Un mondo di preghiere
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in memoria di Wojtyla
«Le immagini
del Papa col frammento di una sua talare
non sono reliquie ma santini. E non sono in vendita».
Il postulatore Slawomir Oder replica alle gravi inesattezze
diffuse da alcuni "media".
Da Roma,
Angelo Zema
("Avvenire", 25/9/’07)
«Titoli giornalistici che
puntino a far apparire come un'operazione commerciale la diffusione di santini
di Giovanni
Paolo II non
rispecchiano la realtà», puntualizza amareggiato monsignor
Slawomir Oder,
postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione di Papa Wojtyla, a
proposito dell'iniziativa della postulazione, in atto da mesi, della
distribuzione e invio di piccole immagini del Servo di Dio, che recano un
frammento di una sua talare. Nessuna «vendita», come erroneamente indicato da
alcuni "media". Né da parte della postulazione, né tanto meno da
parte del Vicariato di Roma. E inoltre si tratta non di una reliquia,
testimonianza di un santo o di un beato, ma di un santino. Come avviene in casi
analoghi nell'"iter" di altre cause di beatificazione. Aveva già chiarito la
differenza nel dicembre scorso monsignor Marco Frisina, biblista e direttore
dell'"Ufficio liturgico" del Vicariato di Roma, in un'intervista alla
rivista della postulazione edita dalla Diocesi di Roma, "Totus Tuus":
«Nel caso di Giovanni Paolo II, che tutti abbiamo venerato da vivo per
l'affetto che avevamo per lui e per la sua santità di vita, il santino con
"ex indumentis" - pezzetto della sua tonaca - per ora lo possiamo
usare in modo privato, come ricordo di una persona cara. Bisogna essere sempre
prudenti - aveva affermato - e avere molta pazienza obbedendo alla Chiesa,
aspettando che sia la Chiesa stessa a proclamarlo santo, e questo porterà molta
gioia umana e spirituale».
Un santino, dunque, e gratuito. Peraltro proprio da operazioni "speculative" la
postulazione ha più volte messo in guardia, anche con avvisi sul "sito internet" www.vicariatusurbis.org/beatificazione,
ribadendo che santini di Giovanni Paolo II possono essere chiesti solo alla sua
sede. Sul retro di ogni immagine è riportata la preghiera per implorare grazie
per intercessione del Servo di Dio Giovanni Paolo II (disponibile in sette
lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, polacco, spagnolo, portoghese).
Sul "web" viene precisata l'opportunità, per coloro che ne abbiano la
possibilità, di «un'offerta libera per sostenere le spese di stampa e di
spedizione». Una richiesta che rientra a pieno titolo nel «sovvenire alle
necessità della Chiesa». Accompagnata dall'indicazione di alcuni conti
correnti che - spiegano al terzo piano del Palazzo Lateranense di Roma, dove ha
sede la postulazione - facilitano il versamento del contributo da parte di chi
si trova in altre località d'Italia o in altre zone del mondo. Le richieste
sono infatti migliaia, e nei giorni scorsi sono notevolmente aumentate. Arrivano
dall'Europa come dall'America, per posta o per "e-mail" o per
"fax". E chiedono le immaginette per parenti ammalati o persone
bisognose della propria famiglia. Con un pensiero sempre all'amato Giovanni
Paolo II. Nessun intento magico o "superstizioso", ma la possibilità - appunto -
di avere il ricordo «di una persona cara» perseverando nella preghiera per
l'"iter" della causa.
La vera priorità è la preghiera, incalza il postulatore. La conferma arriva
dall'iniziativa avviata nei giorni scorsi - prima del caso "mediatico"
sui santini - per lanciare un «monastero virtuale» in preghiera per le
necessità dei devoti di Giovanni Paolo II. Questa la novità: chi invia
preghiere per implorare grazie per l'intercessione di Papa Wojtyla potrà
trovare accoglienza presso i monasteri di clausura che aderiranno all'invito
lanciato dalla postulazione. Un'idea - spiega monsignor Oder - che nasce dal
«desiderio di creare uno spazio di incontro con tanti fratelli bisognosi che
attendono aiuto nella loro ricerca di uscire dalla solitudine». La prima
adesione arriva dalla comunità "Mater Carmeli" di Biella, in
Piemonte. Ma il sacerdote polacco, che sta lavorando alla causa di Papa Wojtyla,
auspica altre adesioni, anche dall'estero. A mettere in primo piano la preghiera
sono gli stessi fedeli, visto che sono ormai centinaia i gruppi di preghiera
ispirati a Giovanni Paolo II in tut to il mondo, come testimoniano le
segnalazioni effettuate alla postulazione e riportate nella "mappa" pubblicata sul
sito. Intanto, la comunità di clausura di Biella si presenta sul
"web" e offre la propria preghiera e la propria riflessione. Titolo
della prima meditazione: «Salire in cordata!».