Pechino e i
diritti umani:
una questione che va affrontata prima del commercio.
La denuncia del cardinale di Hong Kong, Zen.
«Il governo,
attraverso alcune leggi, sta smantellando
certe garanzie religiose ed educative, negando ai cattolici
e ai protestanti la facoltà di dirigere le proprie scuole.
Una deriva ateistica che resuscita antichi fantasmi».
Mons.
Joseph Zen Ze-Kiun
("Avvenire", 23/9/’06)
Tanti cinesi, prima di aver
occasione di conoscere il cristianesimo, hanno conosciuto l'ateismo
postcristiano. Fortunatamente questa non è tutta la storia. II Dio dei
cristiani non è andato in vacanza e i suoi seguaci, i missionari di ogni
nazionalità vennero a portare ai cinesi il vero cristianesimo, testimoniato
dalla loro carità più che dalla loro predicazione, ed i cinesi credettero ai
messaggeri ed accettarono il messaggio fino a testimoniarlo a loro volta con la
vita.
Mentre la bufera comunista imperversava in Cina, ignota al resto del mondo, e
mentre il partito si arrogava ogni diritto su ogni persona, a Hong Kong un'altra
popolazione cinese viveva tranquilla all'ombra del regime coloniale Britannico.
Era gente fuggita dalla Cina, che con la loro laboriosità, abbinata alla
esperienza amministrativa degli ufficiali coloniali, hanno fatto di questa
città la perla dell'Oriente.
La Chiesa ha avuto la sua parte rilevante in questa felice storia. I missionari,
espulsi dalla Cina, si fermarono a servire i rifugiati, provvedendo l'educazione
e i servizi sociali che allora il governo non era in grado di provvedere
adeguatamente. La gente godeva tutte le liberta, anche se, in un regime
coloniale, nessuno sognava di conquistare la democrazia.
Ma ad un certo punto si prospettò l'impensabile, l'assurdo: mentre tante
nazioni si liberavano dal comunismo, Hong Kong doveva cadere pacificamente sotto
il dominio comunista. Si, l'isola e il retroterra di Hong Kong sono stati presi
con la forza dai Britannici e, presto o tardi, dovevano ritornare sotto la
sovranità della Cina, ma la Cina dal 1997 è sotto la dittatura del comunismo.
Per alleviare le paure della popolazione e della gente che investiva capitali su
Hong Kong, Deng Xiao Ping inventò la formula magica «un paese, due sistemi»:
Hong Kong può mantenere il suo sistema capitalista, pur essendo ormai una parte
integrante della Repubblica Popolare Cinese.
Ciò non ha eliminato del tutto le paure, specialmente dopo l'incidente di
piazza Tiananmen nell'estate 1989. L'ultimo Governatore Britannico, Chris
Pattern, cattolico praticante, ha cercato di costruire una struttura quasi
democratica, ma era troppo tardi. Allo scoccare del 1° luglio 1997, essa fu
subito smantellata e il potere venne messo nelle mani di un gruppo di persone
amiche di Pechino. Si istituì una strana alleanza tra i potenti di Pechino e i
ricchi capitalisti di Hong Kong. Rivedendo questi quasi 10 anni dopo il
passaggio, si constata la formazione di una nuova cultura: di adulazione dei
potenti e oppressione dei deboli.
Qualcuno accusa la Chiesa di essere stata alleata del regime coloniale e di
essere diventata oppositrice dell'attuale governo per partito preso. Non c'è
niente di più falso. La realtà è che il governo coloniale, pur non
democratico, era controllato da una democrazia in patria, e pur essendo
strettamente non confessionale, rappresentava una nazione di cultura cristiana.
Interessi comuni rendevano naturale una collaborazione che, però, non poteva
essere sospettata di favoritismo da parte del governo né di asservimento da
parte della Chiesa.
Dopo il passaggio del 1° luglio 1997, una serie di ingiustizie, perpetrate o
intentate dal governo contro il popolo, ha obbligato la Chiesa a esporsi a
favore dei deboli, a essere la voce di quelli che non hanno voce. La litania
delle ingiustizie può essere molto lunga, ma mi concentro sui seguenti casi…
1. Il governo provvisorio subito dopo il 1° luglio 1997 ha abolito certe leggi
passate poco prima del 1° luglio 1997 a favore degli operai;
2. Ha risuscitato invece certe leggi, restrittive delle liberta civili, già da
tempo in disuso e abolite poco prima del passaggio (per esempio: il diritto di
assemblea, di proteste).
3. Il governo ha ristretto il diritto di riunione familiare, cioè il diritto
dei figli di residenti a Hong Kong nati sul continente di vivere a Hong Kong, un
diritto riconosciuto da convenzioni internazionali e anche chiaramente espresso
nella Costituzione;
4. Centinaia di ragazzi senza carta di identità (solo con il permesso
provvisorio di soggiorno, ma che però dura per 3 o 4 anni), sono stati privati
del diritto di andare a scuola, non solo offendendo il loro diritto di imparare,
ma causando anche profonde sofferenze psicologiche a quei ragazzi che si sentono
abbandonati dalla società.
5. Con una serie di finte consultazioni, il Governo ha fatto passare, nell'anno
2004, una nuova legge educativa (che entrerà pienamente in vigore nell'anno
2010), con la quale si negherà, alla Chiesa cattolica e ai protestanti, il vero
potere di dirigere le proprie scuole.
Tra i diritti umani certamente figura in primo posto la libertà religiosa. Su
questo, intendendo lo stretto esercizio della nostra fede, non abbiamo niente da
lamentarci a Hong Kong. Ma oltre il confine tra Hong Kong e il resto della Cina
è tutt'un'altra cosa. La libertà religiosa che è sancita dalle costituzioni
è praticamente amministrata dagli ufficiali del governo, che sono convinti
seguaci dell'ateismo.