PICCOLI GRANDI LIBRI   ANSELM GRÜN
Tu sei una benedizione

Queriniana - 2006

Introduzione

Dalle mie esperienze di benedizione Come interpretano la benedizione i racconti della Bibbia Dal tesoro delle forme di benedizione Come la benedizione può segnare la vita quotidiana Riti di benedizione durante le feste e le stagioni Parole di benedizione 
per te
Quando le persone mi chiedono di benedirle Benedizione e fecondità La forza della croce
è posta su di te
Benedizione della mensa assaporare Dio durante i pasti Benedire
la corona dell' Avvento
Al mattino
Quando benedico
una candela
Abramo, il benedetto L'acqua santa diventa una sorgente Benedizione della casa
lo spazio in cui abiti diventa una vera dimora
Gustare nel vino l'amore di san Giovanni A tavola
Quando un sacerdote dispensa la benedizione della messa novella La benedizione notturna
di Giacobbe
La parola crea una realtà Benedizione dei fenomeni atmosferici sole e pioggia sono nelle mani di Dio Benedire la casa all'Epifania Alla sera
Benedizione o maledizione Attraverso la mano sei toccato da Dio La benedizione per chi viaggia - che cosa ti deve accompagnare quando sei in viaggio Spostare
lo sguardo sul corpo
insieme a san Biagio
Per una persona cara
Donne che si benedicono a vicenda La benedizione dei campi
essere in collegamento con la terra e con i frutti
Contemplare la natura umana nelle Ceneri Per te
La benedizione del vecchio Simeone La benedizione del mattino
iniziare la giornata benedetti
Portare con sé l'acqua di vita della notte di Pasqua
Benedetti attraverso
Gesù Cristo
La benedizione della sera - vai a dormire sotto la benedizione di Dio Celebrare la vittoria della vita nel pranzo di Pasqua
Zone di confine - benedizione o consacrazione? Contemplare la creazione di Dio il giorno dell' Assunta

 

 

Introduzione

L’Ökumenischer Kirchentag, la Giornata ecumenica delle chiese cristiane, del 2003 era all'insegna del motto: «Siate una benedizione». Ha riportato alla coscienza di molte persone il tema della benedizione. Evidentemente la benedizione fa leva su un anelito profondo dell' essere umano. Le persone anelano a essere benedette. Ma il motto della Giornata ecumenica ha suscitato in molti anche qualcos'altro: all'improvviso hanno scoperto che possono benedire a propria volta e sono autorizzati a farlo. Alcuni hanno timore di benedire gli altri. Pensano che sia un'azione riservata ai sacerdoti. Durante la Giornata ecumenica, invece, per molti ha costituito un' esperienza piena di gioia che, in liturgie di benedizione, le persone si siano benedette a vicenda. Ogni cristiano ha l'autorità di benedire. E ogni cristiano, in quanto benedetto da Dio, è a sua volta una benedizione per gli altri.

Durante la Giornata ecumenica e in seguito anch'io ho vissuto varie esperienze di benedizione. Alcune persone mi si sono avvicinate perché volevano essere benedette. Così, in questo libro, vorrei raccontare le mie esperienze di benedizione ed esaminare la tradizione della Bibbia e della liturgia a proposito di questo tema. Scrivo questo libro nella consapevolezza della mia qualità di benedettino. Il nostro fondatore è il 'Benedetto, (benedictus). Noi monaci portiamo con noi il tema della benedizione già nel nome. Ci tocca già a partire dall'immagine che abbiamo di noi stessi.

Un'esperienza durante la Giornata ecumenica mi ha colpito profondamente. Dopo una celebrazione liturgica mi si avvicinò una coppia chiedendomi la benedizione. L'uomo disse che aveva urgente bisogno di essere benedetto, perché aveva sempre sperimentato la maledizione. Su di lui erano state pronunciate molte parole che lo svalutavano e gli auguravano il fallimento della sua esistenza. Contro di esse desiderava ricevere parole di benedizione, che penetrassero nella, sua anima scacciando quelle di maledizione. Dalla Giornata ecumenica in poi mi succede con regolarità, anche dopo le mie conferenze, che le persone non desiderino soltanto un autografo sui libri, ma che mi chiedano anche la benedizione. Allora impongo loro le mani e pronuncio una benedizione. Così facendo mi lascio guidare dall'intuito per dire le parole adatte in questo momento alla loro situazione concreta.

