CARD. JOSEPH ZEN

RITAGLI     Nelle mani di Maria,     SPAZIO CINA
il destino della Cina e della sua Chiesa

L’autorevole commento del vescovo di Hong Kong ad "AsiaNews",
sul valore della "Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina",
lanciata da Benedetto XVI per il 24 maggio.
Le paure e gli ostacoli di varie autorità locali; la speranza di una "vittoria spirituale".
Solidarietà verso i "terremotati" del Sichuan.

CARD. JOSEPH ZEN, Arcivescovo di Hong Kong.

CARD. JOSEPH ZEN ZE-KIUN
("AsiaNews", 23/5/’08)

La "Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina", che celebreremo domani, è un gran giorno. In esso affidiamo il destino della Cina e della sua Chiesa alle mani della Madonna. La Madonna ha predilezione per noi ed è molto potente.

La situazione in Cina non è ancora così ottimistica come qualcuno crede. E allora la Madonna è l’unica nostra speranza per buttare giù i muri e toccare i cuori.

Qui a Hong Kong ci siamo preparati alla "Giornata di Preghiera" voluta dal Papa con una Novena in tutte le parrocchie dedicate a Maria. Nel territorio ve ne sono 15. Ogni sera i fedeli della parrocchia e quelli delle parrocchie vicine si sono incontrati a pregare. Domani concludiamo la Novena col raduno nella Chiesa dedicata proprio alla Madonna Ausiliatrice. E siccome è la vigilia del "Corpus Domini", faremo pure la processione eucaristica. In questi giorni vi è stata una grande partecipazione.

Per quanto riguarda la Cina, ho l’impressione che alcune delle autorità siano troppo nervose per questa "Giornata di preghiera". Non solo fanno difficoltà ai pellegrinaggi, ma ordinano a molti di non svolgere alcuna attività pastorale per il mese di maggio, come se questo mese dovesse avvenire la "rivoluzione"!

Un sacerdote della Chiesa "clandestina" ha detto che dall’inizio di maggio è controllato da 2 poliziotti giorno e notte. Lo seguono perfino quando deve andare dal dottore o dal dentista!

Chissà cosa [le autorità] si immaginano che i cattolici facciano in maggio! Hanno tanta paura.

La nostra è una "rivoluzione spirituale", che non fa male a nessuno e fa bene a tutti.

Questa paura è un elemento negativo, che va in senso contrario a quei gesti di amicizia e di avvicinamento che sono avvenuti in questi mesi, come il "Concerto" della "Filarmonica" di Pechino e del "Coro" di Shanghai in Vaticano.

A me sembra che queste due modalità provengano da livelli diversi: quelli positivi vengono dai vertici; quelli negativi da quelli più in basso: questi ultimi temono che si arrivi alla normalizzazione dei rapporti fra Cina e Vaticano, perché hanno paura di perdere i vantaggi acquisiti e allora fanno di tutto per mettere il bastone fra le ruote. Ma il Signore e la Madonna vinceranno!

Forse questi "quadri intermedi" hanno paura anche quando parliamo di "vittoria", perché temono che ci sia una vera e propria guerra. Ma questi non sono i tempi delle guerre religiose!

Noi speriamo in una "vittoria spirituale" che alla fine va a beneficio di tutti. Quando la Madonna vince, tutti ci guadagniamo.

È importante che fra i "quadri" del Partito si capisca il nostro linguaggio, altrimenti crederanno che noi stiamo andando in battaglia. Per la "Lettera" del Papa hanno usato proprio queste parole: "Attenzione, le armi e gli eserciti sono alle porte!". Ma le nostre armi ed eserciti sono "spirituali", pieni di benevolenza e perdono.

Vale la pena essere ottimisti. Intanto, è importante continuare ancora per molto tempo a soccorrere le vittime del "terremoto" nel Sichuan. È una catastrofe di misure enormi. E la Cina si è mostrata aperta, trasparente, aprendo le porte a tutti gli "aiuti internazionali". È un buon inizio e speriamo che continui così!