DALLA CAMBOGIA, P. GIANLUCA TAVOLA

LA PROVVIDENZA... (NATALE 2012)

MISSIONE AMICIZIA   "E venne ad abitare..."   SEGUENTE

P. GIANLUCA TAVOLA, Missionario in Cambogia!

Phnom Penh, Natale 2007

Un giorno Dio decise di mandare il suo Figlio ad abitare in mezzo a noi. Che scelta straordinaria! Quale grande passione per l’umanità rivela tale imprevedibile gesto! Il Padre ci pensava da un po’, aveva preparato una donna che poteva accogliere un dono così grande, e con il "SÌ" di Maria era iniziato questo nuovo capitolo della storia. Nove mesi, poi la nascita, la fanciullezza di Gesù e il ministero pubblico che conduce la vita del Cristo alla Pasqua. È lunga la via dell’Incarnazione!

Quest’anno mi piace guardare al Natale così: come quel passo decisivo che è parte di un Amore che si rivela giorno per giorno nella storia dell’umanità.

Il "sogno" che il Signore ha sempre avuto per me ha compiuto un passo decisivo nel Settembre scorso, con la partenza per la Cambogia. Andare in un Paese molto distante oggi è frequente e molto facile. Ci sono molti motivi che spingono le persone a venire in Cambogia. Con l’atterraggio in questa terra, un uomo d’affari continua a portare avanti le relazioni di mercato che aveva in corso; un turista si espone alla novità per poter riportare in patria con sé qualcosa che ha visto o vissuto; … un missionario inizia a vivere con i fratelli e le sorelle cambogiane.

"E venne ad abitare in mezzo a noi". In questi primi mesi in Cambogia mi sento come se fossi un bambino. Sto imparando a conoscere i luoghi al di fuori della propria casa, la strada per arrivarci, i mezzi più adatti per muoversi. Conosco sempre nuove persone in casa, a scuola, in parrocchia, nei luoghi che frequento: loro sono lì da tempo, ed ora tocca a me capire, inserirmi. Desidero capire i valori, la cultura, i desideri, i sentimenti che attraversano questo Popolo.

Per tutto questo è fondamentale la lingua "Khmer", che sto studiando volentieri, ma vengono coinvolti tutti i sensi, la vita! Il non poter parlare mi aiuta molto ad usare meglio la vista. Mi piace pensare che anche Gesù avrà imparato a fare il falegname guardando il papà, o avrà imparato a impastare il pane vedendo Maria impegnata in questo lavoro quotidiano. Un guardare che scende nel cuore, che mi fa stare in contemplazione davanti al popolo cambogiano, alle sue gioie, attese…

Spesso, soprattutto durante la Messa, al mercato, per le strade affollate della città, mi trovo a guardare questi fratelli e sorelle e a chiedere al Signore la Sua benedizione. E mi torna alla mente l’inizio del documento del Concilio Vaticano II "Gaudium et Spes", che dice: "Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo,
e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore".

Che il Signore usi anche questo suo povero discepolo per far giungere a qualcuno di questi fratelli e sorelle un pizzico del suo grande Amore!

Ringrazio Dio Padre per avermi preso a cuore in modo così profondo. Ringrazio il Popolo cambogiano per avermi accolto ad abitare in questa terra. Ringrazio ciascuno di voi, che mi sostenete, soprattutto con la preghiera.

A tutti l’augurio di poter continuare ad accogliere la passione di Cristo per ciascuno di noi. E che la Sua cura diventi fonte di vera carità per i fratelli e le sorelle che incontriamo.

Io sto benone e vi ricordo al Signore!
Vostro in Cristo!

P. GIANLUCA TAVOLA