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Da "LETTERE DELLO SCOIATTOLO ALLA FORMICA" |
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Amico scrittoio... |
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Lo scoiattolo se ne stava nella sua casa sul faggio. |
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Era inverno e pioveva. |
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Raffiche di vento soffiavano contro la sua finestra, e la formica era in viaggio. |
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Lo scoiattolo appoggiò i gomiti sul suo scrittoio e disse con un profondo sospiro, senza voler dire niente di particolare: "Certo, certo…". |
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Lo scrittoio scricchiolò. Era un rumorino qualsiasi, ma fu come se lo scrittoio volesse dire qualcosa. Lo scoiattolo capì: "Eh già…". Due lente, esitanti parolette di una cosa che era sempre stata zitta. |
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"In effetti non penso mai a lui", pensò lo scoiattolo. "Non gli dico mai niente, non lo porto mai in viaggio con me, non festeggio mai il suo compleanno, non gli faccio mai regali, Non gli chiedo mai cosa gli piace. Sta qui e basta!". |
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Lo scoiattolo sospirò: "Devo fare qualcosa per lui qualche volta", concluse. "Ma che cosa?". |
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Dopo averci pensato a lungo decise di scrivergli una lettera. Prese un pezzo di corteccia di betulla, lo mise sullo scrittoio e cominciò: |
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Carissimo scrittoio, |
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posso fare qualcosa per te? |
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Poi posò la penna. "Che altro posso scrivergli?", pensò. "Cosa posso avere da raccontargli? Secondo me sa già tutto quello che so io!". |
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Rifletté profondamente, ma non riuscì a inventare nient’altro. Così scrisse a grossi caratteri il suo nome in fondo alla lettera. |
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"È per te", disse, e fece scivolare la lettera al centro dello scrittoio. |
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A quel punto una forte ventata spalancò la finestra, afferrò la lettera, capovolse con enorme fracasso lo scrittoio, che rimbalzò almeno cinque volte, e richiuse la finestra sbattendola con violenza. |
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Stordito, col pelo arruffato, lo scoiattolo era rimasto immobile. Lo scrittoio giaceva di traverso in un angolo. La lettera era scomparsa. |
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Dopo un po’, lo scoiattolo si alzò e rimise in piedi lo scrittoio. Il cassetto era caduto sul pavimento, e lo scoiattolo vide che c’era dentro una lettera con gli orli accartocciati che non aveva mai visto. |
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L’aprì e lesse: |
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Carissimo scoiattolo, |
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non è stata una caduta, sai, |
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è stata una danza. Per te. |
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Perché hai pensato a me. |
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Non c’è bisogno che tu faccia di più. |
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Il tuo aff.mo scrittoio |
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Lo scoiattolo non si chiese come avesse fatto lo scrittoio a scrivergli quella letterina. Posò le zampe davanti sullo scrittoio, ci appoggiò sopra la testa, e in quella posizione si addormentò. |
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