MONS. ANGELO BAGNASCO

RITAGLI    Eucaristia e famiglia, ecco i «tesori» di Genova    DOCUMENTI

L’arcivescovo Bagnasco ha aperto domenica il nuovo anno pastorale.
Due priorità e una lettera, «Questo è il mio corpo», dedicata al tema eucaristico.
Annunciata la prima visita pastorale.

Mons. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Cei.

Da Genova, Adriano Torti
("Avvenire", 2/10/’07)

Eucaristia e famiglia: per l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, sono queste le «due realtà decisive» sulle quali focalizzare l’impegno della comunità diocesana nell’anno pastorale appena iniziato. Bagnasco ha invitato i fedeli a pregare e ad impegnarsi personalmente e comunitariamente su questi due fronti durante la celebrazione per l’inaugurazione dell’anno pastorale che si è svolta domenica pomeriggio nella cattedrale di San Lorenzo. Nell’occasione Bagnasco ha indetto inoltre ufficialmente la prima visita pastorale alla diocesi che si svolgerà nel triennio 2008-2010.
«Siamo interpellati a leggere il tempo – ha spiegato l’arcivescovo nell’omelia – con le sue urgenze e le sue sfide: il magistero ricorrente e puntuale del
Santo Padre, gli orientamenti dei vescovi italiani, l’ascolto delle nostre comunità, dei sacerdoti, miei primi collaboratori, dei diversi organismi di partecipazione ecclesiale, della voce di tanti che, pur non dichiarandosi credenti, riconoscono nella Chiesa un punto di riferimento autorevole e qualificato».
Per quanto riguarda il mistero eucaristico, l’arcivescovo ha raccomandato anzitutto ai sacerdoti «la cura della Celebrazione e del Tabernacolo», «la necessità della catechesi eucaristica», «l’adorazione eucaristica settimanale in tutte le parrocchie e comunità religiose» e, infine, «la cura e la promozione degli uffici e ministeri nella Messa previsti dalla Chiesa per laici preparati». All’Eucaristia l’arcivescovo ha dedicato anche la "Lettera pastorale 2007-2008" intitolata «Questo è il mio corpo» nella quale ha invitato i fedeli a «sperimentare il Mistero Eucaristico» con la partecipazione alla Messa, all’adorazione eucaristica e la visita quotidiana al Santo Sacramento. «Non fatevi il problema di cosa e come fare – si legge nel testo – state in pace davanti a lui sapendo che in voi c’è il grande Maestro della preghiera e della vita cristiana che è lo Spirito Santo».
«La seconda grande realtà che consegno alla diocesi – ha continuato Bagnasco nell’omelia – è il grande bene del matrimonio e della famiglia da sempre nucleo portante della convivenza». «Non ci nascondiamo le difficoltà nelle quali la famiglia si dibatte e dalle quali è spesso aggredita» ha affermato. Al contrario, «quanto più la famiglia è sfidata – ha aggiunto – tanto maggiore sentiamo il compito di annunciare il Vangelo della famiglia, la bellezza dell’amore unico, definitivo, fedele, fecondo, consacrato dal sacramento di Cristo e della Chiesa».
Tra le urgenze pastorali riguardanti la famiglia, l’arcivescovo ha quindi sottolineato «la preparazione al matrimonio, l’accompagnamento della famiglia, il coinvolgimento dei genitori nell’"iniziazione" dei figli, le povertà che spesso condizionano il formarsi e la vita della famiglia». «Sono sfide che ci interpellano – ha aggiunto – ma che non ci trovano sprovvisti perché l’attenzione e l’accompagnamento dei singoli, delle famiglie, delle comunità, fa parte della natura stessa della Chiesa».
Ritornando sull’argomento al termine della celebrazione, Bagnasco ha poi aggiunto che l’attenzione della Chiesa verso le famiglie disgregate ed in difficoltà sta aumentando. Il presule ha citato, infatti, i gruppi di «separati cattolici che intendono comunque mantenere fede al loro matrimonio e per questo s’incontrano con sacerdoti». «Gruppi – ha aggiunto – che sono nati quasi spontaneamente, dettati dal bisogno». Con l’indizione ufficiale della visita pastorale, Bagnasco ha annunciato che si recherà «in modo capillare» nelle 278 parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali della diocesi, compresi, «se lo desiderano, anche i luoghi della vita civile». La visita, che inizierà nel prossimo mese di novembre, durerà fino al 2010. Ogni anno l’arcivescovo si recherà in nove vicariati accompagnato dai due sacerdoti "convisitatori" Martino Macciò e Giuseppe Di Gregorio.
Bagnasco ha voluto affidare la visita pastorale alla «potente protezione della Santa Vergine, nostra celeste guardiana e Regina di Genova». Al termine della cerimonia che si è svolta in San Lorenzo, Bagnasco ha, infatti, deposto la bolla ufficiale d’indizione della visita sull’altare antico della cattedrale ai piedi della statua della Madonna Regina di Genova. Per annunciare a tutti i fedeli la sua intenzione di conoscere a fondo le parrocchie della diocesi, l’arcivescovo ha anche scritto e diffuso la lettera «La visita pastorale: tempo di grazia». «Visitare la sua Chiesa – ha affermato – è un preciso dovere del vescovo ma anche suo desiderio e sua gioia».