MISSIONE SPERANZA

MISSIONE ALGERIA

RITAGLI     CAMMINARE CON LE STELLE     ALGERIA

Si apre un nuovo cammino per noi "Missionarie dell'Immacolata":
la missione in Algeria!

ALGERIA: luce dalla nuova Missione...

Sr. Paola Vizzotto
("Missionarie dell’Immacolata", Giugno-Luglio 2008)

Alla vigilia di Pentecoste, leggo con emozione il "Billet mensuel", "Mai 2008", la lettera che il Vescovo della diocesi algerina di Laghouat - Ghardaia, Mons. Claude Rault, scrive mensilmente, e ho l'impressione che sia quasi una risposta alle mie attese... L'attesa dell'apertura della nostra nuova missione in Algeria.

Il mio amico Brahim mi ha svelato i segreti del cammino nel deserto con qualsiasi tempo. Prima di "sedentarizzarsi" era nomade e solcava i grandi spazi. Lui mi ha aperto il libro del suo grande sapere in una bella notte d'estate.

Stesi sulla sabbia, contemplando la "Via Lattea", Brahim mi descriveva il cielo. Con passione mi indicava le stelle e le costellazioni, specialmente quelle che sono indispensabili al viaggiatore della notte. "Chi non conosce le stelle non cammina nella notte!", affermava con convinzione. Le indicava ad una ad una chiamandole per nome, quelle fisse e quelle mobili, quelle sicure e quelle infide. Che "festival" celeste!

La notte avanzava e io non avevo più desiderio di dormire. Brahim allora ha iniziato a raccontare come aveva imparato a camminare nel vento di sabbia e nella notte oscura. La natura della sabbia "palpata" nel cavo della mano, le piante tipiche di quella parte del deserto, la temperatura del vento, lo aiutavano a riconoscere la direzione. Altrimenti lasciava liberi i cammelli e si fidava del loro fiuto. E se anche questo mancava, allora... "Ci si fermava, e si affrontava la situazione con pazienza!".

E il giorno di Pentecoste, nel "soffio" dello Spirito Santo, quasi un vortice di novità, accolgo il nome delle Sorelle destinate ai vari "campi missionari", e con immensa gioia quello delle due prime Sorelle destinate al nuovo "campo", anzi al deserto d'Algeria, alla diocesi di Laghouat - Ghardaia.

Allora rileggo con più attenzione tutta la "Circolare" del Pastore della Chiesa che, piccola, umile, indifesa, spesso "martire", vive come "granello di senape" nella terra santificata dal Piccolo Fratello di Gesù, Charles De Foucauld. Monsignor Claude invita i fratelli e le sorelle nella fede a leggere con attenzione i nuovi, inquietanti segni che "perturbano" il cammino, che offuscano gli orizzonti, che sembrano cancellare i punti di riferimento, come sabbia del deserto.

L'analisi chiara ed equilibrata delle difficoltà concrete, sia politiche sia sociali, che sembrano "minare" le speranze, rendere vana la fatica di una presenza che è solo un "essere presente", aumentare la probabilità di un sacrificio "cruento", di essere quasi un segno di "contraddizione" per la convivenza con fratelli di altra fede, ritorna al fraterno e sapiente insegnamento dell'anziano nomade Brahim, che diventa un invito alla serenità. E Monsignor Claude scrive alle sorelle e ai fratelli di cui è responsabile Pastore: "Abbiamo forse smarrito il cammino? Palpiamo questa terra umana che ci è diventata così familiare e cara. Essa è cosparsa di segni la cui natura ci parla di un'amicizia e di una fedeltà rigogliose come le piante del deserto. Anche il nostro cielo è coperto di stelle scintillanti; se alcune sono infide, altre ci indicano fedelmente il cammino. E se noi pensiamo che ci manchino gli appoggi umani, allora fermiamoci e aspettiamo con pazienza. Soprattutto non abbandoniamo il debole terreno del nostro quotidiano e delle nostre motivazioni più profonde".

Quando Gesù ha mandato i primi "missionari", aveva davanti uomini timorosi, dubbiosi, con l'unico desiderio di tornarsene alle loro reti, ai loro aratri. Lo Spirito Santo ne ha fatto le "colonne" su cui anche oggi si fonda la nostra fede, la fede della Chiesa.

Il mio fraterno augurio a tutte le Sorelle che hanno ricevuto il "mandato missionario" per le varie parti del mondo, e in particolare per la nuova missione in Algeria, è quello di riconoscere le "stelle" che illuminano le inevitabili notti della fatica, di "palpare" la terra segnata dalle orme del popolo che ora diventa il loro popolo, di riconoscere il "vento" dello Spirito e di aprirsi alla pazienza dell'attesa e dei tempi di Dio. Buon viaggio!