CARLO CARRETTO
Beata te che hai creduto
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La Madonna del carrettino « Rachele piange i suoi figli» La vita e il dolore
Ave Maria Nazaret È risorto
Dio mio, figlio mio Fate quello che vi dirà Pregare con Maria

«RACHELE PIANGE I SUOI FIGLI»
 (Matteo 2, 18)

 

Come Dio volle, la tempesta di sabbia si calmò e Alì riprese la strada dei pascoli col suo bastone e le sue undici pecore. lo rimasi solo a Ouarourout a ripulire dallo sterco la grotta ed a scaldarmi le ossa al sole.
La partenza del gregge mi aveva portato via il segno di Betlemme ed io immaginavo Maria e Giuseppe sulla pista verso il sud con Gesù bambino in braccio.
Ma perché erano partiti così presto? Perché affrontare la pista così dura con un piccolino così tenero?
Leggevo in Matteo: «L'Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
«
Giuseppe destatosi prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto» (Matteo 2,13).
Si è appena nati e già incominciano le grane. Pare impossibile come sia difficile vivere su questa povera terra!
Ed ora Gesù è solo sulla pista amara e stanotte forse non troverà nemmeno una grotta per ripararsi dal freddo.
E Matteo continua: «
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo in cui era stato informato dai Magi.
«
Allora si adempì quel che era stato detto dal profeta Geremia:
Un grido è stato udito in Rama
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata
perché non sono più»
(Matteo 2, 16-18).

Sembra impossibile che si possa giungere a simili efferatezze.
Questo è il potere e non c'è limite alla sua prepotenza.
E gli umili, i poveri pagano!
Dunque Erode nel tentativo di ammazzare Gesù aveva organizzato uno dei tanti «progrom» della storia.
M'immagino che notte! I soldati hanno circondato il territorio di Betlemme e hanno cominciato la carneficina nell'oscurità. Avevano gli elenchi dei neonati e fu facile buttare in aria le porte di tanti poveri.
Oh l'urlo nella notte delle povere madri! Oh l'orrore del sangue innocente!
Perché? 
Perché? 
Perché?
E il tutto non era servito a 'niente perché
Gesù era scappato.
La rete aveva una maglia rotta e il piccolo era fuggito come «uccello dalla rete dei cacciatori» come dice il Salmo 124.
Come si fa a contenere una simile notizia?
Il deserto ha il telegrafo senza fili e le notizie si spandono con la velocità del vento.
Un cammelliere che andava anche lui verso il sud raggiunge la piccola carovana che porta Gesù e le parole che bruciano dentro si comunicano come fuoco.
Sapete la notizia? Erode ha fatto uccidere tutti i piccoli di Betlemme. Non uno è scampato.
È stata una cosa orrenda. Sono venuti di
notte, hanno circondato le case.
Maria ascolta in silenzio e stringe suo figlio al petto dove il cuore batte ad una velocità inverosimile come se dovesse spezzarsi.
Giuseppe guarda Maria con un tremito.
Te lo dicevo, io avevo paura. Non ero tranquillo là dentro. Sentivo che dovevo fuggire, lo sentivo. E poi... quel sogno!
Il cammelliere sprona la sua cavalcatura e i due sposi rimangono inebetiti uno accanto all'altro. Gesù, anche Lui, guarda il sole in silenzio.
Dio mio, perché? 
Dio mio, perché? 
Dio mio, perché? 
Che notte!
Che notte! 
Che notte!
Pensare a Dio quando tutto va bene è facile, pensarlo in questa oscurità come è duro! Maria, dimmi qualcosa tu.
E Maria tace.
Sente come una punta acuta entrare nel cuore.
Le tornano in mente le parole del vecchio Simeone là nel T empio quando aveva preso in braccio Gesù per la purificazione: «
Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione. E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Luca 2, 35).
Rivede tanti volti di bimbi conosciuti a Betlemme, figli della stessa tribù di Davide, che erano nati nello stesso periodo di suo figlio.
La punta della spada penetra giù giù nel suo cuore di mamma.
Perché questi e non Lui?
Perché l'Onnipotente ha permesso lo sterminio?
Perché non li ha difesi?
Perché non ha immobilizzato con la morte il crudele Erode?
Perché?
Perché?
Non c'è risposta a tanto dolore.
Maria è piegata in due sulla pista arida. Giuseppe è come svuotato nel profondo
delle viscere.
Gesù avvolto in pochi stracci guarda estatico il sole che tramonta tra fiamme rossastre.
L'asino bruca la punta di un etel che fiancheggia la pista.

