CARD. ANGELO BAGNASCO

Aprendo l’"Anno Sacerdotale" ieri a Genova,
il Cardinale Bagnasco ha presentato la sua nuova "Lettera Pastorale":
«Per capire il vero cuore del cristianesimo, necessarie "ascesi" e "sobrietà"».

RITAGLI     «Impariamo a riconoscere il volto di Dio»     DOCUMENTI

Fondamentali sono «la "disciplina" dei sentimenti e del corpo,
il dominio degli "istinti" e una certa custodia negli "sguardi"».
"New age" ed "occultismo" mostrano la necessità di un’educazione "integrale".

Da Genova, Adriano Torti
("Avvenire", 30/6/’09)

I cristiani oggi devono porre sempre più attenzione a «non confondere la "fede" con la "religiosità"». Dio, infatti, non è una confusa «energia cosmica», ma «un "Tu", un Padre, che si coinvolge con la vita dei suoi figli fino a condividere e riscattare la sofferenza e la morte». Questo il forte richiamo lanciato dall’Arcivescovo di Genova, il Cardinale Angelo Bagnasco, che ieri, durante la Messa in Cattedrale per la Solennità dei "Santi Pietro e Paolo", ha presentato la sua nuova "Lettera Pastorale": "Camminare nelle vie dello Spirito. Alle sorgenti della vita spirituale".
Nel testo, consegnato alla comunità genovese durante la celebrazione che è stato anche l’atto di apertura dell’
"Anno Sacerdotale" in Diocesi, il Cardinale esorta a compiere un "cammino spirituale" per conoscere il volto autentico di Dio, seguendo un itinerario nel quale sono chiamati in causa «la nostra libertà e quindi il nostro personale impegno». Un cammino, sottolinea Bagnasco, che è anche un’"ascesi": «Non si può assaporare tutto – spiega il Cardinale – , la vita quotidiana ci chiede di fare delle scelte e scegliere significa anche "rinunciare"». In quest’ottica sono fondamentali la «conoscenza di se stessi», la «disciplina dei sentimenti» e la «disciplina del corpo». «Anche il corpo – aggiunge il "porporato" – chiede di essere guidato». Per questo «siamo richiamati alla "sobrietà" nel cibo, nel vestire, nell’uso dei beni di consumo e, se siamo onesti, è quanto mai opportuno ricuperare anche una certa custodia negli "sguardi", il dominio dell’"istinto sessuale"». «È necessaria – prosegue Bagnasco – la "castità" del cuore e la "purezza" del corpo per imparare ad amare veramente e a diventare dono». Infine, il "porporato" chiede «una nuova particolare attenzione nell’uso di "Internet", perché sia strumento di vantaggio nel bene e non mercato del peggio».
E gli «strumenti», per seguire il cammino alle sorgenti della "vita spirituale", sono la "Parola di Dio", la preghiera personale e comunitaria, i "Sacramenti", la carità e l’"ascesi". Il tema della "vita spirituale", spiega ancora il "porporato", vuole essere un modo per camminare insieme durante l’"Anno Sacerdotale", «occasione di grazia che nessuno deve perdere o trascurare». Oggi, continua Bagnasco, «basta guardarsi attorno e vediamo moltitudini che sembrano languire nell’"inedia", o altre dibattersi tra violenze di ogni genere, o ancora cercare disperatamente la speranza. Nonostante il "secolarismo" che vorrebbe indurre a vivere senza Dio – scrive il "porporato" – , si avverte una diffusa e a volte confusa esigenza di "spiritualità"». Un’esigenza testimoniata, tra l’altro, da fenomeni quali «l’"occultismo", la "superstizione", la suggestione delle "filosofie orientali", la ricerca di "spiritualità esoteriche", le diverse forme di "New Age"». Ma l’esigenza di "spiritualità", scrive il Cardinale, dimostra anche la necessità di «un’educazione integrale della persona, perché se la persona non si educa nella sua completezza di anima e di corpo, non si ha personalità adulta».
Ogni fedele, aggiunge ancora Bagnasco, deve avere ben presente quale sia il messaggio fondante del cristianesimo, perché «il cristiano è colui che sente l’attrattiva di Gesù, e di questo fascino vive nonostante fatiche e cadute». Il rischio diffuso oggi, invece, è di pensare «il cristianesimo come "fatto morale" e non innanzitutto "soprannaturale", come riserva di valori, una specie di "religione civile" e non innanzitutto come apertura al "mistero"». Ai cristiani, quindi, il Cardinale chiede di «mettersi alla scuola di Gesù», con gli strumenti della "Parola di Dio" e del "magistero" della Chiesa, senza dimenticare che «la fede non può mai essere confinata nella sfera del privato perché coinvolge l’intera persona e quindi anche la sua dimensione pubblica e sociale».
Durante l’"Omelia" della Messa di ieri, il Cardinale, rivolgendosi agli oltre 160 Sacerdoti presenti in "Cattedrale", ha parlato, tra l’altro, del tema della "Santità". «Dobbiamo lasciarci provocare dalla "Santità" – ha affermato – per la quale, come "presbiteri", siamo impegnati a titolo speciale. Lo dobbiamo al Signore, alla Chiesa, alla nostra gente e al popolo di Dio, che ci guarda con fiducia e affetto, ma desidera, e ne ha il diritto, scorgere in noi i tratti di Gesù "Buon Pastore"». Inoltre, ha aggiunto Bagnasco, «lo dobbiamo al mondo che, anche quando si dichiara "non credente", guarda il Sacerdote con curiosità, non di rado con interesse, sempre con attenzione, forse nella inconfessata speranza di trovare i "segni" di un modo diverso, più bello, di pensare e di vivere, un modo che rifletta la limpidezza del "Cielo"». Il Cardinale ha ricordato l’importanza della "formazione permanente" e la necessità degli "esercizi spirituali" nei "tempi forti" dell’"anno liturgico". Infine ha comunicato che la Diocesi sta organizzando per i Sacerdoti "diocesani" un viaggio ad
Ars, che si svolgerà nel Giugno del prossimo anno.