RITAGLI     "Perché la parola del Signore corra     MISSIONE AMICIZIA
e sia glorificata!"

Nuove "tecnologie", nuove relazioni.
Promuovere una cultura di rispetto, di "dialogo", di amicizia.

P. BERNARDO CERVELLERA, Missionario del Pime ad Hong Kong e Direttore di AsiaNews!

P. ANGELO RUSCONI, PIME

Il tema del "Messaggio" di Papa Benedetto XVI per la "Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali" mi ha fatto immediatamente pensare, con un certo orgoglio, al "dna" della mia "famiglia missionaria", il "Pontificio Istituto delle Missioni Estere", che proprio nel territorio dell'attuale "Parrocchia di Sant'Anna" è nato e cresciuto. È amato.

Un elemento di questo "dna" è infatti da sempre la presenza puntuale e l'utilizzo professionale dei "mass media" per creare legami, per comunicare quanto ci è di più caro, l'"Evangelo", la bella, la buona "Notizia".

Creativo da 160 anni, questo "dna".

Il 10 Gennaio scorso, infatti, Padre Bernardo Cervellera, laurea in "Filosofia" alla "Cattolica", per anni redattore di "Mondo e Missione", già docente di "Storia della Civiltà Occidentale" all'"Università di Beida" a Pechino, ha ricevuto il Premio Giornalistico "Giuliano Ragno".

La "motivazione": per l'attenzione appassionata all'Asia.

Cervellera è infatti il Direttore dell'Agenzia "AsiaNews" ("sito internet": www.asianews.it).

L'Asia, la Cina particolarmente, sta sfidando l'Occidente e, per quanto ci tocca profondamente come Missionari, Papa Giovanni Paolo II ci ha detto più volte: "L'Asia, ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!".

«Cinque anni fa, esattamente il 3 Dicembre, Festa di "San Francesco Saverio", "patrono delle missioni"», mi dice Cervellera, «non immaginavo uno sviluppo come quello che stiamo avendo. Da poche migliaia di "visitatori" al mese, nel 2003, siamo passati a decine di migliaia di "visitatori" al giorno, per un volume di "pagine" viste pari a 2-3 milioni ogni mese. Se poi si considera che le notizie di "AsiaNews" vengono riprese da "agenzie", televisioni, giornali, "siti internet" di tutto il mondo, si può dire che la nostra "agenzia" è divenuta un luogo di dialogo dell'Asia con il mondo».

Tempo di "globalizzazione", il nostro. Ci arrivano ogni giorno valanghe di notizie che restano purtroppo "efemeridi", scivolano via. Altre arrivano subito. Mentre restano invece le sofferenze dell'Orissa, dei "diritti civili" non riconosciuti in Cina, della "pressione" in Tibet, della dimenticanza e dell'abbandono del Myanmar.

Ciò che rende "AsiaNews" uno strumento speciale è la condivisione e l'attenzione all'uomo dell'Asia, in quanto "uomo". Al destino dei cristiani in quel "Continente".

"L'uomo", amava dire Papa Giovanni Paolo II, "è la via della Chiesa".

L'uomo guardato alla luce del "Vangelo" è la ragione di essere, dell'operare e, ci pare di poter dire, dell'interesse crescente di "AsiaNews".

Un'"agenzia" che ascolta, fa conoscere e dialoga.

Monaci buddhisti, birmani e tibetani, ringraziano perché si sentono compresi nelle loro "rivendicazioni", vicini nei loro drammi.

"Grazie, perché denunciate le violenze del sistema contro la Chiesa e non accarezzate la Cina per vantaggi economici!".

"Parlate di noi, perché il mondo non ci dimentichi!", scrivono dall'Orissa.

"AsiaNews" non nasconde la sua identità cristiana.

Per questo è apprezzata da voci e "testate" decisamente "laiche".

Sanno con chi parlano. Giocano sulla indiscussa serietà professionale.

«Proprio l'identità cristiana», mi dice l'amico Cervellera, «ci aiuta ad avere più simpatia e accoglienza verso i cammini delle popolazioni asiatiche. Grazie a questa compassione siamo in grado di andare oltre gli "stereotipi economicisti", che guardano l'Asia solo come un "mercato", o come una "pedina" per l'interesse politico, o come un "disastro sociale" da tenere a debita distanza».

«Oltre i "fondamentalismi" pure presenti», continua, «in Asia è viva la ricerca di un'esperienza religiosa. C'è poi un altro "pilastro" su cui poggia la nostra speranza e fiducia: la vivacità delle comunità cristiane, sempre in crescita, capaci di coraggio fino al "martirio"; comunità che sanno coniugare l'amore di Dio e del prossimo, la dignità della persona e il benessere della nazione, l'amore alla propria cultura e l'apertura al mondo».

Direi, per usare parole antiche come il "Vangelo", sempre vive: in Asia ci sono comunità "lievito"; "sale"… "Granello di senapa" in crescita, che offre a tutti larghissima "ombra"!

P. Angelo Rusconi, Pime