E c'è anche un'altra esperienza che mi incoraggia a scrivere un libro sulla benedizione. Quando, durante i corsi nell' abbazia di Münsterschwarzach, celebro l'eucaristia con un gruppo, capita che a volte, dopo la messa, alcuni partecipanti mi portino un crocifisso, un angelo o una candela con la preghiera di benedirli. Quando poi, prima della benedizione solenne al termine della messa, annuncio che benedirò l'oggetto che qualcuno mi ha portato, spesso si aggiungono spontaneamente altre persone, portando la loro catenina, la fede nuziale, la loro Bibbia o un altro oggetto che per loro ha un'importanza particolare, affinché io benedica anche questi.

In un incontro con alcuni confratelli ci siamo chiesti perché all'improvviso la gente senta un tale bisogno di benedizione. Ci sono venuti in mente diversi motivi. Quando qualcuno chiede di essere benedetto, desidera mettersi sotto la protezione di Dio. Desidera sperimentare in concreto che Dio è anche vicino a lui. La benedizione è qualcosa di indipendente dalle chiese ufficiali. Ogni persona è in grado di benedire. Tuttavia la benedizione non si chiede a chiunque, bensì soltanto a chi ha un determinato retroscena, per esempio il padre, la madre, l'amico o l'amica, oppure anche il sacerdote, che è consacrato. Devo aver fiducia in chi mi benedice. Altrimenti questa persona potrebbe associare alla benedizione delle cattive intenzioni oppure potrebbe legarla troppo ai suoi bisogni personali. Con la sua benedizione potrebbe monopolizzarmi. Nel Salmo 61 sta scritto: «Con la bocca benedicono, nel loro cuore maledicono» (Sal 61,5). Evidentemente la chiesa era consapevole del pericolo di abusare della benedizione e perciò ha preteso come premessa necessaria per i sacerdoti, coloro che la impartiscono ufficialmente, la purificazione interiore.

Quando le persone vengono da me per farsi benedire, mi chiedo: perché desiderano essere benedette da me in modo personale? E soltanto il bisogno di essere toccati? O non c'è forse in loro un anelito più profondo, l'anelito di venire toccati dalla mano di Dio e di avere qualcuno al proprio fianco nella vita quotidiana? Quale anelito risveglia in loro il desiderio di benedizione? Vi ho riflettuto molto. Credo che sia l'anelito a che la vita non sia tanto all'insegna dei desideri e delle maledizioni, delle aspettative e delle esigenze delle persone, bensì della benedizione di Dio. Quando percorrono il loro cammino con la benedizione di Dio, sperano che la loro vita riesca e la loro strada porti a una meta buona. Naturalmente mi chiedo anche se le persone non proiettino troppe cose su di me, se non spostino su di me il loro desiderio profondo di guarigione, di risultati positivi, dell' esperienza della vicinanza di Dio.

Da bambino ho vissuto regolarmente l'esperienza di come mio padre mi benedicesse quando ritornavo in collegio. E nella nostra famiglia la madre benediceva il pane prima di iniziare a tagliarlo. Mi chiedo che cosa associassi alla benedizione da bambino. Non so descriverlo con esattezza. Ma evidentemente c'era l'intuizione che la vita è qualcosa di più di un funzionare esteriore, che tutto ciò che facciamo avviene sotto gli occhi benevoli di Dio, che tutto ciò che è importante per la nostra vita è toccato dalla mano benedicente di Dio e pieno del suo amore. Un confratello ha raccontato come lo abbia sempre colpito profondamente che sua madre benedicesse il pane. Ciò gli ha donato il senso del dono prezioso che costituisce il pane. Ancora oggi gli fa male vedere quanto spesso il pane viene tagliato e distribuito in maniera distratta. La benedizione conferisce al pane una qualità diversa. Nel pane è Dio stesso a nutrirmi, colui che dona ogni cosa buona.

Anche quando le persone portano a benedire i loro crocifissi, le candele e le fedi nuziali, mi chiedo quale anelito profondo si celi dietro questo gesto. È un fraintendimento magico? O non desiderano piuttosto avere qualcosa nella loro vita quotidiana che rammenti loro la benedizione di Dio, che faccia diventare tangibile per loro la promessa della presenza risanatrice e amorevole di Dio? Desiderano forse rammentarsi in maniera concreta della benedizione di Dio? Benedizione significa per loro vita divina, che compenetra la loro esistenza spesso debole e fragile. Benedizione significa vita riuscita, pienezza di vita. La benedizione conferisce alla loro esistenza un buon sapore. In ogni cosa si sentono toccate e avvolte dall'amore affettuoso di Dio.

In questo libro vorrei approfondire le domande che affiorano in me quando bene4ico e vorrei sviluppare alcuni aspetti della benedizione, così come ce li presentano la Bibbia e la tradizione spirituale. Così facendo non è una trattazione sistematica a interessarmi, bensì le esperienze che mi è stato concesso di fare con la benedizione.