MISSIONE SPERANZA

LA MISSIONE PENSA

RITAGLI     LA "SPIRITUALITÀ DEGLI SPILLI"…     DON ANDREA SANTORO

La "spiritualità degli spilli" è andare a cercare i nostri fratelli,
"intercedere" per loro ed affidarli a Dio!

Ogni spillo punta una storia, per custodirla nel cuore...

MARIAGRAZIA ZAMBON
("Missionarie dell’Immacolata", Giugno-Luglio 2009)

Da sei mesi mi trovo ad Ankara a svolgere un "servizio" alquanto strano. Chi entrasse nel mio ufficio in "Parrocchia" non esiterebbe a definire la mia una "spiritualità dello spillo". L'idea è stata di P. Patrice, il "Parroco", un "Gesuita" francese, che mi ha voluto nell'unica "Parrocchia" presente ad Ankara, a servizio della piccola e variegata "comunità cristiana" lì presente. Questa l'idea: un'enorme cartina della capitale turca che occupa tutta una parete del mio ufficio, con in dettaglio strade, piazze e "vicoli" di questa "metropoli" di sei milioni di abitanti. Colorata, ma "muta" ed impassibile, mese dopo mese, si sta riempiendo di piccoli, sporadici "spilli". La ricerca dei cristiani è partita dagli "archivi parrocchiali", dalle conoscenze personali, dal "passa parola". "Battesimi", "Comunioni", matrimoni e funerali si stanno rivelando un tesoro prezioso per scoprire nomi e volti.

Essendo la nostra l'unica "Chiesa" di Ankara, che siano ortodossi, armeni, siriaci o cattolici, devono passare tutti di lì, questi eredi e discendenti dei "Galati"! Ma vuoi per paura, lontananza, impegni, indifferenza, amarezza o dimenticanza, alla "Messa" della Domenica sono in pochi. Eppure le pagine dei "registri" parlano chiaro: la "comunità cristiana" conta 400 persone circa, sparpagliate nella città proprio come aghi in un pagliaio!

"Va' a cercare i tuoi fratelli, va' a vedere come stanno!", disse un giorno Giacobbe al suo figlio prediletto Giuseppe. Seguendo questo stesso invito, anche noi ci siamo messi alla ricerca. Su e giù per stradine e viali con gli occhi puntati fuori dal finestrino dell'automobile pronti ad individuare nomi di vie e numeri civici.

Trovato il luogo, l'auto si ferma davanti a lussuosi palazzoni o a casette ancora con la stufa a carbone, a "fatiscenti" condomini che trasudano odore d'aglio e frittura o ad eleganti villette con graziosi fiori sui balconcini. Poi una porta si apre, un sorriso inaspettato, due pantofole sull'uscio, un divano dalle mille fogge, un bicchiere di tè caldo, quattro chiacchiere di conoscenza tra i ricordi del passato e gli avvenimenti del presente, una preghiera sussurrata ed impacciata, una promessa di ritornare, un invito a venire in "Parrocchia". Un nuovo "spillo" sulla mappa. "Spilli" nascosti, timorosi, diffidenti, delusi dalla vita, da Dio, da una "Chiesa" assente, e che però lanciano "S.O.S." come "naufraghi" in mezzo al mare.

È la mamma, che mi mostra la cameretta "imbalsamata" dove sono morti i suoi due figli dopo una lunga malattia e, sull'uscio, strappa dalla parete il "Crocifisso" quasi lanciandomelo, pregandomi di prenderlo perché lei non lo sopporta più sotto il suo sguardo.

È la ragazza che mi fissa con i suoi occhioni neri interrogandomi sul perché di suo marito ubriaco. È l'anziana "zitella" che racconta di quel doloroso incendio al "quartiere armeno" che la costrinse da bambina a fuggire altrove, lasciando con la mamma la sua villa da "sogno". È l'uomo che dice di aver voluto cambiare nome per non essere più deriso e oltraggiato. È il papà di famiglia che confessa di non aver detto a nessuno di essere cristiano per non perdere clienti in quella sua "botteguccia" che li mantiene a stento. È la donnina rannicchiata a letto, che da quando è caduta non riesce più a prendere l'"autobus" che la portava in "Chiesa". È la giovane "universitaria" che si scusa per quel "nazar blu", l'occhio di "Allah" contro il "malocchio", sulla porta, "ma non si sa mai e poi, fan tutti così!".

Mi pare troppo facile criticare, dare consigli, dire di confidare in "Dio Misericordia", "Rifugio" per i deboli e gli oppressi; questi "spilli" mi pungono il cuore. Se solo fossi come San Paolo, ma mi sento anch'io un piccolo "spillo tra gli spilli", che confida nell'agire della grazia di Dio. Tento di farmi "prossima", di "intercedere" presso il Padre "buttando – come dice il Cardinal Martini – nel cuore di Dio tutte le necessità, le sofferenze, i peccati, perché egli li riceva e purificandole in se stesso, con la sua morte in Croce, si offra al Padre per la salvezza di tutti!". Intanto, dopo un po', qualcuno titubante chiede se può partecipare al "coro" che abbiamo appena creato. Tre cugini si organizzano per portare a turno le loro figlie a "catechismo". Nuovi volti spuntano a "Messa" e c'è chi telefona per invitarmi a pranzo in amicizia, per una benedizione alla famiglia, per portare la "Comunione" alla mamma paralizzata.

Questa è la "spiritualità degli spilli": andare a cercare i nostri fratelli, "intercedere" per loro, per portare a Dio le tante persone che soffrono nel corpo e nello spirito e affidarle così a Lui.