MISSIONE SPERANZA

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DA MANAUS, SR. LAURA CANTONI

MISSIONE AMICIZIA

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"È l’amore che dà la vita!"

La Via Crucis per le strade di Mauès... Tramonto infuocato sulle acque brasiliane!
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Mauès, S. Pasqua 2008

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Carissimi parenti e amici,
come sempre all’ultimo momento, ma eccomi per farvi di cuore gli auguri di una Santa Pasqua di Resurrezione!
Proprio ieri abbiamo celebrato per le vie della città la "Via Crucis", che ha toccato i punti più "periferici" (= più poveri) della nostra Mauès. "Via Crucis" preparata e vissuta con grande impegno da un gruppo di più di 60 giovani, di cui diversi "di strada" (quelli che tutte le notti si radunano negli angoli bui per bere, drogarsi, "rubacchiare" e fare guerra tra bande...). è stata un’esperienza molto intensa per loro, per altri giovani e le loro famiglie "per bene", che all’inizio avevano paura di mischiarsi con "quella gentaglia", e ieri per la città intera che in massa ha accompagnato il lungo percorso di Gesù sofferente in Mauès.
Mentre camminavo con loro, mi veniva in mente Josè, 55 anni, che fino all’ultimo si è trascinato per la strada per vendere ghiaccioli e merendine, per guadagnare qualche soldo con cui dare il cibo alla famiglia, bloccato a letto da una paralisi progressiva alle gambe, la cui figlia adesso è in prigione per droga, ed è rimasta solo la sposa per prendersi cura di lui, in una casa di legno che sta cadendo a pezzi.
Mi veniva in mente Diliane, quasi uccisa dal secondo marito perché lei non accettava che lui uscisse con un’altra, e salvata all’ultimo momento dalle figlie adolescenti dalla morte per impiccagione.
E la donna Maria, che ho incontrato di notte in strada, disperata, alla ricerca del figlio scappato di casa in un momento di crisi, perché la droga gli ha già irrimediabilmente compromesso il cervello.
Siamo passati per la via piena di fango e di case di legno della periferia, dove abita Derly, mamma tossicodipendente di un bebè di 15 giorni, senza niente per dar da mangiare a lui ed all’altra figlia di 3 anni, che vive col fratello adolescente e non con "il padre dei suoi figli", perché quando questo viene a casa esaltato dall’alcool e dalla droga è violento.
Nel percorso, mi avvicina la figlia di donna Marly, eccola là, con gli altri 5 figli: è stato bello vedere come tutta la comunità si è data da fare per aiutarla, dopo che un fulmine le ha ucciso il marito sul fiume. Ed ecco la casa di Adriana poco più in là: un bambino in grembo e il dramma di decidere se fare un "aborto terapeutico" perché lei potesse essere operata di un tumore… La decisione di accogliere la vita ed aver fede in Dio. Adesso è nel quinto mese e sembra che possa avere il bambino e poi fare l’operazione.
E guarda lì il giovane Delilson, che dopo anni vagabondi, adesso vuole fare qualcosa nella vita e ha cominciato a frequentare la parrocchia e ha ripreso a studiare.
Non posso raccontare tutti i casi di morte e "resurrezione" che incontriamo ogni giorno, con il desiderio nostro – delle Suore e del nuovo parroco – di fare qualcosa in più per le famiglie e i giovani più bisognosi (materialmente e spiritualmente); ma mi ha accompagnato, durante la Quaresima e nella "Via Crucis", la frase di Papa Benedetto all’America Latina: "È l’amore che dà la vita". È l’Amore che ci dona il suo soffio di vita dalla Croce, e che mettendoci nel cuore la sua misura di amore, ci rende almeno un po’ più capaci di portare la Croce con Lui e donare anche noi vita agli altri… È il mio augurio e la mia preghiera per tutti voi! Che sia una Santa Pasqua di Resurrezione!
Con molto affetto!
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Sr. Laura Cantoni

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P.S.: Le foto sono di Mauès! Anche la natura ci aiuta a contemplare la "passione" di Dio: il sole che muore è uno degli "spettacoli" più belli e che dà pace!