Domenica 22 Ottobre 2007

RITAGLI     GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE     DOCUMENTI

P. Angelo Rusconi, Pime

Sono tante le "Giornate" a tema, ma alla "Giornata Missionaria Mondiale" spetta una collezione di primati. Un primato d’anni: risale al 1926. Era Papa Pio XI, chiamato il "Papa delle missioni": si viveva infatti una stagione di entusiasmo missionario popolare.

Un primato di estensione e diffusione. È infatti celebrata "su tutta la faccia della terra", nelle nostre Chiese, cariche di secoli di storia e di fede, e in quelle giovanissime dell’Asia e dell’Africa. Un primato di generosità. Preziosissima la preghiera e l’offerta delle sofferenze da parte di tanti ammalati. Come Santa Teresa del Bambino Gesù, sono il sostegno dei "Francesco Saverio" attuali. Indubbiamente da loro è venuta al nostro confratello, P. Giancarlo Bossi, la forza e la serenità di affrontare i lunghi giorni, le lunghissime notti, del suo sequestro sulle montagne di Mindanao nelle Filippine. Con "l’obolo della vedova", sempre toccante, l’offerta penitenziale, la donazione da parte di chi nella vita ha raccolto i frutti del suo lavoro.

Davvero ti stupisce la generosità della nostra gente. Ti fa pensare alla colletta per Gerusalemme di cui parla San Paolo nelle sue lettere.

Lo spessore, il volume di questo gesto di solidarietà, meglio di "carità", parla, dice la gioiosa consapevolezza della propria identità cristiana: dono gratuito, dono da condividere. La risposta alla "Giornata Missionaria Mondiale" non tocca un aspetto, un particolare dell’insieme, un tassello del mosaico, ma svela il nostro profondo, il nostro essere un popolo in cammino: non facile, come quello dell’Esodo, ma "benedetto con ogni benedizione", raggiunto da un Mistero di grazia. Lo diceva già San Pietro alla prima comunità cristiana, "granello di senape" nella vastità dell’Impero Romano: "Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di Lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce".

"La missione", ci ricordava Papa Giovanni Paolo II, "rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola… Nessun credente in Cristo, nessuna istituzione della Chiesa può sottrarsi a questo dovere supremo: annunziare Cristo a tutti i popoli. La missione è un problema di fede, è l’indice esatto della nostra fede in Cristo e nel suo amore per noi. Servire l’uomo rivelandogli l’amore di Dio che si è rivelato in Cristo è infatti l’unico fine dell’attività missionaria".

E Papa Benedetto nel suo messaggio scrive: "La Giornata Missionaria Mondiale sia utile occasione per comprendere sempre meglio che la testimonianza dell’amore, anima della missione, concerne tutti… Accanto a coloro che sono in prima linea sulle frontiere della evangelizzazione – e penso qui con riconoscenza ai missionari e missionarie – molti altri, bambini, giovani e adulti con la preghiera e la loro cooperazione in diversi modi contribuiscono alla diffusione del Regno di Dio sulla terra".

Anche in questi mesi abbiamo presenti le immagini delle alluvioni che hanno colpito il Bangladesh. L’ho visto nascere. Mi sento ancora là. Uno tra tanti fratelli e sorelle. Là, alla periferia di Dhaka, capitale di un fazzoletto di terra che conta oltre cento milioni di abitanti, nel cimitero di Tejgaon, vicino alla prima Chiesa costruita quattro secoli fa. Davanti a un lastra di cemento con queste semplicissime, superlative parole… "Suor Francesca, 67 anni di vita missionaria - dono ai fratelli con una buona, bella notizia: il Vangelo".

Non riesco a pregare. Guardo. Con stupore. Con invidia.

P. Angelo Rusconi, Pime