IL CAMMINO PER L’UNITÀ

In mattinata l’incontro e l’abbraccio fraterno con il Papa,
nel pomeriggio la Conferenza al "Pontificio Istituto Orientale",
che festeggia il "90°" di fondazione.
Per il "leader" ortodosso, una giornata nel segno di un rafforzato impegno per l’unità.
«Dobbiamo approfondire il nostro rapporto con Dio,
con le altre persone e con la stessa creazione».

RITAGLI     Bartolomeo I:     DOCUMENTI
costruiamo nuovi "ponti" di dialogo

Ieri il Patriarca ha pregato assieme a Benedetto XVI.
Il «faccia a faccia» di ieri tra Ratzinger e la guida del "Patriarcato ecumenico"
si rinnoverà il prossimo 29 giugno a Roma,
in occasione della festa dei Santi apostoli Pietro e Paolo.

Bartolomeo I e Benedetto XVI: incontro di pace e preghiera...

Da Roma, Gianni Santamaria
("Avvenire", 7/3/’08)

Preghiera, fraternità, "convivialità", approfondimento teologico e liturgico. Sono stati questi gli "ingredienti" della visita in Vaticano del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. In mattinata il "faccia a faccia" con Benedetto XVI per mezz’ora. Poi i due hanno pregato nella Cappella del "Palazzo apostolico" dedicata a Urbano VIII. Insieme hanno recitato in latino il «Padre nostro» e l’«Ave Maria». Infine, hanno condiviso il pranzo nell’appartamento privato del Pontefice.
L’incontro, in forma privata, si inserisce nella "scia" di rapporti molto cordiali tra
Roma e Costantinopoli. Iniziati da Giovanni XXIII, suggellati dallo storico abbraccio tra Paolo VI e Atenagora, intensificati sotto Giovanni Paolo II, e ora proseguiti con la guida di Papa Ratzinger. Il Pontefice tedesco e Bartolomeo – che ha studiato anche a Monaco di Baviera e guida la Chiesa bizantina dal 1991, esercitando un "primato d’onore" tra gli ortodossi – si erano già incontrati a Istanbul il 30 novembre 2006, per la festa di Sant’Andrea, quando firmarono un "Documento congiunto" di reciproco impegno per la causa dell’unità. Un’altra occasione per vedersi ci fu lo scorso ottobre al "meeting" di "Sant’Egidio" «Uomini e religioni», tenutosi a Napoli. Stavolta Bartolomeo è venuto a Roma per il "90° "del "Pontificio Istituto Orientale", del quale è stato studente tra il 1963 e il 1968. E non poteva non rendere la visita all’amico Pontefice. A testimonianza del clima di grande comunione della due giorni, l’ospite, giunto mercoledì, ha preso dimora all’interno delle "mura vaticane", nella "Domus Sanctae Marthae", l’alloggio dei cardinali durante il "Conclave". Un segno di grande riguardo. La "Radio Vaticana" definisce l’incontro di ieri «di grande significato ecumenico» e ricorda come nel precedente del 2006 nella Chiesa di San Giorgio al Fanar, la sede del Patriarcato a Istanbul, il Papa ribadì che la Chiesa cattolica è pronta a «fare tutto il possibile per superare gli ostacoli e per ricercare» insieme «mezzi sempre più efficaci di collaborazione pastorale».
Lasciato il Vaticano, il pomeriggio romano dell’autorità religiosa è iniziato con un momento mariano. Infatti, prima di recarsi nella sede dell’"Orientale", ha sostato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, che sorge pochi passi più in là. Nell’Istituzione teologica vaticana è tornato da Patriarca a tenere per la prestigiosa «Cattedra Donohue» una "lezione magistrale" incentrata su: "Teologia, liturgia e silenzio. Prospettive fondamentali dei Padri orientali per il mondo moderno". «Dobbiamo in tutti i tempi essere preparati a creare nuove aperture e a costruire "ponti", approfondendo sempre più il nostro rapporto con Dio, con altre persone e con la stessa creazione. Non dobbiamo mai essere compiaciuti nella nostra "torre d’avorio" delle nostre istituzioni accademiche ed ecclesiali», ha detto Bartolomeo parlando della teologia di fronte alle esigenze dell’uomo di oggi. Mentre la liturgia è «la melodia della teologia» e in essa si riassumono tutte le questioni, da quelle spirituali a quelle sociali.
Nel saluto iniziale – presenti per la delegazione ortodossa l’arcivescovo per l’Italia Gennadios e i "metropoliti" Ioannis di Pergamo e Athanasios di Heliopolis – il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della "Congregazione per le Chiese orientali", ha definito incontri come quello odierno tra il Papa e il Patriarca «profetici». Entrambi, ha detto il porporato, stanno «tessendo davanti al mondo» un «magistero sull’unità dei cristiani». Mentre il cardinale Walter Kasper, presidente del "Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani", ha sottolineato il «buon progresso» fatto dal dialogo teologico con il recente "Documento" di
Ravenna. Ma non c’è solo un testo scritto, «c’è anche un nuovo "spirito di Ravenna". Uno spirito di amicizia e fiducia, che per la mia esperienza sono il fondamento del dialogo ecumenico e teologico».
La visita dell’ex studente è un «evento storico» per l’Istituto, ha rimarcato il gesuita Edward Farrugia, decano della Facoltà di "Scienze ecclesiastiche orientali". Al termine della cerimonia – caratterizzata in apertura da un canto bizantino e "inframmezzata" da brani del "repertorio" occidentale eseguiti dal Coro di Santa Maria Maggiore diretto da monsignor Valentino Miserach – lo scambio dei doni. Il Patriarca ha ricevuto una targa con il simbolo dell’Istituto e ha donato un’icona del Monte Athos. E, visto che l’"atto accademico" si svolgeva tra i tre piani di libri della biblioteca, c’è stato pure uno scambio di volumi. L’auspicio del patriarca è stato affinché l’Istituto possa, con la ricerca teologica che vi si svolge, «recitare una parte decisiva nella riconciliazione tra Oriente e Occidente». Bartolomeo tornerà a Roma per la festa dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno.