DIALOGO ECUMENICO
Benedetto XVI:
«Troviamo un linguaggio nuovo per proclamare la fede che ci unisce».
Chrysostomos II: «In un Continente disorientato è l’ora della nuova
evangelizzazione».
L'udienza del
Papa all'arcivescovo di Cipro.
Con l'alto esponente ortodosso siglato un documento
che guarda al cammino verso l'unità dei cristiani,
ma anche alle grandi sfide della società e al Medio Oriente insanguinato.
Da Roma, Gianni Santamaria
Ci vuole un «linguaggio nuovo
per proclamare la fede che ci accomuna», risuona la parola del Papa. «È l'ora
della Chiesa e della nuova evangelizzazione» per l'Europa di oggi, è la
consonanza espressa da Chrysostomos
II, arcivescovo di Nuova
Giustiniana e di tutta Cipro. Il vescovo di Roma e il rappresentante
dell'antichissima Chiesa ortodossa dell'isola, risalente alla predicazione
apostolica, hanno avuto accenti comuni: sul dialogo ecumenico, sulla pace in
Medio Oriente, sulle sfide della bioetica, ma soprattutto riguardo alla
testimonianza comune nella vita dell'Unione Europea, nella quale Cipro è
entrata recentemente. Lo hanno detto nei due discorsi ufficiali e ne è
punteggiata la dichiarazione comune (ampi passaggi sono pubblicati qui sotto)
che è stata sottoscritta ieri in Vaticano al termine di un incontro durato
quaranta minuti seguito da un pranzo di due ore. Un incontro storico. Era,
infatti, la prima volta che un arcivescovo primate di Cipro si recava in
Vaticano. Chrysostomos per l'occasione ha invitato a sua volta Benedetto
XVI nell'isola.
L'Europa, ha sottolineato l'arcivescovo ortodosso, «sta attraversando un
periodo di crisi e di disorientamento, di ateismo e di dubbio, di
secolarizzazione e di decadenza». Ma c'è anche una sete, una ricerca, a cui va
data risposta. C'è allora una «responsabilità» soprattutto spirituale di
fronte alla «gioventù», e poi per la protezione della «sacra istituzione
della famiglia», della «persona umana, indifesa ormai davanti alla ricerca
medica, all'aborto, all'eutanasia», e del creato, la cui «unicità» rischia
di «essere distrutta irreparabilmente a causa nostra». Anche Benedetto ha
puntato lo sguardo sulle giovani generazioni «fortemente influenzate da
correnti di pensiero contrarie allo spirito evangelico». Come nei primi tempi
cristiani anche «oggi occorre vigilare attentamente per mettere in guardia il
Popolo di Dio dai falsi profeti, dagli errori e dalla superficialità di
proposte non conformi all'insegnamento del divino Maestro, nostro unico
Salvatore». Al tempo stesso, però «urge trovare un linguaggio nuovo per
proclamare la fede che ci accomuna, un linguaggio condiviso, un linguaggio
spirituale capace di trasmettere fedelmente le verità rivelate, aiutandoci
così a ricostruire, nella verità e nella carità, la comunione tra tutti i
membri dell'unico Corpo di Cristo». Da ciò deriva uno sprone a «proseguire
senza scoraggiarci il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa
ortodossa nel suo insieme». Un dialogo a cui la Chiesa cipriota vuole dare un
significativo contributo: «Forse i nostri occhi non potranno vedere la tanto
desiderata unità della Chiesa: con la grazia però dello Spirito Santo avremo
fatto anche noi il nostro dovere nel tempo e nello spazio come pacificatori e
quali veri fratelli», ha detto Chrysostomos.
Con l'auspicio e la volontà che il dialogo si intensifichi si apre anche la
dichiarazione comune. Si tratta di attivare «ogni sforzo a noi possibile e
considerato utile alla vita delle nostre comunità» e di sostenere e promuovere
il lavoro della Commissione teologica internazionale, che si «appresta ad
affrontare le questioni più ardue che hanno segnato la vicenda storica della
divisione». Ma già dal terzo punto dei nove che compongono il pronunciamento
emergono le urgenze del momento presente: innanzitutto la situazione di Cipro,
divisa in due zone, una delle quali, la Nord, in mano alla Turchia. Poi quella
del Medio Oriente e di qualunque luogo in cui c'è violenza, con l'invito a
«deporre le armi» e «sanare le ferite causate dalla guerra». Infine, le due
Chiese si impegnano per creare nel Continente europeo «un clima di amicizia e
cooperazione» che si opponga a secolarizzazione e relativismo. Per la
testimonianza sui temi etici la dichiarazione indica alcuni campi: la lotta alla
povertà, il rischio di «distruzione del creato» e la bioetica. Su questa
viene espressa «seria preoccupazione» per «l'offesa alla vita» portata da
«una genetica che non rispetta i valori etici» e contraddice le legittime
necessità per cui deve operare.
Era il terzo incontro personale tra il rappresentante ortodosso, salito alla
guida della Chiesa cipriota nel novembre del 2006, e Joseph Ratzinger. Il primo
era stato in occasione delle esequie di Giovanni Paolo II (ieri evocato più
volte, anche per la sua immagine della Chiesa che deve respirare a due polmoni:
Oriente e Occidente), il secondo alla Messa di intronizzazione di Benedetto XVI.
La visita del primate di Cipro prosegue oggi a Napoli, dove visiterà la Real
Cappella del Tesoro di San Gennaro per venerarne le reliquie. Ad accoglierlo
sarà il cardinale Crescenzio Sepe. L'incontro è in preparazione
all'appuntamento di settembre, "Uomini e religioni", che la Comunità di
Sant'Egidio quest'anno porta nel capoluogo campano.