"Strategia" che parte "dal basso"

RITAGLI    L’accesso alla terra garanzia di pane per tutti    DOCUMENTI

Simona Beretta
("Avvenire", 17/10/’08)

La "Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2008" si è celebrata ieri in un contesto assai problematico. Già i primi mesi dell’anno si erano segnalati per un rialzo molto sostenuto dei prezzi dei prodotti agricoli, specie di quelli a "duplice destinazione", per l’alimentazione e la produzione di "bio-carburanti". Questo rialzo aveva ulteriormente impoverito i poveri, per i quali la spesa alimentare assorbe molto o tutto il reddito disponibile. Nella seconda parte dell’anno la "doccia fredda" della diffusione a livello internazionale di una "crisi finanziaria" che, nell’aria da ormai più di un anno, sembrava limitata al mondo "anglosassone", ha repentinamente rallentato, e quasi del tutto "congelato", l’attività economica, a partire da quelle iniziative "speculative" che avevano indiscutibilmente contribuito a tenere ancora più alto ("artificialmente" alto) il prezzo dei prodotti agricoli ed energetici. Con la crisi, la caduta verticale della fiducia e del credito reciproco ha drasticamente limitato la "liquidità" disponibile per operazioni "speculative", incluse quelle sui prodotti "primari". Al dunque, questi prezzi si sono "ridimensionati", ma per i poveri si tratta di una magra consolazione: la "crisi finanziaria", insieme al calo dei prezzi agricoli, rallenta la capacità dei Paesi poveri di generare reddito e rende ancor più improbabile l’accesso agli "aiuti internazionali", che purtroppo tendono a seguire il ciclo e non a contrastarlo, contraendosi nelle fasi "recessive". Tradotto in termini di sviluppo umano: più povertà, meno opportunità di crescita economica, minore sicurezza alimentare.
Se questa è la situazione, non basta formulare una diagnosi corretta del problema; e non basta neppure intervenire facendo genericamente qualcosa. Occorre costruire davvero, cioè agire con un senso, muovendosi in una direzione precisa. Per questo è davvero interessante rilevare alcuni passaggi del Messaggio che
Papa Benedetto ha inviato al Direttore Generale della "Fao" in occasione della citata "Giornata Mondiale dell’Alimentazione". Com’è nello stile del Papa, il Messaggio pone anzitutto una domanda: appurato che, con le risorse attualmente a disposizione, è possibile nutrire tutti, perché non si riesce ad evitare che tante persone soffrano la fame fino alle conseguenze più estreme? Il ragionamento "papale" non tace su alcune ragioni di questo nostro fallimento: la corsa esagerata al consumo "materiale", la scarsa volontà di raggiungere "accordi internazionali" che frenino l’egoismo di singoli Paesi o di gruppi, la "speculazione sfrenata", la "corruzione" nella vita pubblica, le spese militari… Come si vede, ce n’è per tutti, al Nord come al Sud del "Mondo".
Ma la parte del Messaggio che impressiona per il suo realismo è proprio quella "propositiva": come realizzare in modo sensato e sostenibile la "sicurezza alimentare"? La "pietra angolare", come già nel Discorso alle
"Nazioni Unite", è la dignità della persona, con la sua identità concreta e le sue aspirazioni. Ricordare questo non significa formulare una doverosa premessa "etica" per procedere poi in maniera svincolata con le analisi di ordine tecnico e le relative realizzazioni. Partire dalla dignità umana dà invece un senso e imprime una precisa direzione al lavoro stesso del conoscere e dell’agire. Per il soddisfacimento dei bisogni alimentari, occorre partire dai poveri, dai loro bisogni e dalle loro risorse individuali e comunitarie. Significa partire dalle famiglie, che sono l’ambito elementare dove si sperimenta l’amore e dentro le quali si possono imparare la solidarietà e la condivisione. Significa costruire relazioni "fra popoli" (ben più che "reti diplomatiche internazionali"!) fondate sullo scambio di conoscenze reciproche, di valori, di rispetto… e anche di "pronto intervento" nei momenti di difficoltà.
Se questo è il senso, la direzione del costruire, il Messaggio del Pontefice indica a chiare lettere anche un primo passo concreto e fondamentale. Per aumentare in modo sostenibile i livelli di produzione, per garantire identità delle comunità locali, alla fin fine per accrescere la pace e la sicurezza, occorre garantire l’accesso alla terra e promuovere i diritti dei lavoratori agricoli. La "sicurezza alimentare" o viene "dal basso", o resta un sogno.