RITAGLI   IN COMPAGNIA DELLA PAROLA   MISSIONE AMICIZIA

SR. SILVIA SERRA

("Missionarie dell’Immacolata", Marzo 2006)

Un mese trascorso a San Paolo per partecipare alla prima tappa di un corso biblico organizzato dai Missionari Verbiti: il più bel regalo per i miei 40 anni!...

Avere il coraggio di fermarmi non è stato facile e una marea di dubbi mi hanno assalito nei giorni precedenti il corso, insieme però a un filo di certezza interiore che dovevo andare. Così mi sono avventurata nell'esperienza di un nuovo deserto. Sì, perché di fatto è fare deserto: di impegni apostolici, di volti familiari, di luoghi abituali... per camminare con 34 missionari, laici, preti e suore, di vari paesi dell'America Latina in un quotidiano approssimarsi alla Bibbia, studiando il contesto storico di ogni libro, imparando a fare l'analisi letteraria, sociale, politica, teologica e del quotidiano, lasciandosi interrogare dal nuovo volto del Dio della Vita che scoprivamo.

Dopo due anni di lavoro apostolico avevo proprio bisogno di bere alla fonte della Parola di Dio in una maniera nuova, che mi parlasse del Dio con noi, del Dio presente e in azione nella storia, che sostiene il riunirsi per sperare, lottare, celebrare.

Non vi nascondo che, in alcuni momenti, quanto ascoltavo e scoprivo era quasi una rivoluzione in confronto alla catechesi e alla formazione ricevuta. Anche in questo senso ho camminato nel deserto, eliminando vecchi tasselli nel mosaico della Bibbia, custodendone altri e mettendone di nuovi. Pensavo ai gruppi biblici che sto accompagnando e mi interrogavo su come trasmettere quanto scoprivo.

Questa esperienza biblica mi ha fatto riflettere molto sul mio cammino missionario, sul tipo di presenza che sono chiamata a vivere, sui sogni che custodisco. Una cosa è certa: la fase missionaria che sto vivendo è di imparare a rimanere! Mai come adesso mi rendo conto quanto la missione chieda una conversione di mentalità, una vera rivoluzione delle idee, del modo di pensare, appunto. San Paolo aveva proprio ragione: abituarsi al clima, al cibo, al modo di salutare, allo stile di Chiesa, alla maniera di celebrare, tutto questo e molto di più avviene, con il tempo, quasi impercettibilmente, lasciandosi prendere per mano dalla gente... ma nel mio cuore e nel mio cervello sta avvenendo il cambiamento?

Ricordo quando stavo ancora in Italia e, pensando alla partenza per il Brasile, dentro di me dicevo: "Io andrò ad annunciare il Vangelo!". Poi, arrivata a Registro, mentre mi stavo guardando attorno per capire dove il Signore mi chiamava a servire, si è presentato un giovane in cerca di una suora perché suo nipote era gravemente denutrito. In quella notte è avvenuto per me quello che è successo per Paolo di Tarso sulla via di Damasco: pian piano aprivo gli occhi, dopo una lunga cecità, al Dio della Vita che mi chiamava a prendermi cura di tutto l'uomo.

È mutata così la mia idea di missione, di evangelizzazione fino allora concepita troppo intellettualmente, estraniandomi da quanto avveniva nel corpo dei miei fratelli. Quella notte anche a me è apparsa la luce del Risorto e una voce mi rivelava un volto di Dio totalmente nuovo: "Sono il Gesù che stai dimenticando, a cui rimani ancora troppo indifferente!". Adesso, molte frasi del Vangelo hanno una risonanza tanto più concreta e motivano il mio cammino quotidiano: "Io sono venuto perché abbiano la vita e vita in abbondanza".

Custodisco un augurio che mi è stato fatto durante il corso: "Credi e lotta sempre per realizzare i tuoi sogni. Non è l'impossibilità a raggiungere un sogno che ci disillude nella vita, ma l'incapacità di sognare".

Mi sono specchiata e ritrovata fino in fondo in questa frase. In fondo, se sono qui in Brasile è anche perché non ho mai smesso di sognare, testardamente, ad occhi aperti, come tanti profeti, e sento che in questa terra sono chiamata a sognare insieme ad adolescenti, mamme, giovani che, abituati ad un orizzonte chiuso, definito, senza prospettiva alcuna, non credono sia possibile per loro avere il diritto di sognare, di sperare in un futuro migliore, in una vita veramente piena.