MISSIONE PAPUA

MISSIONE AMICIZIA     Quattro aule a Watuluma     DIARIO

A Watuluma, in Papua Nuova Guinea,
non tutti i ragazzi hanno la possibilità di andare a scuola
e ricevere un’istruzione completa.
Padre Giovanni Di Lenarda ci spiega perché...

P. GIOVANNI DI LENARDA, Missionario in Papua Nuova Guinea.

A cura dell'"Ufficio Adozioni"
("Missionari del Pime", Giugno-Luglio 2008)

Sono in Papua da circa sei anni ed è la mia prima destinazione. Ringrazio il Signore per l’esperienza missionaria che sto vivendo. La missione non è solo un dare, ma prima di tutto è uno scambio che ci arricchisce giorno dopo giorno. Vivere insieme a persone semplici, povere, abituate all’essenzialità della vita mi aiuta a dare un senso "diverso" alla vita, basato sul comandamento cristiano dell’amore.

In quale zona della Papua ti trovi?

Mi trovo nel sud-est della Papua (Milne Bay Province), diocesi di Alotau, nell’isola di Goodenough. Qui le principali attività sono l’agricoltura e la pesca. La gente lavora molto negli orti per il sostegno della famiglia e per il commercio. Le donne ogni giorno si recano al mercato, camminando per ore sotto la pioggia o il sole, e portando sulla testa pesanti canestri con gli ortaggi o il pesce da vendere. Le più fortunate riescono a vendere qualcosa e a guadagnare pochi spiccioli. Nell’isola di Goodenough c’è un’economia di "sussistenza", con poche possibilità di esportare i prodotti nella città, dove c’è più domanda e di conseguenza più possibilità di vendita.

In che cosa consiste la tua attività?

La parrocchia di Bolubolu è composta da sette "stazioni" e un "centro professionale" per ragazze. La principale attività è l’evangelizzazione e la "promozione umana" che vanno di pari passo, con una particolare attenzione al mondo giovanile. Giorno dopo giorno aiutiamo i fanciulli e i giovani a guardare alla vita con gli occhi di Dio, a scoprire i doni e i "talenti" seminati nel cuore e, soprattutto, a farli crescere e metterli a servizio della comunità. Li aiutiamo a crescere e a studiare in ambienti puliti, sani, dove si sentono accolti, amati e rispettati. Proponiamo, in altre parole, uno sviluppo integrale della persona.

Hai dei progetti per il futuro, "sogni nel cassetto" per la tua missione...?

Essere vicino ai fanciulli e al mondo giovanile e aiutarli a dare significato alla vita. In particolare vorrei aiutare i fanciulli della comunità di Kimokimo a coronare un sogno: avere un edificio scolastico dove poter studiare e prepararsi alla vita.

Quanto è importante l’educazione per i "tuoi" ragazzi?

Moltissimo! L’educazione è prima di tutto un processo: i genitori sono chiamati a essere vicini ai fanciulli, a camminare con loro per aiutarli a scoprire e apprezzare la bellezza della vita, a prendere coscienza delle loro potenzialità, dell’unicità della vita che va vissuta in maniera significativa.
L’educazione è impegno quotidiano. In un ambiente culturalmente ed economicamente povero come la Papua diventa difficile per i genitori capire che l’educazione si costruisce giorno dopo giorno, dando ai fanciulli il tempo necessario per crescere. Troppe volte i fanciulli vengono privati del tempo per giocare e vengono mandati nella foresta a raccogliere legna da ardere, o al fiume a riempire taniche d’acqua. Altre volte vengono privati del diritto allo studio e costretti a rimanere in casa ad accudire i fratelli più piccoli.
Ma l’educazione è anche "sinergia" e richiede la collaborazione dei genitori, che sono i primi formatori. In Papua, invece, troppe volte i genitori "delegano" o intendono l’educazione dei figli come un dovere della scuola o delle istituzioni religiose, dimenticando che se non c’è collaborazione tra le "agenzie educative" non ci sarà una crescita armonica dei fanciulli.

Quanto è utile, in questo senso, il contributo delle "adozioni a distanza"?

Carissimi amici, i vostri sacrifici e l’impegno a favore dei fanciulli di Watuluma stanno portando i primi frutti. Grazie alla vostra collaborazione abbiamo costruito quattro aule scolastiche, acquistato materiale didattico e vestiti per aiutare ai fanciulli a crescere e guardare alla vita in maniera serena. Una scuola non può funzionare senza insegnanti. Cerchiamo di essere vicini agli insegnanti, supportandoli anche economicamente in modo che si impegnino con diligenza e competenza nell’educare i fanciulli. Quando nel 2003 ho visitato per la prima volta la scuola di Watuluma c’erano solo pochi fanciulli, oggi grazie alla vostra preziosa collaborazione circa 80 fanciulli frequentano in maniera stabile la scuola.
Una comunità costruisce il suo futuro a partire dal presente. Con il vostro "supporto" stiamo aiutando dei giovani a proseguire gli studi, così nell’arco di alcuni anni saranno loro i "nuovi" insegnanti che porteranno avanti la scuola di Watuluma.  
Il 17 Febbraio sono diventato parroco di Bolubolu e Padre Sylvester Saladaga, Missionario filippino del "Pime", mi ha sostituito. Sarà lui a continuare il progetto delle adozioni nella parrocchia di Watuluma.