MISSIONE SPERANZA

Donna e cultura in… HONG KONG
RITAGLI  INGEGNOSITÀ  CINA

Essere donna a Hong Kong: un'impresa difficile tra ritmi di vita frenetici e spazi vitali ridotti.

Donne di Hong Kong: silenzio e pace in fondo al cuore!

Sr. Paola Vizzotto
("Missionarie dell’Immacolata" - Ottobre 2005)

Non è difficile per Chui Wan organizzare la giornata. Le faccende di casa le prendono ben poco tempo: in quei pochi metri quadrati dove è organizzata tutta la vita della famiglia, l'ordine è d'obbligo, visto che tutto è ridotto all'essenziale e misurato al millimetro. Tutto è piccolo, calcolato: anche lo spazio vitale, a Hong Kong, rispecchia l'assoluta necessità di stipare una popolazione in continua crescita su una lingua di terra ingegnosamente e faticosamente contesa al mare.

Chui Wan non deve andare lontano neppure per accompagnare i bambini a scuola o per fare la spesa. Basta il tragitto in ascensore nell'immenso alveare, e tutta la vita può chiudersi in un andirivieni tra le decine di piani, in un'autonomia sociale che fa di ogni palazzo una piccola città isolata nell'immensa metropoli alle porte della Cina continentale.

La Cina: le radici di Chui Wan sono ancora nel lontano villaggio immerso nelle risaie e adagiato in un'antica cultura che ora non ammette scintille di libertà e di futuro e che lei ha lasciato senza rimpianti, senza sapere se avrebbe potuto vivere senza paura la seconda maternità che le pulsava dentro e dare sicurezza al primogenito. Il suo bimbo ora parla di computer e tecnologie lontane anni luce dai semplici strumenti che lei usava nello stagionale lavoro agricolo.

A volte lei rimpiange il calore della famiglia lontana e le feste tradizionali del villaggio, a volte sente il peso dell'anonimato, del vortice che tutto trascina e dà ansia al tempo; ma le basta scendere in strada, lasciarsi portare, nel flusso continuo della folla, nei mercati che si aprono nelle piazzette o negli immensi capannoni per ritrovare gusti, odori, musica e colori che non mutano, che le regalano memorie antiche e familiari, che le riportano in cuore un'appartenenza che va ben al di là di un pezzetto di casa, di un passaporto nuovo, un'appartenenza ad una cultura che affonda la saggezza e la tradizione in secoli di una filosofia di vita che nessun cambiamento politico, nessun imperialismo o dottrina materialista hanno mai potuto scalfire o distruggere. In più, ora, grazie all'amicizia con delle donne straniere che abitano sul suo stesso piano e che incontra sull'ascensore, sta scoprendo nuovi orizzonti e dando nuovi spessori alle sue scelte. Spinta anche dai figli, che frequentano le associazioni giovanili della parrocchia, ora vuol conoscere chi è questo Gesù che vuole bene a tutti e vuole tutti liberi e fratelli e che le sue vicine amano e testimoniano.

Anche Waifan abita in un minuscolo appartamento in uno dei tanti palazzoni della periferia di Hong Kong, ma lo gode ben poco: la sua vita è interamente succhiata dal magazzino di import-export dove lavora. Waifan è una donna in affari, anche se non ha mai visto i Paesi dove arrivano le casse che lei riempie di prodotti di ogni genere e spedisce; la frenesia della grande città l'ha nutrita fin dai suoi primi giorni di vita e non potrebbe vivere senza quel continuo movimento di prodotti che stanno colorando di made in Hong Kong i mercati del mondo.

Waifan lavora, i guadagni contano... Anche lei è diventata una componente di un ingranaggio che non può fermarsi, che sforna un fiume di persone che corrono perché gli affari non si fermino, perché alla borsa di Hong Kong non calino i tassi.

E la sua vita? Le manca il calore del cuore, l'affetto che la rende donna, il tempo per andare al tempio a bruciare l'incenso al dio della pace, le mancano gli aquiloni e le lanterne rosse. Ma il sentirne la mancanza la consola: è segno che nulla potrà mai far inaridire la sua femminilità, che nulla potrà annullare il suo essere donna cinese, figlia di una secolare filosofia che cerca la felicità e la pace nel fondo del cuore.