DAL BRASILE
Quando i poveri si
abbracciano
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L’incontro tra una comunità di «sem terra» e i «cenciaioli di Emmaus».
Luis
Tenderini*
("Mondo e
Missione", Febbraio 2008)
«Io credo che il mondo sarà
migliore, quando i poveri che soffrono avranno fiducia nei poveri». Questa
frase di dom Helder Camara è il ritornello di uno dei canti che con maggior
frequenza vengono cantati nelle celebrazioni liturgiche delle "comunità
ecclesiali di base" in Brasile. E proprio questo ritornello evoca alla
memoria un episodio vissuto una decina di anni fa in una regione vicina a Recife.
È l’agosto del 1996. Un centinaio di famiglie di contadini "senza terra" si
trovano accampate da quattro anni ai margini della strada statale che attraversa
il Brasile da nord a sud, in un "assentamento" chiamato "Engenho
Ubú". Si sono insediati in quella terra, che è di proprietà di un grande
latifondista della regione, ma che da anni è abbandonata. Loro ne hanno bisogno
per vivere e chiedono che il governo esegua l’"esproprio" e dia loro
la possibilità di lavorarla. Per anni quella gente ha affrontato disagi e
difficoltà d’ogni specie: pressione del latifondista, promesse non mantenute
da parte dei governanti... E poi il calore insopportabile in baracche coperte di
plastica nera, la fame, le malattie. Parecchi bambini in questi anni sono nati
nell’accampamento, e alcuni di loro purtroppo non sono sopravvissuti agli
stenti. È il prezzo che questa gente paga nella lotta per ottenere un pezzo di
terra per piantare e cogliere i loro alimenti. Finalmente, dopo quattro anni d’attesa
e di sofferenza, hanno vinto: nell’Agosto 1996 il governo espropria la terra
del "latifondo" e assegna a ciascuna famiglia un lotto di circa 8-9
ettari di terra. È quanto basta per produrre gli alimenti per la loro
sussistenza, ma anche per rifornire di alimenti i mercati e le "fiere"
dei paesi vicini.
Proprio in quei giorni è presente a Recife l’Abbé
Pierre, fondatore del
movimento internazionale "Emmaus",
venuto dalla Francia per festeggiare i 65 anni di sacerdozio del suo grande
amico dom Helder Camara. Durante la sua permanenza in città, l’Abbé Pierre
manifesta il desiderio di poter visitare un "accampamento" di
contadini «senza terra». Ne ha sentito parlare nella lontana Francia, e ora
che è qui, vuole conoscere personalmente l’esperienza e i problemi di questa
gente, vuole incontrarli e abbracciarli. E allora accompagniamo l’Abbé Pierre
a conoscere i «senza terra» dell’"Engenho Ubú", che hanno appena ottenuto la
loro terra. Durante l’incontro, i contadini raccontano i dettagli di tanti
anni di sofferente attesa: come si sono organizzati internamente per superare le
difficoltà della sopravvivenza, le numerose iniziative per fare pressione sulle
autorità, la solidarietà di persone e gruppi che hanno sostenuto la loro
lotta, la felicità di aver ottenuto finalmente la terra. L’Abbé Pierre
spiega a sua volta come è nato il movimento "Emmaus" e qual è la
vita e il lavoro delle "Comunità Emmaus" sparse in tutto il mondo, e
li informa che sta per nascere una di queste comunità anche nella vicina città
di Recife.
La sintonia è totale: pur senza parlare la stessa lingua, i poveri del mondo si
intendono perfettamente, si sentono fratelli e sorelle, accomunati nella stessa
speranza di una vita di felicità, che scaturisce dalla sofferenza mai
rassegnata. Da questa sintonia nasce l’intimità tra amici, e i contadini
«sentono» di poter contare sull’aiuto di "Emmaus": spiegano all’Abbé
Pierre che hanno ricevuto in donazione un trattore nuovo, ma mancano gli
attrezzi per lavorare la terra. Hanno bisogno di comprare questi attrezzi, ma al
momento non hanno i soldi. Chiedono agli amici di "Emmaus" un
prestito, che si impegnano a restituire entro un anno.
Dopo aver consultato gli amministratori del movimento, l’Abbé Pierre concede
il prestito, che è stato restituito integralmente dai contadini un anno dopo. A
suggellare questo gesto di solidarietà e fiducia reciproca, la "Comunità
Emmaus" di Recife, sorta esattamente in quel mese d’Agosto, ha assunto l’impegno
- che continua tuttora - di realizzare un mercatino di oggetti usati nella
Comunità dell’"Engenho Ubú", i cui contadini hanno bisogno di
tanti oggetti d’uso domestico. L’umile lavoro dei «cenciaioli di Emmaus»
si trasforma in fonte di vita per queste famiglie. L’alleanza dei lavoratori
della campagna e della città - uno dei "principi-cardine" della
«rivoluzione proletaria» sognata da Marx - diventa così genuina solidarietà
cristiana tra fratelli e sorelle, figli dell’unico Padre di tutti.
* responsabile "Emmaus" America Latina