RITAGLI  Dio si cerca non con i passi dei piedi, ma con i desideri   DIARIO

«Nel mio giaciglio, per notti, ho cercato colui che l’anima mia ama» (Ct 3,1). Grande bene cercare Dio: tra i beni dell’anima, nessuno io stimo secondo a questo. E il primo tra i doni, l’ultimo tra i risultati. Non si aggiunge a nessuna delle virtù e a nessuna è inferiore. A quale potrebbe aggiungersi, poiché nessuna lo precede? A quale potrebbe essere inferiore, poiché è piuttosto la perfezione di tutte? Quale virtù, infatti, potrebbe essere riconosciuta in chi non cerca Dio, o quale la fine del cercare Dio? «Cercate sempre – dice - il suo volto» (Sal 104,4). Giudico che nemmeno quando sarà stato trovato, si smetterà di cercarlo. Dio si cerca non con i passi dei piedi, ma con i desideri. E certo l’averlo felicemente trovato non spegne, ma dilata il santo desiderio. Il compimento della gioia è forse la consumazione del desiderio? Ne è l’olio, piuttosto: ed esso è la fiamma. È così: la gioia sarà colmata; ma non sarà la fine del desiderio, e perciò neanche del cercare. Tu immagina, se puoi, l’impegno della ricerca senza l’indigenza, e il desiderio senza l’ansia: la presenza esclude l’una, l’abbondanza l’altra.

(Bernardo di Chiaravalle, Super Cantica Canticorum 84,1)

Ho cercato – dice - colui che l’anima mia ama (Ct 3,1). A ciò ti provoca la bontà di colui che ti anticipa, che per primo ti ha cercata e che per primo ti ha amata. Non cercheresti affatto, se prima non fossi stata cercata, così come non ameresti, se prima non fossi stata amata. Sei stata prevenuta non in una sola benedizione, ma in due: l’amore e la ricerca. L’amore è la causa della ricerca, la ricerca è il frutto dell’amore, e ne è anche la certezza. Sei stata amata perché tu non sospettassi di essere stata cercata per il castigo; sei stata cercata perché non ti lamentassi di essere stata amata inutilmente. Queste due dolcezze, riconosciute così favorevoli, ti hanno dato l’audacia, hanno cacciato il pudore, ti hanno indotta al ritorno, hanno mosso l’affetto. Da ciò nasce lo zelo, l’ardore di cercare colui che la tua anima ama, poiché, non cercata, certamente non avresti potuto cercare, né ora, cercata, puoi non cercare.

(Bernardo di Chiaravalle, SC 84,5)