MISSIONE ASIA

Istituzioni missionarie radicate da tempo, sacerdoti "fidei donum",
azioni di sostegno allo sviluppo e per il dialogo con le realtà locali.
In pochi decenni, la presenza cattolica è cresciuta
e minori sono le restrizioni al culto e alle attività sociali.

RITAGLI    Asia, Chiesa in cammino:    MISSIONE AMICIZIA
aiuti e muri che cadono

La solidarietà italiana nel Sud-Est del Continente…

In preghiera, uniti dalla stessa fede... Una nuova Chiesa brilla in terra d'Asia!

Da Bangkok, Stefano Vecchia
("Avvenire", 22/1/’08)

«Ogni volta che torno, vedo come la Chiesa in Thailandia e nei Paesi confinanti acquisti vigore e come la solidarietà della Chiesa italiana operi qui attivamente». Nunzio in Thailandia e vicario pontificio per Cambogia e Laos dal 1980 al 1986, il cardinale Renato Raffaele Martino ha con queste terre un rapporto profondo e, nei giorni scorsi, è tornato in Thailandia, Cambogia e Laos a testimoniare, da presidente del "Pontificio Consiglio Giustizia e Pace", l’impegno della Chiesa italiana che ha da tempo aperto i canali di sostegno e condivisione, attraverso gli istituti e congregazioni missionari, la presenza delle "Ong" cattoliche, ma anche con una "miriade" di iniziative che passano attraverso i canali della solidarietà. «Sappiamo che, anche dopo decenni di presenza, non riusciamo ad acquisire una adeguata comprensione "antropologica" e religiosa di questi popoli. Ci è difficile capire profondamente cosa c’è nell’uomo e chi è l’uomo thailandese, cambogiano e laotiano». Era il 13 febbraio 2003 e a conclusione dei tre giorni di incontri su Chiesa italiana e Chiesa tailandese in dialogo, organizzato dall’"Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese" della "Conferenza episcopale italiana" a Hua Hin, in Thailandia, il documento finale indicava la chiave di comprensione di realtà locali che sfuggono alle logiche consolidate della Chiesa in Italia. «Per questo siamo convinti che dobbiamo vivere con atteggiamento di umiltà, e soprattutto di ascolto e servizio (...). La chiave di lettura è il cuore: essi capiscono maggiormente le ragioni dell’amore. Siamo altresì convinti che strumento infallibile della comunicazione del "Vangelo" resta la testimonianza», proseguiva il documento. Un richiamo forte, mirato all’impegno maggiore e più efficace della Chiesa italiana in questa parte dell’Asia, sia attraverso le sue istituzioni missionarie, presenti e radicate qui da molto tempo, sia attraverso la testimonianza dei "fidei donum", sia – infine – per mezzo di concrete azioni di sostegno allo sviluppo e al dialogo delle Chiese locali. Il centro per i ciechi dei Salesiani, guidato da padre Carlo Velardo a Bangkok; le iniziative di padre Adriano Pelosin (Pime) per i piccoli e i giovani delle "baraccopoli" della capitale thailandese; il centro per i bambini colpiti dall’"Aids" a Rayong, sorto per l’impegno del Camilliano padre Giovanni Contarin; la casa per i giovani disabili di Phrae, oggi diretta dal missionario laico Marco Monti; l’iniziativa che accoglie e consente di avviare allo studio un gran numero di piccoli tribali nei pressi di Chiang Rai, condotta dal fratello Camilliano Gianni Dalla Rizza; il centro di accoglienza per ragazze "tribali" recuperate alla strada delle Suore di Maria Bambina a Chiang Mai; un altro centro per bambini colpiti da "handicap" a Khon Kaen, nell’Est del Paese, tenuto dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli; le scuole professionali dei Salesiani ancora nella capitale... Sono soltanto alcune delle iniziative nate da spontaneo e sincero "spirito missionario" che hanno radicato in terra thailandese spirito e sostanza della collaborazione tra Chiesa italiana e Chiesa locale, aperta con il tempo – e a questo punto anche con il concreto sostegno della Chiesa thailandese – anche ai confinanti Cambogia e Laos.
Tuttavia, proprio in
Asia meridionale, e in particolare in Thailandia, Birmania, i Paesi dell’Indocina, l’obiettivo di essere insieme Chiesa e agente di sviluppo si confronta con una molteplicità di situazioni e di limiti, ma anche con le sfide del benessere, del "materialismo" e del disinteresse religioso che creano aspettative e nuove frustrazioni a fronte di antiche situazioni di privilegio e "discriminazione". Sono comunque molti i segnali incoraggianti. In Cambogia, collaborano con la Chiesa locale anche Salesiani, Maryknoll, Gesuiti, Pime, varie congregazioni femminili, tra cui quella thailandese delle Figlie del Cuore Immacolato di Maria. Come in altre Chiese del Sudest asiatico, ma con una densità unica, molte sono le iniziative affidate a fondazioni, "Onlus", "Ong". In Laos, 25 anni fa Martino ero il solo ecclesiastico a potere entrare, solo per discutere di aiuti umanitari. Oggi il Paese è più aperto e la sua Chiesa veicola insieme spunti di progresso, sostegno alla necessità della popolazione e speranza in un diverso futuro per i cattolici.