visto il bene che la gente vuole ai missionari, il rispetto per le "donne e gli uomini di Dio", ho visto il desiderio di conoscere e impegnarsi nel "cammino di Dio", constatando che diversi villaggi chiedono di iniziare la catechesi per conoscere Gesù... e i missionari sono pochi!

Ho visto una Chiesa giovane, impegnata a studiare il modo migliore per arrivare al cuore della gente, a

intraprendere il lungo cammino di purificazione della religione tradizionale, "inculturando" il messaggio evangelico nella vita.

Ho visto missionari impegnati nel dialogo con i musulmani, vivendo nel villaggio come la gente e con la gente per testimoniare che Dio ci vuole bene e abbiamo uno stesso Padre.

Ho visto Congregazioni che si impegnano nella formazione iniziale di giovani del posto e Suore guineane che, innamorate di Gesù, donano la loro vita a Dio a servizio della loro gente, con semplicità e determinazione.

Potrei continuare... e mi ritrovo spesso nella Cappella del "Bin Jubi", la nostra Comunità "Vieni e vedi" per giovani interessate alla vita missionaria consacrata, per affidare a Gesù questa gente e i missionari. Chiedo a Lui di benedire gli sforzi di ciascuno, chiedo il dono della salute per tutti e che susciti nei giovani il desiderio di lavorare per il loro Paese... e soprattutto chiedo a Dio per tutti LA SPERANZA. Sì, la mia preghiera d'ora in avanti a Gesù per la Guinea sarà sempre questa, di crescere nella speranza: Dio non abbandona la Guinea e il suo popolo, perché sono suoi figli. Ringrazio di cuore Dio e le mie Sorelle della Guinea per ciò che ho ricevuto attraverso le mie tre settimane in questo Paese. Mi auguro che il cammino della condivisione tra diverse realtà missionarie ci renda sempre di più un'unica famiglia che lavora nella messe del Padre, collaborando e unificando gli impegni, gli sforzi apostolici e le nostre preghiere verso un unico ideale: "Que ton Règne vienne! Venga il tuo regno!".