DALL'ETIOPIA

Awassa, 260 chilometri a sud di Addis Abeba.
"Nugoli" di bambini si accalcano intorno al carretto carico di volumi colorati,
trainato da una coppia di ciuchi.
  È la prima "libreria ambulante" in un Paese, l’Etiopia,
dove il 60% dei ragazzi dai 15 anni in su non sa leggere e scrivere.

RITAGLI    La biblioteca dei somari    SEGUENTE

Yohannes Gebregeorgis è un ex rifugiato politico,
vissuto per undici anni a San Francisco, dove era bibliotecario.
Nel 1998, tornato in patria, comincia a coltivare il sogno
di aprire biblioteche per bambini anche qui,
e col sostegno della scrittrice per ragazzi Jane Kurtz,
di altri scrittori e di alcuni educatori,
fonda l’Organizzazione "non profit" «Ethiopia reads».

L'asino diventa sinonimo di cultura e progresso: un dono per l'Etiopia (fotografie di Marco Trovato). La "biblioteca ambulante" dei somari in Etiopia, voluta dall'ex rifugiato negli Stati Uniti Yohannes Gebregeorgis, per i bambini senza libri del suo paese.

Chiara Zappa
("Avvenire", 20/1/’08)

«Metshaf yisiten!», «Vogliamo i libri!». È questo il grido che puntualmente accompagna l’arrivo di "regina Helina" nei quartieri più poveri di Awassa, 260 km. a sud della capitale etiope Addis Abeba. "Nugoli" di bambini si accalcano intorno al carretto dipinto con sagome di animali e carico di volumi colorati, trainato da una coppia di somari. Helina, infatti, altri non è che «la regina di tutti gli asini d’Etiopia», o almeno tale l’ha nominata Yohannes Gebregeorgis, ideatore della prima «biblioteca ambulante degli asini» del Paese. Helina, insieme al suo compagno Harasban, trascina instancabile il suo carretto per le vie di Awassa e nei villaggi rurali circostanti, per portare ai ragazzini il suo "tesoro": libri in lingua inglese e "amara" – un "idioma" locale – , che raccontano le favole classiche della letteratura internazionale per bambini ma anche storie ambientate in Etiopia, o insegnano la storia, la geografia, le scienze.
«Noi crediamo che chi legge sboccia, e che l’alfabetizzazione sia la chiave per migliorare le vite dei giovani etiopi», spiega Gebregeorgis, ex rifugiato politico vissuto per undici anni a San Francisco, dove era bibliotecario. Nel 1998, tornato in patria, Gebregeorgis cominciò a coltivare il sogno di aprire biblioteche per bambini anche qui e, con il sostegno della scrittrice per ragazzi Jane Kurtz, di altri scrittori e di alcuni educatori, fondò l’Organizzazione "non profit"
"Ethiopia reads", letteralmente «L’Etiopia legge».
«Il nostro Paese ha una forte tradizione di narrativa orale, oltre a una storia e una lingua scritta antiche», spiegano gli esponenti dell’Associazione. «Purtroppo, però, il tasso di alfabetizzazione è estremamente basso e il numero di libri in "amarico" disponibili, specialmente per i bambini, è disperatamente piccolo». In questo Paese del "Corno d’Africa", in effetti, il 60% dei ragazzi dai 15 anni in su non sa leggere, mentre gli ostacoli alla scolarizzazione sono strutturali, basti pensare che, nelle regioni più arretrate, nelle scuole pubbliche ad assistere alle lezioni in classe possono esserci 180 studenti alla volta! Non stupisce quindi che il tasso di abbandono sia elevatissimo. Ma, tra i bimbi e l’alfabetizzazione, si interpone un altro ostacolo, sottolineato non a caso da "Ethiopia reads": «Attualmente, il 99% delle scuole in Etiopia non dispone di una biblioteca». Ecco perché l’opera dell’Organizzazione è partita proprio dalla costruzione di "Centri di lettura scolastici", nella capitale e poi in diverse altre regioni del Paese. Ma c’era bisogno di raggiungere anche tutte quelle scuole che continuavano a non disporre di libri, così come quei ragazzini che, in classe, non ci mettevano proprio piede.
E così, recentemente, sono arrivati gli asini.
Non quelli che la maestra manda in castigo dietro alla lavagna, ma quelli veri, che in Etiopia sono ben cinque milioni e condividono la vita quotidiana della gente, usati sia come animali da sella, sia da soma, sia nei campi, durante l’aratura e il raccolto.
«Perché non utilizzarli per uno scopo ancora più nobile?», pensò Gebregeorgis. E in molti furono d’accordo con lui: dalla Chiesa presbiteriana del Wisconsin – che garantì la maggior parte dei fondi per la prima "Donkey mobile library" – , all’Associazione "non profit" "Room to Read", di San Francisco, all’organizzazione olandese "Biblionef". Grazie a loro, e a molti altri enti etiopi o esteri che continuano a fornire libri di ogni genere, oggi quello con "regina Helina" e il suo carretto pieno di storie e cultura è diventato, per i bimbi etiopi, un appuntamento fisso. Un esperimento che è stato messo in atto – e adattato a esigenze specifiche – anche in un altro Paese africano, dove l’emergenza nazionale è quella dell’"Aids": in
Zimbabwe, dove la prevalenza dell’"Hiv" nella popolazione è tra le più elevate al mondo, le "biblioteche ambulanti" degli asini portano nei villaggi più remoti soprattutto volumi e pubblicazioni dedicati alla prevenzione della malattia. Circa duemila giovani, ma anche adulti, sono raggiunti ogni mese dai carretti, adibiti anche a "phone center" e postazioni "internet", funzionanti grazie a pannelli solari sistemati sul dorso dei somari. I quali, da queste parti, sono a ben diritto diventati sinonimi non di ignoranza ma di cultura e progresso.