TESTIMONI DELLA FEDE

Convertita al cattolicesimo dall’induismo,
ha seguito la fondatrice in molti viaggi
e fondato case a Panama, New York, Kathmandu.
Ma si considera una «figlia».

RITAGLI     Madre Teresa     MADRE TERESA DI CALCUTTA
Suor Nirmala:
più che mai viva dieci anni dopo la sua morte

Madre Teresa di Calcutta con Sr. Nirmala Joshi, Superiora Generale delle Missionarie della Carità!

"Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell'oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe." (Madre Teresa di Calcutta).

Da Calcutta, Stefano Vecchia
("Avvenire", 1/9/’07)

Suor Nirmala Joshi continua a considerare se stessa «figlia» di Madre Teresa, e la fondatrice delle "Missionarie della Carità" ancora la vera guida della Congregazione. Allo stesso tempo guida con sicurezza e con un impegno condiviso con le consorelle il crescente numero delle missionarie e delle loro case sparse nel mondo. Nata nel 1934 a Ranchi, India settentrionale, convertita al cattolicesimo dall'induismo, come la sorella carmelitana, entrata a 17 anni nella Congregazione ispirata dal servizio di Madre Teresa ai poveri di Calcutta, suor Nirmala venne scelta per sostituire la Madre il 13 marzo del 1997. Studi in scienze sociali e in legge, su ispirazione della fondatrice che la portò spesso con sé nei viaggi all'estero e le diede l'incarico di aprire nuove case a Panama, New York e Kathmandu, Nirmala continua semplicemente a ritenersi quello che la Madre disse di lei un giorno: «Una "Missionaria della Carità"».

Suor Nirmala, a dieci anni dalla morte di Madre Teresa, in che modo la Congregazione da lei fondata nel 1950 ne segue le tracce?

Le Missionarie della Carità continuano a seguire le orme di Gesù nello spirito della nostra Madre, la Beata Teresa di Calcutta, guidate dalle nostre "Costituzioni", dagli scritti e dalle istruzioni della Madre, dalle sue preghiere e dalla sua testimonianza personale. I suoi esempi e i suoi insegnamenti sull'amore di Dio per ciascuno e la sua richiesta di amarci l'un l'altro come Dio ci ama sono senza tempo. In questo senso lei è ancora più che mai «viva».

In che modo ricorderete il decimo anniversario della sua scomparsa?

Pregando. La preghiera al primo posto, come la Madre ci ha insegnato. Tuttavia alcune manifestazioni hanno coinvolto o coinvolgeranno la città di Calcutta, centrate attorno al suo compleanno (il 26 agosto), il suo battesimo (27 agosto) e la sua ascesa alla casa del Padre il 5 settembre, e altre si terranno all'estero. Per quanto riguarda la "casa madre", ci saranno una processione con la recita del rosario per le vie vicine e una Messa nella nostra cappella celebrata dall'arcivescovo, monsignor Sirkar, seguita da una "preghiera per la pace" con la partecipazione di rappresentanti di varie religioni (un programma dettagliato si può trovare nel sito del "Centro Madre Teresa": www.motherteresa.org, "ndr").

In un mondo in rapida evoluzione, quali aspetti degli insegnamenti e della pratica di Madre Teresa sono particolarmente significativi oggi per le sue missionarie?

La fiducia amorevole in Dio, con il totale abbandono alla Sua volontà con gioia in ciascuna circostanza della nostra vita, è uno degli aspetti per noi più significativi degli insegnamenti e della pratica della Madre. Quando affermava che Dio ama il mondo attraverso ciascuno di noi, voleva dire che siamo tutti chiamati da Dio a essere suo strumento di pace, amore e gioia. Noi dobbiamo essere veicolo del suo amore ai più poveri dei poveri, in senso materiale e spirituale, attraverso la nostra umanità.

Un messaggio di Madre Teresa è che l'esperienza dell'amore passa dall'esperienza degli altri come parte della nostra stessa esperienza di Dio. Quanto è difficile per le sue suore che vivono in ambiti geografici, sociali, culturali diversi, bilanciare gli aspetti pratici della loro missione con quelli ideali?

Gesù ha detto: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». Questo significa, in modo molto semplice e concreto, che in qualsiasi situazione e Paese noi ci veniamo a trovare, qualunque cosa facciamo per i poveri, gli affamati, gli afflitti, gli abbandonati, gli ammalati, lo facciamo a Gesù stesso. Attraverso l'umile servizio d'amore agli altri, sperimentiamo Dio e il suo amore.

A Calcutta è evidente quanto la presenza delle "Missionarie della Carità" sia radicata e come la "Casa" della Madre resti centrale nel loro orizzonte. Non c'è il rischio che questo sia un limite?

La nostra "casa madre" di Calcutta è la casa di tutte le "Missionarie della Carità" nel mondo; è la casa dove è vissuta la Madre, dove ha lavorato, da dove ha inviato nel mondo le Missionarie della Carità, dove morì e dove riposano i suoi sacri resti. È a Calcutta che la nostra società missionaria è nata, è cresciuta e da dove ha diffuso le sue "ramificazioni" per il mondo. Ovvio che proprio a Calcutta abbia radici profonde, ma questo non rappresenta assolutamente un limite. Anzi, per noi rappresenta un fattore unificante, ci aiuta a stare insieme e anche a capire meglio la visione e lo spirito di Madre Teresa che ci chiede di affrontare il momento presente ovunque noi siamo.

Qual è dunque il rapporto oggi tra la città, Madre Teresa e le sue suore?

La città di Calcutta mostra ancora un grande amore e rispetto per la Madre e per le Missionarie della Carità, come dimostra di apprezzare e sostenere le nostre umili attività di amore con i più poveri tra i poveri.