AFRICA FERITA

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«Assistiamo 310mila persone.
Ma i ribelli ci rubano le attrezzature»

«Sottratte 72 jeep in un anno e mezzo.
Con il governo buona collaborazione, serve la forza di pace europea».

Da Goz Beida (Ciad), Emanuela Zuccalà
("Avvenire", 14/12/’07)

«Invece di trovare soluzioni, assistiamo a un continuo deterioramento della situazione». Serge Male è responsabile in Ciad dell’"Acnur", l’"Alto commissariato Onu per i rifugiati". Ci riceve nella piccola sede di Goz Beida, presidiata da guardie armate. L’unico luogo dove "Internet", radio e telefoni funzionano sempre, anche quando fuori si spara, salvando gli operatori umanitari dall’isolamento.

Siete arrivati qui per i profughi del Darfur e vi ritrovate con una massa di sfollati ciadiani. Il vostro sistema rischia il collasso?

No: è la mancanza di sicurezza a complicare il lavoro. Siamo stati più volte costretti a evacuare parte del personale, con ovvie conseguenze sulla qualità dell’assistenza ai profughi.

Voi operatori umanitari siete bersaglio dei ribelli?

Non ci sentiamo protetti perché siamo nel posto sbagliato. Non ci prendono di mira per il nostro lavoro ma per ciò che abbiamo: auto, denaro, "telecomunicazioni". Nell’ultimo anno e mezzo ci hanno rubato 72 jeep.

Quanto spende l’"Acnur" per l’emergenza in Ciad?

70 milioni di dollari l’anno per i 265mila profughi del Darfur e per i 45mila rifugiati dalla Repubblica Centrafricana nel sud del Ciad, di cui 20 milioni solo per i costi amministrativi e dello "staff". Il cibo però arriva dal "Programma alimentare mondiale": lo sforzo maggiore in quest’area è loro.

È vero che gli sfollati ciadiani, poiché sono all’interno del loro Paese, non rientrano nelle vostre competenze?

Sì, sono sotto la responsabilità del loro governo che però non riesce a gestire la crisi e ha chiesto aiuto alla comunità internazionale.

Che rapporti avete con il governo?

Estremamente aperti: l’"Acnur" è qui per richiesta del governo di N’Djamena. Cerchiamo di incrementare le loro capacità affinché possano prendersi in carico il problema degli sfollati interni.

Però c’è chi pensa che sia proprio il governo di Déby ad aver provocato questa situazione esplosiva.

Non condivido: il governo non ha interesse a promuovere instabilità. Con loro lavoriamo meglio che in molti altri luoghi.

Quando arriverà la forza di pace europea?

Avrei voluto che arrivasse ieri. Credo stiano facendo il possibile.