 

Sì, credere a Dio non è facile, sperare nella sua presenza ordinatrice è ancora più duro, amare gli uomini quando sono assassini è sovrumano.
Cosa devo fare?
Domani verrà la nuova alba e la vita continua.
Com'è possibile recitare ancora con te, Maria, la tua esaltante preghiera del Magnificat ora che i miei, che i tuoi occhi sono pieni della tremenda visione del progrom consumato da Erode a Betlemme?
E proprio a causa di Lui, di tuo figlio!
Dire con te:
«L'anima mia magnifica il Signore », com'è possibile? Dire con te: «Ha rovesciato i potenti dai troni ed ha esaltato gli umili ».
Com'è possibile?
Tu sei nella sofferenza ed Erode è là sul suo trono.
Tu hai il cuore esacerbato e i poveri sono disprezzati.
Il potere, non te, domina la storia.

 

Eppure...
Eppure non è così! Intanto possiamo dire che proprio lui, il potere, è stato beffato.
È forse riuscito nel suo intento di uccidere Gesù?
Che ha servito la sua astuzia? Il suo circondare il villaggio di notte coi soldati?
È bastata una maglia rotta e la trappola
non ha funzionato.
Proprio il ricercato non c'era.
Che beffa per il potere!
Sì è vero: «
Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore» (Luca 1, 51).
È vero: il suo disegno andò a vuoto. Ma gli altri?
Il sacrificio di tanti innocenti!
Intanto possiamo dire che hanno combattuto la loro battaglia, assolto la loro missione.
Questo è ciò che conta. Attirando su di sé i colpi hanno evitato che colpissero il Cristo in fuga, richiamando sui loro fragili corpi l'attenzione dei soldati hanno dato il tempo al Messia di allontanarsi dalla carneficina, distraendo gli strateghi della morte col tempo impiegato ad ucciderli hanno dato a Gesù la salvezza.
Era necessario che Gesù non morisse quella notte. Per loro fu necessario pagare per Lui.
L'ora della morte non ha importanza. Ciò che ha importanza è compiere la nostra missione.
Gesù compirà la sua missione più tardi sul
Calvario, i piccoli innocenti l'hanno compiuta quella notte stessa.
I potenti non hanno fatto deviare la storia della salvezza, hanno solo tentato di farlo e i loro «pensieri sono stati dispersi» (Luca 1,51).
Sì, Maria, di' anche stasera il tuo Magnificat sulla pista amara, dillo in pienezza, dillo perché anche stasera sei coinvolta nel grandioso disegno di Dio e nessuno può toccarti se Dio non vuole.
Dillo!
Dillo perché nessuno può toccare il tuo Gesù anche se così piccolo e così debole.
Dillo perché la storia è in mano a Dio e non agli uomini.
Dillo perché i faraoni ad uno ad uno sono vinti ed i poveri sono liberati.
Dillo!
E anch'io voglio dirlo con te.
E sono certo che mentre tu lo dici, come
angeli ad uno ad uno i piccoli martiri vengono attorno a te già trasfigurati nel Regno di luce per cui hanno combattuto, testimoniando con la morte più che con la parola l'arrivo del Salvatore.
Come vorrei, Maria, essere uno di loro!

 

L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore. 
Poiché ha guardato l'umiltà della sua serva. 
D'ora in poi tutte le genti mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.

E
Santo è il suo nome.
Di generazione in generazione 
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. 
Ha rovesciato i potenti dal trono
ha innalzato gli umili.
Ha ricolmato di beni gli affamati
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele suo servo
ricordandosi della sua misericordia.
Come aveva promesso ai nostri padri
ad Abramo ed alla sua discendenza per sempre.

La pista dell'Egitto è ancora lunga. 
Coraggio, Giuseppe, partiamo. 
Dio provvede.