TESTIMONI DEL VANGELO

Scelse i più poveri fra i poveri. E li servì con le opere e con la parola,
la "sollecitudine" concreta e la "denuncia" dell’ingiustizia.
Sempre col sorriso sul volto.
Conquistando i cuori di cristiani, ebrei e islamici.

RITAGLI     Suor Emmanuelle, l’angelo degli ultimi     MISSIONE AMICIZIA

È morta ieri a quasi cent’anni la religiosa belga che,
dopo essersi dedicata all’insegnamento,
fra i 62 e gli 83 anni condivise la vita dei "diseredati" del Cairo.

SR. EMMANUELLE DEL CAIRO (1908-2008).

Da Parigi, Daniele Zappalà
("Avvenire", 21/10/’08)

Il "secolo lungo" di Suor Emmanuelle, la religiosa d’"Oltralpe" che ha speso il proprio carisma e la propria contagiosa sete di carità fra gli ultimi del Cairo e di altre città del mondo Arabo, si è chiuso serenamente nella notte prima dell’alba di ieri a Callian, piccolo villaggio della Provenza. Se n’è andata in punta di piedi pochi giorni prima di spegnere la propria centesima candelina, che l’attendeva il 16 Novembre. Come per allontanare da sé, alla fine, i riflettori di quei "mass media" spesso tentati, in Francia e in Belgio (dov’era nata), di farne una "star" alla stregua di altre.
Ma a differenza delle "star" da piccolo schermo, soggette ai capricci di una popolarità effimera, il sorriso di Suor Emmanuelle era entrato in modo duraturo nel cuore dei francesi, credenti e non, cristiani e non. Lo dicevano i "sondaggi". Ma lo confermavano soprattutto i tanti "volontari" entrati nell’
"Asmae", l’Associazione di solidarietà fondata da colei che nacque col nome di Madeleine Cinquin. Hanno risposto tutti al "motto" «Vivere è agire, Yalla!» ("Avanti!" in Arabo), che Suor Emmanuelle pronunciava fissando ogni volta gli occhi dei propri interlocutori. È stato proprio Trao Nguyen, Presidente dell’"Asmae", a dare ieri mattina la notizia.

Voci di gratitudine

A testimoniare quanto fosse una figura al di là delle frontiere, sono state le reazioni piovute fin dal mattino. Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi e Presidente della "Conferenza Episcopale Francese", ha reso omaggio a colei che «ha saputo mobilitare i propri contemporanei in favore dei più "diseredati" grazie al suo linguaggio schietto e alla sua semplicità. Fino all’ultimo alito, ha dato prova, senza sosta, di un’immensa energia e di una fede incrollabile». Nelle stesse ore, giungeva il "messaggio" di Dalil Boubakeur, Rettore della "Grande Moschea" di Parigi: «Siamo profondamente toccati dalla scomparsa di questa grande "pioniera" della solidarietà umana del XX secolo che ha saputo, come l’Abbé Pierre, lasciar sperare nell’uomo in questo secolo tormentato dove lei resterà per noi una luce dal bagliore vivissimo». Per quanto aveva fatto in tanti Paesi a prevalenza islamica, la religiosa era divenuta particolarmente cara anche al cuore di tanti credenti musulmani. Ma pure il "Consiglio Rappresentativo" delle Istituzioni ebraiche francesi ha ricordato in giornata colei che «ha fatto valere i più bei valori morali che fondano l’umanità». A sottolineare la portata internazionale del cammino della religiosa è stato in particolare Padre Federico Lombardi, direttore della "Sala Stampa Vaticana", che ha ricordato una «grande figura della carità cristiana» la cui testimonianza «ha mostrato come la carità cristiana riesca ad andare al di là delle differenze di nazionalità, di razza, di confessione religiosa. Il suo impegno efficace superava le frontiere, come con Madre Teresa di Calcutta».

Da Bruxelles all’Egitto

Nata nel 1908 a Bruxelles da una famiglia "franco-belga", la madre cristiana e il padre ebreo, Madeleine Cinquin aveva pronunciato a 22 anni i voti nella Congregazione "Nostra Signora di Sion". Dopo aver insegnato lettere per lunghi anni in Paesi come la Turchia e la Tunisia, ottenne all’età della "pensione", sessantaduenne, l’autorizzazione per realizzare un sogno coltivato da tempo: vivere assieme agli ultimi fra gli ultimi, gli "straccivendoli" del Cairo. La sua nuova casa diventerà una capanna nella "bidonville" di Ezbet El Nakhl, nella periferia della "metropoli" egiziana. Missione di ogni giorno: con l’esempio concreto della fede, dare di nuovo il coraggio di agire e sperare a quanti sembravano averlo esaurito.

Schiettezza e forza di volontà

Rientrata a 83 anni presso la propria Congregazione in Provenza, si era dedicata da allora ad esortare alla carità i propri connazionali. Con ogni mezzo, compresi tanti interventi in televisione e alla radio che avevano amplificato la diffusione del suo "messaggio" di solidarietà. La "schiettezza" dei suoi discorsi, spesso focalizzati sull’egoismo dei Paesi ricchi o sull’indifferenza delle masse verso gli esclusi della "porta accanto", così come la sua forza di volontà erano divenuti quasi proverbiali. Donna colta, aveva di recente confessato di aver visto la propria fede vacillare dopo aver approfondito la filosofia di Pascal. Per il suo impegno e la sua popolarità, era stata definita dai "media" come «un Abbé Pierre al femminile».
Tutto il mondo politico francese e belga ha già reso omaggio alla religiosa. Per il Presidente
Nicolas Sarkozy, si è spenta «una donna di fede dalle convinzioni elevate, ma anche una donna d’azione per la quale la carità si esercitava con atti concreti di solidarietà attraverso il mondo». I funerali si svolgeranno domani a Callian nel più stretto riserbo, mentre una Messa di "requiem" sarà celebrata Domenica prossima nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi.

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"TESTAMENTO SPIRITUALE"

Il "Magnificat" di Suor Emmanuelle

Ci tengo a dirvi un "grazie" pieno di riconoscenza per quello che avete fatto e che farete ancora – lo so – per le nostre migliaia di bambini in difficoltà, ai quattro "angoli" del mondo. Grazie a voi sono diventati dei "cittadini" orgogliosi della loro dignità. Il bambino che soffre e che tocca il vostro cuore ricorda l’espressione di Pascal: «Dio sensibile al cuore».
Ecco la meraviglia che – al di là di tutte le convinzioni religiose, politiche, culturali e di ogni altro tipo – ci ha unito tutti in una bella "armonia". Signore, tu hai voluto che noi, uomini, potessimo "trasalire" davanti al dolore e arrivare ad alleviarlo.
È così che – come ci ha detto il Cristo, nel "Capitolo 25" del "Vangelo di Matteo" – noi siamo diventati «benedetti» davanti a Te, nostro "Padre dei Cieli". "Sì, voi siete benedetti, voi che sapete amare e condividere; voi siete benedetti perché – anche se magari non lo immaginate – camminate sulla strada che porta all’eternità beata, dove io vi attendo insieme al mio Amore!".
Una piccola confidenza, per finire. Ho chiesto che come "Salmo" venga cantato il "Magnificat". Questo "Cantico" contiene il segreto della mia vita. Dal mio ingresso nella "vita religiosa", nel 1931, mi sono affidata, corpo e anima, alla Vergine. "Yalla"! "Avanti"! È appassionante vivere amando!

( SUOR EMMANUELLE DEL CAIRO )