MISSIONE THAILANDIA

PRECEDENTE    I missionari? «Stelle» della solidarietà    SEGUENTE

Bangkok: l’Italia ha insignito del titolo di «cavaliere»
due suore e tre religiosi del nostro Paese,
impegnati in Thailandia.

P. GIOVANNI ZIMBALDI, Missionario in Thailandia.

Da Bangkok, Stefano Vecchia
("Avvenire", 11/3/’08)

Nei giorni scorsi, nella residenza dell’Ambasciatore italiano a Bangkok, alla presenza del Nunzio apostolico in Thailandia, l’arcivescovo Salvatore Pennacchio, e dell’arcivescovo di Bangkok, il cardinale Michael Michai Kitbunchu, oltre che dei "provinciali" degli "ordini" e degli "istituti" cui appartengono, cinque missionari italiani sono stati insigniti dell’"Ordine della Stella della Solidarietà italiana" e del titolo di "Cavaliere". Si tratta delle suore "salesiane" Esterina Prando e Nadia Ferro, attive nell’educazione dei giovani nella capitale thailandese e assai conosciute dalla comunità italiana a Bangkok; padre Giovanni Zimbaldi del "Pime", tra i "pionieri" delle missioni tra i "tribali", attivo nei progetti di "agricoltura sostenibile"; padre Ferdinando Ronconi, missionario "stimmatino", impegnato nel campo educativo e nella ricostruzione "post-tsunami"; padre Giovanni Contarin, "camilliano", fautore di un approccio «integrale» a sostegno dei "sieropositivi". Come sottolineato dall’Ambasciatore Ignazio Di Pace, si tratta di uomini e donne di fede che hanno saputo fornire un generoso e "disinteressato" servizio al popolo thailandese, che lui stesso ha potuto verificare in questi anni. Come riportato da padre Carlo Velardo, missionario "salesiano" e collaboratore alla "Nunziatura" di Bangkok. «L’Ambasciatore si è detto pienamente cosciente che sono molti i missionari italiani in questo Paese dell’Asia che avrebbero diritto a vedere riconosciuta la loro opera intensa e "disinteressata" per i più deboli, tuttavia l’assegnazione del "cavalierato" a questi "veterani" – in senso anagrafico o cronologico – dell’impegno "ad gentes" nel "Paese del sorriso", ha voluto avere soprattutto un significato esemplare».
D’altra parte la lunga attività di questi missionari ha costituito davvero un "ponte" di ideali e di impegni concreti tra la "Repubblica italiana" e il "Regno di Thailandia". Padre Zimbaldi ha voluto sottolineare l’aspetto "simbolico" dell’onorificenza lui conferita, segno non solo dell’apprezzamento dell’Italia per il lavoro dei suoi missionari in Paesi lontani, ma anche della considerazione della Chiesa locale – presente con la sua "rappresentanza" più alta – verso cittadini stranieri che testimoniano un comune impegno evangelico all’interno della Chiesa thailandese.