L’ECO NEL MONDO
«Parole che toccano un nervo scoperto»
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Igor Man:
da Benedetto XVI l'invito a tornare a impegnarsi
nella ricerca della verità.
Da Roma, Giovanni Ruggiero
A Igor Man, grande giornalista, credente e uomo che ha girato il mondo, ascoltando il messaggio del Papa al corpo diplomatico, è venuto in mente un'immagine del Cairo. Nel quartiere bazar della città vide le foto di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II accostate dai venditori, e si chiese perché. «Perché sono uomini giusti», gli risposero. «Anche questo Papa che parla di Verità ai popoli diversi - dice Man - sarà ascoltato».
Le guerre che ha visto e raccontato, o la fame e le ingiustizie, non sono
il frutto della rinuncia alla ricerca della verità?
La verità temo che non interessa a nessuno, perché scomoda per tutti. Il nuovo
Pontefice ha toccato un nervo scoperto dicendo queste parole. La gente, il
mondo, la società hanno rinunciato a questa ricerca. Non importa niente a
nessuno: viviamo un tempo boreale di edonismo e di facili guadagni. Le vere
preoccupazioni del Santo Padre credo siano proprio queste.
Benedetto XVI fa cenno al pericolo di uno scontro tra civiltà. Delle
volte temiamo che ci siamo già.
Il terrorismo islamico è la manifestazione più evidente e direi più banale
nella sua stoltezza e ferocia di questo scontro tra civiltà. Lo scontro non è
tra cristianesimo e islam, che sono due grandi religioni-cultura, ma è fra
coloro che praticano o dicono di praticare queste religioni, e lo fanno in
maniera rozza, torcendo i sacri testi. Il linguaggio vero e autentico della
cultura è messo in un cantuccio dal linguaggio delle gazzette e della politica.
Il Papa indica, se si vuole, un paradosso: nei secoli passati ci sono
stati tanti scambi tra culture diverse. Oggi che i sistemi del comunicare sono
straordinari, la gente non si incontra più.
Questa è la nostra rovina e la nostra disgrazia. Allora non c'era la
televisione o la radio, eppure il Verbo di Gesù, come un polline benefico, ha
invaso il mondo e salvato le anime. Maometto ha mutuato a piene mani dal
cristianesimo. Come faceva a capire, a sapere ed esserne informato? Lo scambio
c'era. Era un uomo o un profeta, certamente un grande personaggio che cercava la
Verità. Se si sfoglia il Corano si trova la verginità feconda di Maria e si
riconosce la statura profetica di Gesù, e molte delle sure coraniche sono
parafrasate dai profeti. Oggi che la comunicazione è istantanea e amplissima
non esiste una scuola di Toledo, perché si è perduto lo spirito di queste
scuole. Oggi è l'odio che ci nutre. Sono fleboclisi di odio che assumiamo. Ecco
perché la Chiesa è preoccupata. Ecco la preoccupazione di Papa Benedetto XVI
che è un fine intellettuale e conosce la storia. Ha il coraggio di dire quello
che gli altri non vogliono riconoscere: che siamo vicini a uno scontro tra
civiltà.
Il Papa invoca la libertà religiosa, quanta ne ha vista girando il mondo?
Chiesi una volta a un principe dell'Arabia Saudita perché non fosse possibile
per noi cristiani avere una cappella nel suo Paese. Mi disse:«Se l'immagina una
moschea dentro la Città del Vaticano?». Certo che no! «Ecco - disse lui -
l'Arabia è il Vaticano del mondo islamico». Come battuta non è male, ma è
terribile. Mentre il tanto bistrattato Gheddafi ha lasciato che noi cattolici
frequentassimo la chiesa di San Francesco. Trovi rispetto per l'altrui religione
dove meno te l'aspetti.
Anche in Iran?
Non badiamoci. Il suo presidente è un caso patologico. Non crediate che il
popolo dell'Iran sia tutto d'accordo con certe manifestazioni. Questo
sprovveduto uomo che non ha mai fatto un viaggio, che non conosce il mondo,
neppure quello islamico, delira. Secondo me lo stanno usando e prima o poi lo
faranno fuori politicamente. Anche questo è uno scontro tra civiltà.