RITAGLI     IL "PIME" AD HONG KONG DA 150 ANNI     SPAZIO CINA

P. Angelo Rusconi, Pime

Quando penso ai "150 anni" di storia della Chiesa di Dio a Hong Kong, un'affermazione del libro dei "Proverbi" immediatamente e continuamente mi torna alla memoria: "La Sapienza, Dio, gioca sulla faccia della terra", "ludit in orbe terrarum".

Hong Kong: un territorio roccioso, poco simpaticamente descritto, "scoglio arido e inospitale", racchiuso in tre "P": "pietre, piastre (soldi) e peccati". Le insenature dell'Oceano luoghi ideali per il "brigantaggio".

Una situazione "socio-politica" soggetta a contratto di poteri economici forti.

Nel continente occasioni di evangelizzazioni perse.

Da lontano, meglio dall'Alto, veglia uno sguardo amoroso e profetico. "Propaganda Fide", l'attuale "Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli", vuole per questa colonia inglese non "società religiose", certamente benemerite e di lunga esperienza e lavoro in Cina, ma sacerdoti diocesani, e quando nasce il "Seminario Lombardo per le Missioni Estere" subito vi vede la soluzione. Non passerà molto tempo per attuarla.

Dopo un sogno "cullato" a lungo, e realizzato, superando ostacoli impensabili, quello di arrivare con il Vangelo in Papua Nuova Guinea, e drammaticamente fallito in due anni: dei sette Missionari, uno "martirizzato", un catechista muore di febbre malariche, gli altri cinque tutti colpiti da malanni e dispersi; il 12 Aprile 1858 Padre Paolo Reina arriva a Hong Kong, il 15 Maggio Padre Timoleone Raimondi, nel 1860 nuove forze.

All'arrivo di Padre Paolo Reina, il sacerdote veronese Luigi Ambrosi, responsabile della piccola comunità cattolica, subito scrive a "Propaganda Fide", entusiasta e commosso: "Come stavo di lui in ‘aspettazione’, dopo la Messa scorsi l'entrata in porto del vapore e fui immediatamente a bordo.

Ebbi più conversazioni con lui e credo fermamente che la Provvidenza abbia finalmente pensato a questa povera missione col soccorrerci con tali degni soggetti del ‘Seminario di Milano’, con i quali potremo finalmente cominciare a fare qualcosa".

Quella mattina iniziava un'avventura ormai lunga "150 anni".

Hong Kong, per usare un’immagine biblica, il "Begnamino" del "PIME". Vi hanno investito oltre 200 missionari laici e presbiteri, uomini generosi, inventivi, di "full immersion". Un nome per tutti: Padre Quirino De Ascaniis, che proprio in questa occasione compie i 100 anni, una vita fatta dono in pienezza e bellezza. Semplicemente, "ferialmente".

Il gioco continua nei suoi "pastori". Il Vescovo Raimondi: un "vulcano" sempre aperto, incandescente. Si conosce e vorrà, come suo strettissimo collaboratore, Padre Giuseppe Burghignoli, persona fedele e leale, amabile e paziente. L'energia di Raimondi, dicono le cronache, cresceva in proporzione alle difficoltà. Non si contano i viaggi "intercontinentali", allora, in cerca di mezzi. E così "Paolo e Barnaba" pongono solidissime fondamenta a quella Chiesa dell'Estremo Oriente che ha nel suo "dna" di essere "per una comunione di vita, di carità e di verità".

L'azione missionaria del "PIME" a Hong Kong ne sarà contagiata per sempre: scuole, passione per gli ultimi, fantasia inesauribile di opere di misericordia corporali e spirituali, difesa dei diritti umani, preoccupazione costante per la formazione di un presbiterio e di un laicato capace di vivere "evangelicamente" in zona di frontiera, in tempi "vulcanici". Capacità e prontezza di leggere e rispondere ai "segni dei tempi". Nel cuore sempre il desiderio di diventare un giorno "servi inutili".

Verrà il Vescovo Enrico Valtorta e, nuovo "Leone Magno", difenderà la città durante la violenta occupazione giapponese. Nei decenni "tumultuosi" della storia di Hong Kong, gli anni '50 e '60, quando la "colonia" accolse più di un milione di profughi in fuga dalla "terra ferma", la Chiesa era guidata da Mons. Lorenzo Bianchi: "un uomo che aveva fatto della semplicità il suo punto di forza, sarà in prima fila a sfamare, vestire, dare un tetto e istruzione a tutti, prontissimo ad accogliere chiunque, nella fedeltà al Vangelo, voleva dare una mano".

I tempi gli sembrano maturi. Di ritorno dal "Concilio Vaticano II", Bianchi, ultimo della serie di Vescovi del "PIME", concittadino di Paolo VI, ottiene "di passare la guida della diocesi al clero cinese e lo fece senza indugi e senza drammi, ritirandosi in Italia per non fare ombra a nessuno, ma ricordato e amato da tutti", scrive lo storico Padre Gianni Criveller.

"Nonostante le nostre mancanze e le mancanze dei nostri predecessori - continua Criveller - , crediamo di aver portato a buon fine il compito di fare crescere la Chiesa fino alla sua maturità. È di grande consolazione per noi che il Cardinale Joseph Zen e il suo Vescovo coadiutore, John Tong, abbiano sincero apprezzamento per quanto è stato realizzato in questi ‘150 anni’".

Davvero "la corrispondenza d'amore, una simpatia immensa", tra la diocesi di Hong Kong e il "PIME", non è mai venuta meno anche nelle prove, sempre operosa, dolce.

Restiamo per servire, ancora di più.

P. Angelo Rusconi, Pime