Si è aggravato il bilancio delle inondazioni, che da settimane colpiscono la regione.
«Già oltre mille le vittime»Da
New Delhi, Stefano Vecchia
("Avvenire",
16/9/’07)
Le vittime sono ormai
più di mille e la pioggia non dà tregua alle regioni già duramente provate
dell'India nordorientale e del Bangladesh,
dove i danni sono ormai incalcolabili. Il livello dei corsi d'acqua è cresciuto
costantemente nella settimana e ha superato in molti casi il livello di guardia.
I bacini di contenimento sono stati aperti in diverse regioni per evitare la
loro distruzione.
Nel Bangladesh il livello del Gange e del Brahmaputra, che raccolgono le acque
di numerosi affluenti in piena nel loro corso in territorio indiano, ha superato
nel nord e nel centro del Paese la soglia di attenzione di oltre un metro
costringendo i responsabili ad aprire le chiuse delle dighe, che hanno scaricato
una grande quantità d'acqua sul piatto territorio bengalese (144mila chilometri
quadrati), allagato per un terzo. Negli ultimi due giorni sono 23 le nuove
vittime accertate, che ieri, secondo una fonte governativa, hanno portato il
bilancio complessivo da luglio a 1.023. Oltre 2,5 milioni di abitanti si sono
dovuti allontanare dalle proprie case da quando è iniziata questa nuova ondata
di maltempo, che non ha lasciato il tempo a molti profughi delle precedenti
alluvioni di luglio e agosto, di rientrare nei propri villaggi. Secondo le
autorità, ben 800mila ettari di raccolti sono parzialmente o totalmente
distrutti.
Nel confinante Stato indiano dell'Assam, le piogge torrenziali degli ultimi
giorni hanno interessato 10 milioni dei 27 milioni di abitanti, di cui 3,5
milioni sono ora senzatetto. Il monsone più intenso da molti anni a questa
parte ha sommerso almeno 2.000 villaggi e messo a rischio la produzione
agricola, come pure la produzione idroelettrica e l'estrazione di petrolio.
In diverse regioni i soccorsi arrivano con elicotteri o con imbarcazioni, che
già hanno salvato migliaia di persone intrappolate dall'improvviso crescere
delle acque o consegnato cibo al crescente numero di sfollati che hanno
difficoltà a raggiungere i centri di raccolta, perlopiù ospitati in scuole ed
edifici governativi. Sono almeno 50 i morti nell'Assam, ma vittime si registrano
anche nel vicino stato del Manipur, dove solo una parte dei 55mila senzatetto
può essere ospitata nella trentina di campi di raccolta finora predisposti.
Un altro Stato indiano della regione, il piccolo e montuoso Sikkim, è quasi
isolato ed oltre alla difficoltà di approvvigionamento di beni essenziali, i suoi
abitanti devono affrontare il costo crescente di molti generi, tra cui cibo e
medicinali, ammassati nei camion impossibilitati a proseguire per frane o
inondazioni.