MISSIONE PAPUA

MISSIONE AMICIZIA     L'«ora et labora» di Lino     DIARIO

Lino è un "laico" che vive di solo "Battesimo" e lavoro:
da vent’anni costruisce case, Chiese, scuole in Papua Nuova Guinea.

LINO CASALI, laico missionario in Papua Nuova Guinea!

P. Giorgio Licini
("Missionari del Pime", Dicembre 2008)

"Lo faccio per i miei ragazzi, mica per il Padre, la Suora o il Vescovo ‘tal dei tali’!". Una frase un po’ "ruvida", che gli sfugge in qualche scatto di impazienza tipico di un costruttore e "capo-cantiere", ma che rivela molto della personalità di Lino Casali. O meglio, Casali Lino, come lui firma le fatture alla consegna. Lodigiano di Maleo, settant’anni il 14 Dicembre: venti spesi in "cascina", trenta a fare il pane e le torte, e venti come "Missionario" in Papua Nuova Guinea: sulle carte "catechista", di fatto costruttore di Chiese, scuole, cliniche e "case religiose"... Un ruolo che permette appunto a Preti, Suore e Vescovi Missionari di sapere a chi si dà in mano il lavoro. Una buona notizia anche per i nostri "benefattori", perché in questo modo le loro offerte, come quelle dell’"otto per mille", del "cinque per mille" e di tutti gli altri "rivoli" di generosità rendono il doppio.
O il quadruplo, perché la quantità di lavoro svolto da Lino e dai suoi ragazzi, motivati e appassionati, è palesemente doppia di quella d’altri a parità di tempo. In questi mesi stanno lavorando da noi in città, dove praticamente si trova tutto senza grande fatica, ma spesso sono io in affanno a fornire in tempo cemento, mattoni, ferro, legname e "calcestruzzo"… Meno male che lavorano su tre edifici (casa, aule scolastiche e "centro pastorale"), così quando si bloccano da una parte passano all’altra.
A Lino i suoi ragazzi glieli invidiano. Ormai hanno dieci o quindici anni di esperienza. Sono stati i primi alunni della "scuola tecnica" del "Pime" a Watuluma, nella Diocesi di Alotau, già nella seconda metà degli "Anni Ottanta", avviati al lavoro e alla professione da
Fratel Renato Doneda e dal "volontario" lecchese Severino Mapelli. Lino li guida e li consiglia ancora per tante cose, nel lavoro e nella vita. Vorrebbe che risparmiassero di più. È preoccupatissimo per la loro vita familiare. Li porta a lavorare fuori, ma non più di cinque o sei mesi. Poi devono tornare a casa, stare con moglie e figli. "Come si fa a non capire questo!", dice ogni tanto, richiamando al "realismo" e alla normalità della vita noi, più carichi di studi e di "nomine", di "celibato" e di "ordinazione", di corsi e discorsi.
Tutte cose (eccetto il "celibato", si capisce) da cui Lino Casali rifugge. Lui è per conto suo. Ma in questo modo è con tutti e per tutti. Non fa parte di nessun "Istituto" o "Associazione". È un "laico" che vive di solo "Battesimo". Quanto a Messa, preghiera, adorazione e "breviario", però, batte certamente me e alcuni altri. Lino è quasi un "monaco": "ora et labora", "prega e lavora". Non fa altro nel corso della giornata. Come i "Benedettini", ama e cura la buona tavola. E non disdegna le letture. Sul suo comodino arrivano la "Civiltà Cattolica" e altre riviste abbastanza impegnative. Lino si aggiorna e guarda avanti. La salute non è male, dopo che l’anno scorso ha sistemato un paio di "ernie". Temendo, comunque, un futuro senza di lui, speriamo e preghiamo che fra qualche anno qualcuno prenda il suo posto. Anche a cinquant’anni "suonati", se è il caso, come Lino Casali nel 1988.