L’ECO NEL MONDO
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Igor Man:
da
Benedetto XVI l'invito a tornare a impegnarsi nella ricerca della verità.

Da Roma, Giovanni Ruggiero
("Avvenire", 10/1/’06)

A Igor Man, grande giornalista, credente e uomo che ha girato il mondo, ascoltando il messaggio del Papa al corpo diplomatico, è venuto in mente un'immagine del Cairo. Nel quartiere bazar della città vide le foto di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II accostate dai venditori, e si chiese perché. «Perché sono uomini giusti», gli risposero. «Anche questo Papa che parla di Verità ai popoli diversi - dice Man - sarà ascoltato».

Le guerre che ha visto e raccontato, o la fame e le ingiustizie, non sono il frutto della rinuncia alla ricerca della verità?
La verità temo che non interessa a nessuno, perché scomoda per tutti. Il nuovo Pontefice ha toccato un nervo scoperto dicendo queste parole. La gente, il mondo, la società hanno rinunciato a questa ricerca. Non importa niente a nessuno: viviamo un tempo boreale di edonismo e di facili guadagni. Le vere preoccupazioni del Santo Padre credo siano proprio queste.

Benedetto XVI fa cenno al pericolo di uno scontro tra civiltà. Delle volte temiamo che ci siamo già.
Il terrorismo islamico è la manifestazione più evidente e direi più banale nella sua stoltezza e ferocia di questo scontro tra civiltà. Lo scontro non è tra cristianesimo e islam, che sono due grandi religioni-cultura, ma è fra coloro che praticano o dicono di praticare queste religioni, e lo fanno in maniera rozza, torcendo i sacri testi. Il linguaggio vero e autentico della cultura è messo in un cantuccio dal linguaggio delle gazzette e della politica.

Il Papa indica, se si vuole, un paradosso: nei secoli passati ci sono stati tanti scambi tra culture diverse. Oggi che i sistemi del comunicare sono straordinari, la gente non si incontra più.
Questa è la nostra rovina e la nostra disgrazia. Allora non c'era la televisione o la radio, eppure il Verbo di Gesù, come un polline benefico, ha invaso il mondo e salvato le anime. Maometto ha mutuato a piene mani dal cristianesimo. Come faceva a capire, a sapere ed esserne informato? Lo scambio c'era. Era un uomo o un profeta, certamente un grande personaggio che cercava la Verità. Se si sfoglia il Corano si trova la verginità feconda di Maria e si riconosce la statura profetica di Gesù, e molte delle sure coraniche sono parafrasate dai profeti. Oggi che la comunicazione è istantanea e amplissima non esiste una scuola di Toledo, perché si è perduto lo spirito di queste scuole. Oggi è l'odio che ci nutre. Sono fleboclisi di odio che assumiamo. Ecco perché la Chiesa è preoccupata. Ecco la preoccupazione di Papa Benedetto XVI che è un fine intellettuale e conosce la storia. Ha il coraggio di dire quello che gli altri non vogliono riconoscere: che siamo vicini a uno scontro tra civiltà.

Il Papa invoca la libertà religiosa, quanta ne ha vista girando il mondo?
Chiesi una volta a un principe dell'Arabia Saudita perché non fosse possibile per noi cristiani avere una cappella nel suo Paese. Mi disse:«Se l'immagina una moschea dentro la Città del Vaticano?». Certo che no! «Ecco - disse lui - l'Arabia è il Vaticano del mondo islamico». Come battuta non è male, ma è terribile. Mentre il tanto bistrattato Gheddafi ha lasciato che noi cattolici frequentassimo la chiesa di San Francesco. Trovi rispetto per l'altrui religione dove meno te l'aspetti.

Anche in Iran?
Non badiamoci. Il suo presidente è un caso patologico. Non crediate che il popolo dell'Iran sia tutto d'accordo con certe manifestazioni. Questo sprovveduto uomo che non ha mai fatto un viaggio, che non conosce il mondo, neppure quello islamico, delira. Secondo me lo stanno usando e prima o poi lo faranno fuori politicamente. Anche questo è uno scontro tra civiltà.