AGGRESSIONE IN TURCHIA
È già stato dimesso dall’ospedale padre Brunissen, 75 anni,
colpito al
fianco domenica sera a Samsun.
Arrestato uno squilibrato già conosciuto dalla
vittima.
Il sacerdote francese aveva preso il posto di don Santoro.
«Mi ha attirato in una libreria e poi ha sferrato il colpo».
Da
Samsun, Stefano Rossi
("Avvenire", 4/7/’06)
«Mi sento bene». Non sembra scosso padre Pierre Brunissen, 75 anni, il sacerdote "fidei donum" francese accoltellato domenica sera, verso le sette, nei pressi di una libreria di Samsun. Eppure ha rischiato di essere ucciso dalla lama di un musulmano che stava per fare un altro martire, a pochi mesi di distanza dall'assassinio di don Andrea Santoro, il febbraio scorso nella chiesa di Santa Maria a Trebisonda. Un mese dopo l'uccisione, padre Pierre l'aveva riaperta. L'uomo, un 47enne che sembra soffra di disturbi mentali e che è già stato catturato dalle autorità, era conosciuto da padre Brunissen. Il sacerdote, che ha solo riportato una lieve ferita all'addome, dopo una leggera medicazione in ospedale, ieri mattina è tornato nella sua parrocchia. Racconta: «Quell'uomo lo conoscevo. Era venuto da me già altre tre volte. Ha detto che voleva presentarmi un suo amico. Ieri mi ha chiesto di accompagnarlo in una libreria e mi ha detto che lì mi avrebbe presentato il suo amico. Quando siamo entrati gli ho chiesto dov'era e lui, per tutta risposta mi ha accoltellato al fianco, senza dire una parola. Nonostante tutto, non serbo rancore verso di lui». Il sacerdote francese, originario della diocesi di Strasburgo, sembra essere sicuro che si sia trattato solo del gesto di un pazzo e che quello che è accaduto non sia invece dettato dal fondamentalismo islamico. «Da tempo - racconta padre Brunissen - sto cercando di creare, a partire dalla mia parrocchia dedicata alla Nostra Signora dei dolori, insieme ai miei pochissimi fedeli, il più possibile un clima di amicizia con i musulmani di Samsun, con le stesse autorità della città, da cui ho ricevuto solidarietà, e con la popolazione, nella quale ho molti amici e con cui mi trovo molto bene». Eppure sembra la fotocopia esatta di quel che accadde cinque mesi fa a Trebisonda quando un giovane assassino, sparandogli da due metri di distanza, uccise don Santoro. Anche lì si pensò al gesto di uno squilibrato ma, in realtà, molti sostengono che ad armare la mano di queste persone siano i fondamentalisti islamici che purtroppo sono presenti da queste parti e non vengono adeguatamente tenuti a freno da politici e governanti. Il religioso francese, comprensibilmente getta acqua sul fuoco: «No, non credo che gli islamici abbiano utilizzato questo uomo. Probabilmente è solo uno squilibrato e il suo non era un attacco esplicito contro la Chiesa cattolica. Ma non posso escluderlo con certezza: non lo so, tutto è possibile. Non credo però che il mio aggressore sia sotto l'influenza dell'integralismo islamico. Anche la libreria in cui mi ha attirato non è islamica». E aggiunge: «Forse è solo un pazzo che voleva apparire sui giornali. Il rapporto con i musulmani è buono. Pensi che in molti mi hanno addirittura telefonato oggi per chiedermi come stavo e per esprimermi piena solidarietà». La stampa turca ha riportato ieri un'intervista dell'attentatore, apparsa sul quotidiano Hurriyet, che si chiama Atila Nuran, in cui lo presenta come uno schizofrenico sotto terapia di psicofarmaci e riportano la solita accusa rivolta ai sacerdoti cattolici. «Quel sacerdote - dice Nuran - mi proponeva soldi perché cambiassi la mia religione e venissi in chiesa». Un'accusa ingiusta che echeggia spesso sui media turchi e che non fa altro che alimentare odi e pregiudizi nei confronti dei cristiani che si sentono discriminati in questo angolo sperduto di Turchia. Che la situazione sia tesa, in queste zone, lo sta a dimostrare il fatto che sette anni fa la chiesa di Samsun rischiava di essere rasa al suolo per fare costruire una strada al suo posto. Solo sette anni di diatribe legali hanno sancito il diritto dell'edificio religioso di restare al suo posto evitando l'abbattimento. Al cimitero cristiano di Trebisonda è invece andata peggio: tre anni fa, in una sola notte, è stato completamente distrutto dalle ruspe.